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Diciamo che va

Ok. Si può iniziare un intervento del blog con un semplice ok? 👌🏼

Non lo so, ma diciamo che è il modo migliore per identificare un periodo che non è bello, non è brutto, non è in salita, non è in discesa, ma è di puro e semplice stallo. E a volte uno stallo è più ok di qualsiasi altra situazione.

Vacanze? A Roma. Non si è fatto un granché, ma diciamo pure che è stato a causa del gran caldo che ha fatto, non si poteva minimamente uscire, non si respirava, credo di aver perso tanti di quei liquidi quest’anno che nemmeno in una fornace. Eppure la mia cellulite rimane lì. La ritenzione idrica non esiste secondo me, quello è un Marchio di fuoco del demonio (in cui personalmente non credo) che per dimostrarmi la sua esistenza mi punisce in siffatto modo. 🤔

La parola di queste vacanze è quindi stata desolazione ☠️. Son partiti tutti, tranne noi e quelli sopra di noi, ai quali ieri ho pure dato dei coglioni mentre la figlia saliva con il cane, ma la mia frase era (mentre uscivo in reggiseno nel pianerottolo) ” Ma chi vuoi che mi veda, in questo palazzo ci siamo noi e questi coglioni di sopra”, nel senso che eravamo due famiglie di coglioni, ma adesso probabilmente la loro ottica sarà che io mi diverta a insultarli gratuitamente. Invece no, io no, non lo dico mai, in tanti in questo palazzo lo dicono e lo ribadiscono (anche in quello accanto a dire il vero). O anche si a volte, ma sempre bonariamente, tranne quando fanno casino in orari improponibili e nei giorni festivi, quando fanno strisciare sedie ai bambini, quando gli fanno fare avanti indietro con nemmeno so cosa alle 15 del pomeriggio di domenica, quando alla stessa ora gli fanno suonare la pianola, li si, lì reputo dei veri coglioni, ma in generale più che altro non è che mi interessi di loro granché. Siamo vicini, non amici. Quindi niente, per me non esisterebbero se non facessero in modo di farsi sentire più spesso di quello che dovrebbero. Ma vabbe. Ieri comunque non era inteso in senso offensivo. 😑

Il caldo di questa estate è stato torrido, e mi pare pure ovvio, che ti pareva che quest’anno che siamo stati a Roma poteva fare in estate normale? No, picchi di inferno per giorni e giorni.

Desolazione dicevo. In città sembravamo nel Sahara, talmente caldo che si soffriva di miraggi. Che ne so, un chiosco di limonate ghiacciate nel breve tragitto tra casa nostra e il supermercato, che già a metà strada eri completamente disidratato. Un girone dantesco insomma quello dei “rimasti a morire in città durante l’estate”. Ma lo abbiamo eroicamente affrontato. Si, barricandoci in casa e non uscendo per niente.

Oh ragazzi, comunque il caldo da alla testa, ma davvero. Siccome siamo stati a casa ho avuto parecchio tempo per lavorare, ho letto cose inimmaginabili. Le persone sclerano, eh si che nemmeno io ero troppo dritta, le bambine chiuse in casa con noi, una specie di panorama post apocalittico con le ragazzine con la bava alla bocca che volevano uscire ad ogni ora per giocare/andare in bici/sui pattini/e andiamo al parco con 40 gradi all’ombra. Quando Porzia la portavamo giù faceva pipì e cacca in un lampo e correva tutto il tragitto perché l’asfalto era bollente, tanto che abbiamo smesso di portarla giù e via di traversine.

Per fortuna almeno mio suocero è partito, altrimenti sarebbe stato modello Highlanders, ne rimarrà solo uno! Ed io parto avvantaggiata, la spada la ho 😜

Tra una cosa ed un’altra comunque siamo sopravvissuti, almeno fino ad oggi. Il caldo dovrebbe scendere definitivamente adesso è riposizionarsi su standard normali per il periodo. Speriamo. Ho le piante del balcone Tutte morte.

Ma ne ho sentito di morti a causa del caldo. Animali tantissimi, vecchietti. Ha fatto strage. Tranne di quelli che odio io, quelli tutti vivi.

Speriamo nel gran freddo allora. 😜

Il giardino fiorito. 

Immaginavo da piccola che la mia età adulta si sarebbe divisa tra lavoro, famiglia, animali e giardino. 

Si. Ho sempre desiderato un giardino enorme, come quello di casa dei miei genitori, senza essere pianellatonpero però, al limite solo qualcosa al centro in modo da poter mettere su un piano fermo un tavolino con sedie ed ombrellone, in estate ovviamente. 💚

Le cose però non sempre vanno come ci si aspetta da piccoli no? Ed infatti non ho giardino, non sono in Sardegna e quel tavolino con sedie ed ombrellone rimarrà solo nei miei sogni di bambina. Però le Piante in casa non mancano. E infatti cerco sempre di mantenere il mio balcone il più verde possibile. Ma con risultati scarsi perché ho un balcone esposto costantemente al sole dalla mattina alla sera, ottimo per la biancheria da asciugare, meno per le mie piante. 🌱🌴🌷🌸🌻🌼

Dentro casa invece ho cane e gatti che credono che le mie piante siano insalata, quindi sono costretta a tenere tutto in alto⬆️. 

Cerco nei vasi grandi di coltivare fagiolini e piccoli ortaggi, ma i gatti anche li arrivano e devastano, quindi ho deciso che mi darò alla coltivazione di basilico, l’unica cosa che non mangiano, al massimo mi metterò a vendere pesto alla genovese 😂😂😂😂😂

Comunque, da oggi ci mettiamo di nuovo a risistemare il balcone, porco Culo, ma lo posso avere anche io il mio piccolo angolo di foresta pluviale? 😉

Accetto consigli sul come fare e dal dove cominciare ❤️❤️😊

Uno degli assassini delle mie piante 🔫

Riflessioni profonde

Sono una mamma, e come tutte le mamme i pensieri più profondi mi vengono quando sono in piena notte, ma non solo in Piena notte, ma in un posto molto speciale, in bagno.

Ahahahahahahahah, direte voi, o che schifo anche, ma niente sorrisini e niente nausee per favore. In bagno io mi ci rinchiudo senza la necessità di doverlo realmente utilizzare.

Che ne so, quando ero ragazzina mi chiudevo nella mia stanza, luogo inviolabile (credevo io), dove poter scrivere nel mio diario segreto le mille cose che nessuno poteva sapere (tranne mia mamma che me li leggeva di nascosto, cioè, lei pensava fosse di nascosto, la verità era che molte pagine erano volutamente pilotate verso cazzate di un buonismo nauseante solo per farle leggere qualcosa per cui poi non dovesse starmi con il fiato sul collo).  Da ragazza più grande il bagno era io mio miglior amico perché dentro ci trovavo specchio enorme e trucchi. Tanti trucchi, e profumi e creme e tutto il necessario per imbellettarsi, e già utilizzavo la Yves Rocher, ovvio, io figlia d’arte di una consigliera di bellezza storica. 

Anche da adulta e da mamma il bagno ha tenuto il suo fascino. Mi ci nascondo. Abbasso la tavoletta e diventa la mia poltrona. Ci scrivo i meglio interventi e ci lavoro meglio che sul divano. È un ufficio, non è un bagno. Questo a causa dell’influenza malefica di Happy Days nella mia vita e di quel sociopatico di Fonzie. Quando corro a chiudermi dentro a chiave mi giro verso il corridoio ed esclamo un sonoro “Aaaaayyyyyyy” con i pollici verso il cielo. Mi manca il giubbotto in pelle nero e siamo li. 


L’orario invece è un problema. Scrivo la notte fonda perché aspetto il silenzio. Peccato che con il silenzio arrivi anche il sonno e di solito mi ritrovo a scrivere una pletora di cose orrorifiche. O senza senso. O entrambe. 

Comunque vorrei aprire un fan club della toilette. Un club per sole mamme che capiscono a fondo il problema e sanno che quello è l’unico posto dove i figli, una volta cresciuti un pochino, non ci possono seguire. L’unica barriera posta tra noi e loro che non ci faccia sentire in colpa. 

A proposito di colpe poi, i figli sono così bravi a fartici sentire. Grandi o piccoli non cambia, loro ne sono capici anche quando ancora non hanno il dono della parola. Quando poi cominciano a parlare è la fine. Per qualsiasi cosa una vita di rimpianti. E loro pare siano lì a puntare le loro ditina sporche e appiccicose contro di te sempre. 

Si lo so, ci sono tra di voi persone che credono che no, i vostri figli no, e che no, voi rimpianti mai. Dai su. Non diciamoci cazzate almeno tra di noi. Le mamme perfette non esistono. Non aprite bocca, ho detto che non esistono ed è così. Mamme perfette di figli perfetti. Una storiella che ci raccontano ma che non esiste, un pochino come quella del principe azzurro. Che da ragazzina ti fai crescere i capelli che sembri Rapunzel per poter calare la tua lunga treccia al ragazzo che per te scalerà la torre, ed invece ti ritrovi con un incipiente calvizie femminile che ti crea un buco al centro della testa e stai con Catozzo dalla maglia unta di olio (non olio motore perché magari fa il meccanico, no proprio olio da cucina perché Catozzo è un maiale di prima categoria che mangia con le mani e si sbroda che bimbo allo svezzamento spostati). Ecco. Le mamme perfette di figli perfetti uguali. 

Io mamma perfetta? Mai. Ma proprio no grazie. Ma sai che due palle? Se fossi una mamma perfetta di figli perfetti in una famiglia perfetta dalla casa perfetta ma sai che noia? Cosa avrei da scrivere? E di cosa mi potrei mai lamentare? Ma quando mai poi, mi riesce così bene cazzo lamentarmi! Non potrei mai smettere. Ma ci pensate se domani la mia vita fosse solo rose e fiori e zero problemi e figlie ubbidienti e soldi senza fare un cazzo e casa perfetta e sempre pulita e colf che fa tutto e marito con il quale non discuti mai e suocero che non c’è più (in casa dico) e vicinato simpatico e la gente che ti sorride dal mattino presto e il caffè sempre alla giusta temperatura … e la gente che si fa i cazzi suoi e tutti che attraversano con il verde e le persone che non corrono in macchina e niente doppie file e tutti educati … e tutti magri… e niente smog e il mare vicino a casa e la montagna a pochi passi … 
Vabbè smetto o ci faccio la bocca vah.

Momenti da genitori senza figli

Ed anche quest’anno le bambine sono partite per la Sardegna. 

Va bene, ok, tralascio, respiro, capriola, giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. 

E dopo aver tralasciato riprendo.

Come ogni anno io e Fra abbiamo deciso di prenderci questi 20 giorni di solitudine per riposarci e coccolarci some solo una coppia senza figli può fare.


Tutto normale, come ogni anno in pratica. E mentre loro sono al mare noi siamo immersi tra pacchi, pacchetti, scatoloni, tinta, armadi, giocattoli, soppalchi e chi più ne ha più ne metta. 

Ogni anno prima di partire anche noi riusciamo a finire i lavori, a risistemare e pure a pulire. La domanda quest’anno invece è : Sia mai che questa volta abbiamo un attimo cagato fuori dal vaso? Che per le persone meno scaricatrici di porto si traduce con un : O acciderbolina, mi sa che abbiamo esagerato questa volta.

… AIUTO…

Anno nuovo e vita nuova

Buon anno a tutti!

Questa volta non aspetterò dei mesi per scrivere l’intervento del nuovo anno, lo faccio abbastanza in fretta, oggi è solo 5 Gennaio, e benché non sono sicura che pubblicherà proprio nella data di oggi o in quella di domani (o pure dopo), il solo fatto che lo sto scrivendo adesso, anche se per gli altri non ha un significato preciso, per me invece ha importanza, perché non sto rimandando.

Oggi mi sono arrivati due libri, giusto dei manualetti, che attendevo di leggere da un po’. Li controllavo da qualche tempo oramai su Amazon e l’altro giorno mi sono decisa a comprarli, con il Prime li ho avuti nel giro di 48 ore.

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Undici giorni di FlyLady

Ed eccomi qui, di nuovo a scrivere su questo metodo FlyLady. Devo dire che più va avanti e più mi rendo conto che il sistema funge, davvero.

Sono all’undicesimo step, e per ora seguire passo passo, continuando ovviamente a fare le solite pulizie, almeno finché non avrò tutto organizzato con questo metodo, senza nessun intoppo.

Le routine sono semplici da assimilare, non vengono aggiunte tutte insieme e non impegnano più di tanto, insomma, lasciano il tempo di fare quello che siamo abituate a fare, ma piano piano, modificano le nostre abitudini in meglio.

Ho cominciato a costruire il mio Control Journal e sono soddisfatta anche di quello, mi piace infatti la possibilità di creare qualcosa che soddisfi il mio amore per la cartoleria, adoro cercare in rete i disegnini più carini da applicare alle pagine delle mie routine o dei miei appuntamenti.

Ho imparato a organizzare il menù settimanale, per ottimizzare la spesa ed evitare gli sprechi, sia di cibo che di denaro.

Ogni giorno, tranne la domenica, arrivano una marea di mail piene di spunti e consigli, di testimonianze di persone che seguono il metodo, e prendo tante di quelle idee per portare avanti il mio cambiamento che non posso quantificarle.

Insomma, sono 11 giorni con domani, il metodo funziona, mi piace, mi trovo “a mio agio” a seguirlo, e la casa è notevolmente migliorata, così, in pochi giorni. Il mio lavello è sempre libero e pulito, gli hot spot si sono ridotti all’osso e riesco a contenerli, i 5 minuti in ogni stanza sono una benedizione svelta a tutta la casa, e se mi voglio soffermare di più su una stanza, ci rimango altri 15. Insomma, in 1 ora la casa è in ordine.

Sono onesta, non vedo l’ora di terminare questi 31 babystep per prendere anche io parte agli obiettivi giornalieri e alle nuove abitudini del mese, di cui leggo nelle mail, e che ogni tanto provo anche io, tastandone i benefici 🙂

Beh, che dire di più, io per ora questo metodo lo promuovo in pieno 😉