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Tredici.

Ne sentivo parlare spesso. La serie rivelazione di Netflix. Francesco la aveva messa in lista da un pochino per vederla insieme. Quindi, siccome c’era il libro, me lo sono comprata, anzi, me lo sono fatta come regalo da parte di amici che per il compleanno mi danno sempre un buono per la libreria (anche questa volta il vostro regalo si è trasformato in un libro fantastico), lui e una penna da collezione che adoro e della quale escono sempre fuori nuovo soggetti.

Dicevo.

Preferisco sempre partire dal libro se ne ho la possibilità o se sono a conoscenza dell’esistenza di un libro dal quale un film o una serie che mi interessano sono stati tratti. Così è stato anche questa volta. Ho aperto la copertina del libro, comprato martedì scorso, solo due giorni fa. Sabato se non sbaglio. No, non sbaglio. Ho letto le prime pagine e mi sono fermata quando è finito. In qualche ora me lo sono letteralmente divorata. 

Bellissimo.

Qualcuno penserà che i drammi adolescenziali non sono poi un granché, ma io penso che ogni ragazzino e ogni ragazzina dalla seconda media in poi dovrebbe leggere questo libro obbligatoriamente, perché, pur essendo una storia di fantasia, è la pura e nuda realtà. È una valanga che può arrivare addosso ad ogni ragazzo e ad ogni ragazza. Dubito che mai al giorno d’oggi ci si potrebbe veder recapitare delle audiocassette, ma tutto il resto è davvero troppo plausibile.

TROPPO.

L’effetto farfalla narrato nel libro si scaglia con violenza sulle teste dei protagonisti, ed è qualcosa che potrebbe accadere ad ogni adolescente, sopratutto ai giorni nostri.

La sera stessa ho pregato Francesco di cominciare a vedere la serie, 13 episodi. Credevo non potessero durare più di una mezz’ora ad esipsodio e invece durano tutti quasi un’ora, perché la storia è stata, diciamo, ampliata un bel pochino. Nella serie entrano in ballo personaggi che nel libro hanno sempre e solo avuto un ruolo marginale, non per le azioni, quelle no, ma i personaggi in se non sono mai stati approfonditi. Nella serie invece si sono sbizzarriti.

Che cagata direte voi, e invece no, se è possibile i personaggi che prendono la parola e vita nella serie rendono il tutto più agghiacciante e ancora più realistico. Perché, non so voi se mai lo guarderete, ma io ci ho visto ragazze che già quando io andavo alle superiori esistevano, e ho avuto una morsa allo stomaco perché ad oggi quei ragazzi, quel tipo di ragazzi, sono sicuramente peggiorati.

La serie la farei vedere agli adulti, a quei genitori che credono che difendere i figli sia sempre la cosa migliore, senza dare loro un insegnamento essenziale nella vita.

OGNI COMPORTAMENTO HA DELLE RIPERCUSSIONI CHE DOBBIAMO ESSERE PRONTI A PAGARE. Sempre.

Tra domenica notte e ieri notte con Fra ci siamo visti 12 episodi. Oggi vedremo l’ultimo. E so già che finirò di guardarlo con la stessa ansia con cui ho finito il libro.

Lo consiglio vivamente, un Libro che fa male, ma veramente educativo, io ci farei fare qualche lezione sopra dagli insegnanti. 🤔

La ruota che gira … troppo spesso dalla parte sbagliata.

Bene bene.
Voglio ricordarmi la bella giornata di mercoledì. Barbara alla fine è venuta da noi,  lei è splendida dal vivo così come lo è sempre stata su internet, il figlio è proprio un principino, bello bello bello. Alla fine ha conquistato pure Ilaria che i maschi lei li odia.
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Piccole compere per il rak

Oggettini utili utili

Oggettini utili utili

Bah, a volte un piccolo pacchetto ti può fare un piacere enorme e ti può cambiare il senso della giornata.

Mi è capitato due sere fa. Sono iscritta in un bellissimo gruppo di amanti della cartoleria e delle agende, persone favolose, simpatiche e disponibili, non ho mai visto li dentro il minimo battibecco o la minima sgarbataggine, cosa che invece noto nella maggior parte dei gruppi che frequento.

In questo gruppo fanno un sacco di cosettine carine, si scambiano pensierini, si scrivono tra di loro, iniziative atte solo a migliorare le giornate di ogni singolo iscritto al gruppo.

Una di queste meravigliose iniziative si chiama “rak itinerante”. Di cosa si tratta? Molto semplice, in una bella bustina si mettono oggetti di cartoleria, qualsiasi cosa si voglia, quindi si stila una lista di persone interessate e si comincia. Si spedisce alla prima, che prende le cose che più sente adatte a lei e ne mette delle altre in cambio, e così via, finché il pacchetto non ritorna indietro alla persona che lo ha spedito per prima.

Ecco, io due sere fa ho ricevuto il mio pacchetto, e sono la prima del gruppo, quindi alla fine ritornerà qui.

Inutile dire che dentro era pieno di accessori per cartoleria che ho trovato stupendi, e che egoisticamente avrei tenuto in blocco, tutti per me, ma siccome non è questo il senso, ho deciso solo di tenere una piccola penna sfera, tutta rosa e carinissima e con il disegno di un orsetto in stile jappo, una meraviglia! Io ho preso per le mie amiche cartomaniache un’agendina da borsetta di cui mi sono innamorata appena vista, e dei cartoncini, stile post_it. Avevo in mente tante cose da aggiungere, ma poi, una volta in negozio, tutto mi sembrava non al livello delle mie amiche, quindi alla fine ho preso ben poco, ma quel poco mi è piaciuto.

Lunedì spedirò il tutto alla prossima cartopazza e così via finché alla fine il pacco non tornerà alla sottoscritta, chissà che cosa ci troverò dentro alla fine!

Sto pensando anche di ricominciare ad avere le classiche amiche di penna, e di comprarmi della bella carta da lettera. Vabbè che le mail sono svelte, ma vuoi mettere la bellezza dell’attesa? Se trovo qualcuno ricomincio a fare pure quello, come quando ero ragazza 😀