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Belle cose e belle persone

Solitamente non sono particolarmente positiva, anzi, il solitamente è proprio una esagerazione del mio stato di pessimista patologica, faccio le cose ma mi aspetto sempre il peggio. 😅

Poi un giorno il mio Frafra❤️ mi convince ad entrare a lavorare per un marchio che conoscevo da quando ero poco più che una bambina, nel 93, anno in cui mia madre cominciò a lavorare con la Yves Rocher, io avevo 16 anni. Ma i prodotti già li conoscevamo perché mamma li prendeva da quella che poi sarebbe diventata la sua capogruppo (è rivelata anche una stronza patentata se è per questo, ma questa è un’altra storia).

Ho passato la mia vita combattendo contro l’odio e l’amore per un marchio che invadeva casa mia e alla fine, chi lo avrebbe mai detto, è stata una delle mie più grandi opportunità. 😝

Era Novembre del 2014, ed io ho detto si a quella che sarebbe diventata poi, con il tempo, un’amica. 🤗

Ma se non fosse stato per lui, per la persona che mi è stata accanto in questi ultimi quasi 10 anni, che mi ha sostenuta, invogliata, incalzata, cazziata ecc ecc, che adesso non mi sentirei ad un passo dalla realizzazione dei miei sogni, personali e lavorativi. 😍

Ed anche se so che non arriverà tutto subito, che non ho vinto una bacchetta magica, che non posso solo desiderare, sono convinta che raggiungerò ogni mio obiettivo. Ci saranno delle sconfitte? Benissimo, e chi non ne ha subito nel corso della vita, io in primis ne ho subite pure troppe, sopratutto personali, ma questo non mi ha mai ucciso, mi ha fatto diventare schiva, ma non mi ha fatto fuori. Quindi nonostante le sconfitte che arriveranno e SE arriveranno, sarò pronta a rimboccarmi le maniche e ad andare avanti, a rimettermi in gioco anche se ho 40 anni e non più 25. Non ho vinto la lotteria, ho vinto la possibilità di dimostrare ancora in ascolta che io valgo, che valgo MOLTO. Ed ho tutta l’intenzione di farlo. 💪🏼

In questi anni, dopo le mie vicissitudini che tante avrebbero piegato, ora posso di nuovo guardare 👀 alla mia vita con un sano ottimismo. Ed è una novità, una bella novità. Un regalo in pratica 🎁.

Nono, non ho intenzione di diventare tutto cuore e amore, che non sarei io, ed io sono sempre quella che uscirebbe con la spada a decapitare loschi personaggi qua e là per le strade, ma alla fine, a guardarla bene, la mia Katana è comunque rosa 😉

Ho incontrato in questi anni tante persone che ho nel cuore, persone che mi rimarranno impresse per mille cose differenti.

Ho stretto amicizie che mi piace pensare saranno indissolubili, resisteranno al tempo, alla lontananza e alla differenza. 💚💚💚

E vorrei anche che chi si preoccupa perché non vorrebbe che io mi aspettassi tanto da subito che non è un problema, io arriverò al mio obiettivo, e se invece di volerci un anno ce ne vorranno due, nessun problema, ce ne metterò due senza arrendermi o buttarmi giù, ma io a quell’obiettivo ci arriverò di sicuro! 😆

E quindi niente. Vedo uno spiraglio, nel lavoro che amo, con la famiglia che adoro. 😉

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Una vita in cambiamento.

C’è una canzone che in questo periodo mi prende in modo particolare.

È una canzone di un duo rumeno che ha partecipato all’Eurovision song contest.

La canzone si chiama Yodel it. Per capire il perché sarebbe il caso di capire il periodo che sto vivendo. E di conoscerne la traduzione ovviamente.

Ci sono stati dei periodi neri, ci sono stati dei periodi in cui mi sono persa, ci sono stati dei periodi in cui avrei voluto mollare tutto, dalla casa alla famiglia, alle figlie, al compagno, alle amicizie, alla vita. Eppure, anche in questi momenti tristi, tutto quello che avrei voluto mollare io, non mi ha mai mollato.

Immagino che riprendere le redini della propria vita, del proprio successo personale, dei propri sogni e delle proprie aspettative, non sia semplice quando si vivono esperienze che ti segnano nel profondo, che ti lasciano quelle ferite che anche se all’esterno non si vedono, ad un attento osservatore non possono passare inosservate, anche se sono ferite dell’anima.

Però le persone che quelle ferite le vedono, le percepiscono nel tuo sguardo perso nel vuoto, sono le persone che al momento del bisogno saranno lì a sorreggerti. Ed io le ho trovate.

Poche, perché nella vita non ho bisogno di essere circondata da tenete persone fidate, me ne basta giusto qualcuna, ma se riescono ad entrare nelle mie grazie, allora difficilmente da lì ne usciranno mai.

Io sono stata fortunata in primis con il mio compagno (scriverei fantastico ma saprebbe di sviolinata), perché trovando lui per caso, anzi, trovandoci, sono stata probabilmente io quella più fortunata. Avevo delle amiche, avevo un gruppo fornito di persone e conoscenze più o meno approfondite su cui poter contare, e in pochi mesi disastrosi della mia vita, disastrosi non per colpa mia poi, tutte quelle persone si sono eclissate e mi sono trovata sola. Con un carico troppo pesante per le mie spalle, con una bimba da crescere e tanti interrogativi più o meno Vitali. Ed ero sola. Avevo i famigliari, ma mi sentivo comunque sola, perché non volevo far cadere su altre spalle i problemi miei. Poi ho trovato spalle forti che quei pesi non se li sono sobbarcati, ma hanno fatto la cosa più giusta, li hanno condivisi. Così sono riuscita a risolverli, piano piano, ma ci sono riuscita.

In un percorso lungo, doloroso, pieno di ferite riaperte e di paura di non riuscire, invece, piano piano, ci sono riuscita, anzi, ci siamo riusciti.

Ho avuto la fortuna di essere sorretta nelle decisioni, confortata in quelle che sembravano sconfitte, consigliata quando intorno a me vedevo solo il nero del buio che avanzava. Ho avuto una vita di merda per qualche anno, ma poi sono stata fortunata. Il mio percorso di risalita lo devo a pochi, a pochissimi. Se non avessi avuto Fra poi, davvero, ciaone, come si suol dire. Perché tutto è cominciato con lui, con quel “Buonasera signorina, disturbo?” Lasciato in una chat che adesso nemmeno esiste più, quando cominciavo a scrivere questo blog, oramai più di 10 anni fa. Quando cominciavo a parlare di un mister x che non si faceva mai vedere in faccia, quando parlavo di un Sakurambo con la non fidanzata. Quando pensavo che lasciare la Sardegna fosse un fallimento e qualcuno mi preparava una playlist di canzoni che mi facesse compagnia su un aereo che mi portava via, verso un viso si amico, ma lontano da casa, affetti e da mia figlia per chissà quanto tempo. Ho ricominciato il mio percorso di risalita a Milano e lo ho continuato a Roma, quando quel qualcuno è diventato reale e materiale. Da lì sono state strade in salita, che forse in due abbiamo creduto fossero troppo irte anche solo per pensare di percorrerle, ma le abbiamo fatte scorrere sotto i nostri piedi passo dopo passo, lentamente, per non stare con la lingua per terra.

Ogni decisione, che sembrasse stupida, sbagliata, inadatta, avventata, alla fine è stata parte di un percorso che mi ha fatto risalire. Ogni persona che ho incontrato, nel bene e nel male, anche le merdacce, sono artefici del mio cambiamento e del mio riprendermi me stessa. E insieme a me stessa ho ritrovato un pochino di serenità. E spero che possa solo andare avanti sempre meglio.

Le mie figlie, il mio grandissimo amore, il lavoro, le amiche, la famiglia. Tutti tasselli che si sono messi al posto giusto, al momento giusto, nell’esatto istante in cui mettendosi in quel modo, le cose, anche se alla lunga, sarebbero solo potute girare bene. Ed infatti così è accaduto.

Ho accanto un uomo fantastico, delle figlie che amo, delle amiche che adoro, la famiglia di sempre, e il lavoro dei miei sogni.

E dopo 10 anni posso anche dire la cosa più importante.

Vaffanculo Giuseppe, finalmente son divorziata! 🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉

Tredici.

Ne sentivo parlare spesso. La serie rivelazione di Netflix. Francesco la aveva messa in lista da un pochino per vederla insieme. Quindi, siccome c’era il libro, me lo sono comprata, anzi, me lo sono fatta come regalo da parte di amici che per il compleanno mi danno sempre un buono per la libreria (anche questa volta il vostro regalo si è trasformato in un libro fantastico), lui e una penna da collezione che adoro e della quale escono sempre fuori nuovo soggetti.

Dicevo.

Preferisco sempre partire dal libro se ne ho la possibilità o se sono a conoscenza dell’esistenza di un libro dal quale un film o una serie che mi interessano sono stati tratti. Così è stato anche questa volta. Ho aperto la copertina del libro, comprato martedì scorso, solo due giorni fa. Sabato se non sbaglio. No, non sbaglio. Ho letto le prime pagine e mi sono fermata quando è finito. In qualche ora me lo sono letteralmente divorata. 

Bellissimo.

Qualcuno penserà che i drammi adolescenziali non sono poi un granché, ma io penso che ogni ragazzino e ogni ragazzina dalla seconda media in poi dovrebbe leggere questo libro obbligatoriamente, perché, pur essendo una storia di fantasia, è la pura e nuda realtà. È una valanga che può arrivare addosso ad ogni ragazzo e ad ogni ragazza. Dubito che mai al giorno d’oggi ci si potrebbe veder recapitare delle audiocassette, ma tutto il resto è davvero troppo plausibile.

TROPPO.

L’effetto farfalla narrato nel libro si scaglia con violenza sulle teste dei protagonisti, ed è qualcosa che potrebbe accadere ad ogni adolescente, sopratutto ai giorni nostri.

La sera stessa ho pregato Francesco di cominciare a vedere la serie, 13 episodi. Credevo non potessero durare più di una mezz’ora ad esipsodio e invece durano tutti quasi un’ora, perché la storia è stata, diciamo, ampliata un bel pochino. Nella serie entrano in ballo personaggi che nel libro hanno sempre e solo avuto un ruolo marginale, non per le azioni, quelle no, ma i personaggi in se non sono mai stati approfonditi. Nella serie invece si sono sbizzarriti.

Che cagata direte voi, e invece no, se è possibile i personaggi che prendono la parola e vita nella serie rendono il tutto più agghiacciante e ancora più realistico. Perché, non so voi se mai lo guarderete, ma io ci ho visto ragazze che già quando io andavo alle superiori esistevano, e ho avuto una morsa allo stomaco perché ad oggi quei ragazzi, quel tipo di ragazzi, sono sicuramente peggiorati.

La serie la farei vedere agli adulti, a quei genitori che credono che difendere i figli sia sempre la cosa migliore, senza dare loro un insegnamento essenziale nella vita.

OGNI COMPORTAMENTO HA DELLE RIPERCUSSIONI CHE DOBBIAMO ESSERE PRONTI A PAGARE. Sempre.

Tra domenica notte e ieri notte con Fra ci siamo visti 12 episodi. Oggi vedremo l’ultimo. E so già che finirò di guardarlo con la stessa ansia con cui ho finito il libro.

Lo consiglio vivamente, un Libro che fa male, ma veramente educativo, io ci farei fare qualche lezione sopra dagli insegnanti. 🤔

La ruota che gira … troppo spesso dalla parte sbagliata.

Bene bene.
Voglio ricordarmi la bella giornata di mercoledì. Barbara alla fine è venuta da noi,  lei è splendida dal vivo così come lo è sempre stata su internet, il figlio è proprio un principino, bello bello bello. Alla fine ha conquistato pure Ilaria che i maschi lei li odia.
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Piccole compere per il rak

Oggettini utili utili

Oggettini utili utili

Bah, a volte un piccolo pacchetto ti può fare un piacere enorme e ti può cambiare il senso della giornata.

Mi è capitato due sere fa. Sono iscritta in un bellissimo gruppo di amanti della cartoleria e delle agende, persone favolose, simpatiche e disponibili, non ho mai visto li dentro il minimo battibecco o la minima sgarbataggine, cosa che invece noto nella maggior parte dei gruppi che frequento.

In questo gruppo fanno un sacco di cosettine carine, si scambiano pensierini, si scrivono tra di loro, iniziative atte solo a migliorare le giornate di ogni singolo iscritto al gruppo.

Una di queste meravigliose iniziative si chiama “rak itinerante”. Di cosa si tratta? Molto semplice, in una bella bustina si mettono oggetti di cartoleria, qualsiasi cosa si voglia, quindi si stila una lista di persone interessate e si comincia. Si spedisce alla prima, che prende le cose che più sente adatte a lei e ne mette delle altre in cambio, e così via, finché il pacchetto non ritorna indietro alla persona che lo ha spedito per prima.

Ecco, io due sere fa ho ricevuto il mio pacchetto, e sono la prima del gruppo, quindi alla fine ritornerà qui.

Inutile dire che dentro era pieno di accessori per cartoleria che ho trovato stupendi, e che egoisticamente avrei tenuto in blocco, tutti per me, ma siccome non è questo il senso, ho deciso solo di tenere una piccola penna sfera, tutta rosa e carinissima e con il disegno di un orsetto in stile jappo, una meraviglia! Io ho preso per le mie amiche cartomaniache un’agendina da borsetta di cui mi sono innamorata appena vista, e dei cartoncini, stile post_it. Avevo in mente tante cose da aggiungere, ma poi, una volta in negozio, tutto mi sembrava non al livello delle mie amiche, quindi alla fine ho preso ben poco, ma quel poco mi è piaciuto.

Lunedì spedirò il tutto alla prossima cartopazza e così via finché alla fine il pacco non tornerà alla sottoscritta, chissà che cosa ci troverò dentro alla fine!

Sto pensando anche di ricominciare ad avere le classiche amiche di penna, e di comprarmi della bella carta da lettera. Vabbè che le mail sono svelte, ma vuoi mettere la bellezza dell’attesa? Se trovo qualcuno ricomincio a fare pure quello, come quando ero ragazza 😀