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Il “dopo le varie feste”

Finalmente il periodo festivo è finito. 🎉

Si sì, abbiamo chiuso con la cresima, abbiamo chiuso con Halloween, abbiamo chiuso con le festività fino a Natale.

Quest’anno però farò l’albero. Si, ho deciso. Costruirò il MIO albero 🌲. Non sarà un albero di Natale, ma sarà il mio albero di Yule, e lo addobberò benino. 😍 D’altronde lo hanno tutti in casa, senza saperlo, io lo farò con cognizione di causa.

Di questi giorni di festa mi rimarranno poche cose, e nessuna di queste sono legate alla cerimonia della cresima, mal organizzata, un flop ed una delusione, ma cosa aspettarsi poi.

Mi rimarrà la festa, mi rimarrà Maria che apre i regali, mi rimarrà mia cugina per un giorno e mezzo, mi rimarranno mia mamma e mio nipote per 20 giorni, mi rimarrà io ricordo dello smaltimento degli avanzi, mi rimarrà una torta che credevo andasse bene per mia figlia e invece, come al solito, niente dolce per lei, mi rimarrà il pub e le chiacchiere e le rivelazioni. Questo per quanto riguarda la cresima.

Per quanto riguarda la festa di Halloween mi rimarrà la stanchezza, ma fanculo a quella, è stata un festa dove mi sono divertita da morire, mi rimarrà l’assenza di Maria per la prima volta con le amiche, mi rimarranno i bambini che ballano tutti insieme, mi rimarranno gli addobbi e il sangue finto nel bagno, mi rimarrà il ricordo della preparazione in fretta e furia e il dubbio fino all’ultimo, mi rimarrà l’amarezza per gli assenti, mi rimarranno i cocktail 🍸 e le birre 🍺 e il mal di testa del giorno dopo 🤣

Tutto questo in un mese che è stato per me tanto, tanto importante, tanto significativo, che ha segnato l’inizio e la fine di tante cose, che ha portato novità e ventate di ottimismo.

Sono stanca, questo mese di Ottobre, finito da qualche giorno, è stato pieno e sfiancante, una corsa continua dopo 3 mesi estivi da panico, di lavoro incessante e di stanchezza fisica e mentale, ma con novembre si segna finalmente la svolta, e lo sguardo che gli volgo è bonario, è pieno di fiducia. Nonostante la stanchezza tante cose non saranno più le stesse, e volgeranno in meglio, e alla fine, non abbiamo lavorato tanto per questo? 😅

Ora l’obiettivo della nostra vita sarà volto al raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi che avevamo lasciato indietro, che per un motivo o per un altro non siamo stati in grado di veder crescere. Sono stati 19 anni in cui i sacrifici sono stati enormi, ma li abbiamo superati ed ora mi sento con diverso peso in meno addosso… ed era ora…

Comunque, una delle foto più belle e significative di questo mese è assolutamente questa

Quelle di Maria arriveranno quando mi deciderò ad andare a sceglierle 🤣

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Riflessioni profonde

Sono una mamma, e come tutte le mamme i pensieri più profondi mi vengono quando sono in piena notte, ma non solo in Piena notte, ma in un posto molto speciale, in bagno.

Ahahahahahahahah, direte voi, o che schifo anche, ma niente sorrisini e niente nausee per favore. In bagno io mi ci rinchiudo senza la necessità di doverlo realmente utilizzare.

Che ne so, quando ero ragazzina mi chiudevo nella mia stanza, luogo inviolabile (credevo io), dove poter scrivere nel mio diario segreto le mille cose che nessuno poteva sapere (tranne mia mamma che me li leggeva di nascosto, cioè, lei pensava fosse di nascosto, la verità era che molte pagine erano volutamente pilotate verso cazzate di un buonismo nauseante solo per farle leggere qualcosa per cui poi non dovesse starmi con il fiato sul collo).  Da ragazza più grande il bagno era io mio miglior amico perché dentro ci trovavo specchio enorme e trucchi. Tanti trucchi, e profumi e creme e tutto il necessario per imbellettarsi, e già utilizzavo la Yves Rocher, ovvio, io figlia d’arte di una consigliera di bellezza storica. 

Anche da adulta e da mamma il bagno ha tenuto il suo fascino. Mi ci nascondo. Abbasso la tavoletta e diventa la mia poltrona. Ci scrivo i meglio interventi e ci lavoro meglio che sul divano. È un ufficio, non è un bagno. Questo a causa dell’influenza malefica di Happy Days nella mia vita e di quel sociopatico di Fonzie. Quando corro a chiudermi dentro a chiave mi giro verso il corridoio ed esclamo un sonoro “Aaaaayyyyyyy” con i pollici verso il cielo. Mi manca il giubbotto in pelle nero e siamo li. 


L’orario invece è un problema. Scrivo la notte fonda perché aspetto il silenzio. Peccato che con il silenzio arrivi anche il sonno e di solito mi ritrovo a scrivere una pletora di cose orrorifiche. O senza senso. O entrambe. 

Comunque vorrei aprire un fan club della toilette. Un club per sole mamme che capiscono a fondo il problema e sanno che quello è l’unico posto dove i figli, una volta cresciuti un pochino, non ci possono seguire. L’unica barriera posta tra noi e loro che non ci faccia sentire in colpa. 

A proposito di colpe poi, i figli sono così bravi a fartici sentire. Grandi o piccoli non cambia, loro ne sono capici anche quando ancora non hanno il dono della parola. Quando poi cominciano a parlare è la fine. Per qualsiasi cosa una vita di rimpianti. E loro pare siano lì a puntare le loro ditina sporche e appiccicose contro di te sempre. 

Si lo so, ci sono tra di voi persone che credono che no, i vostri figli no, e che no, voi rimpianti mai. Dai su. Non diciamoci cazzate almeno tra di noi. Le mamme perfette non esistono. Non aprite bocca, ho detto che non esistono ed è così. Mamme perfette di figli perfetti. Una storiella che ci raccontano ma che non esiste, un pochino come quella del principe azzurro. Che da ragazzina ti fai crescere i capelli che sembri Rapunzel per poter calare la tua lunga treccia al ragazzo che per te scalerà la torre, ed invece ti ritrovi con un incipiente calvizie femminile che ti crea un buco al centro della testa e stai con Catozzo dalla maglia unta di olio (non olio motore perché magari fa il meccanico, no proprio olio da cucina perché Catozzo è un maiale di prima categoria che mangia con le mani e si sbroda che bimbo allo svezzamento spostati). Ecco. Le mamme perfette di figli perfetti uguali. 

Io mamma perfetta? Mai. Ma proprio no grazie. Ma sai che due palle? Se fossi una mamma perfetta di figli perfetti in una famiglia perfetta dalla casa perfetta ma sai che noia? Cosa avrei da scrivere? E di cosa mi potrei mai lamentare? Ma quando mai poi, mi riesce così bene cazzo lamentarmi! Non potrei mai smettere. Ma ci pensate se domani la mia vita fosse solo rose e fiori e zero problemi e figlie ubbidienti e soldi senza fare un cazzo e casa perfetta e sempre pulita e colf che fa tutto e marito con il quale non discuti mai e suocero che non c’è più (in casa dico) e vicinato simpatico e la gente che ti sorride dal mattino presto e il caffè sempre alla giusta temperatura … e la gente che si fa i cazzi suoi e tutti che attraversano con il verde e le persone che non corrono in macchina e niente doppie file e tutti educati … e tutti magri… e niente smog e il mare vicino a casa e la montagna a pochi passi … 
Vabbè smetto o ci faccio la bocca vah.

Ed io ci provo

Eccomi qui, con uno spirito meno distruttivo del solito questa volta.
Sono giorni un po’ così.
In queste ultime settimane, fra ddl Cirinnà, #svegliatiitalia, family day, preti che parlano di famiglia, politici che vanno a prostitute che inneggiano alla famiglia tradizionale, padri tradizionali che sgozzano i figli … insomma, ce ne sono state per tutti.
Ho deciso di rimanere calma, cosa che non è da me. Di smettere di guardare sempre la parte no. Di volgere anche uno sguardo alle cose belle della vita. Ogni tanto c’è bisogno anche di ridere.
Mi ci ha fatto pensare ieri Frafra.
Ieri, mentre cenavamo, Frafra per convincere Ilaria a raccontarci il perché di una cosa, ha preso Spocchia. Spocchia altri non è che una rana comprata a Londra, una di quelle marionette dove infili la mano, le dita, e le dai vita. È una rana inglese, che parla come Enrico Montesano quando faceva la signora inglese all’ora del tè.

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E poi …

E poi ...

E poi ci sono quei momenti, durante alcune giornate, che ti fanno pensare che la vita poi non sia quel grande schifo che pensi ogni giorno. Ma non è pessimismo, è puro realismo. Guardandola giocare ieri pensavo “Ma che bello, il sole splende, la mia piccolina è sorridente, ha trovato delle amichette con cui giocare. La grande è a catechismo con le amiche e le sento ridere da qui, pazienza se io non credo, lei sta bene con loro e fa quello che le piace”. Poi ieri è passato, e la vita è di nuovo uno schifo. Sto in attesa di altri momenti come quelli di ieri.