Se proprio dobbiamo dirlo (14-12-2016)

Ed eccomi qui. Con tutte le mie aspettative raccolte di nuovo nel mio sacco e riportate a casa in spalla. 

Aspettative? Si. Aspettative, perché ne ho anche io, e mi capita, purtroppo, di averne tante, e spesso sulle persone sbagliate.

In questo momento mi sento così frustrata che niente mi può riportare su. Niente. E lo ribadisco pure, e magari anche in maiuscolo. NIENTE. E non mi sento meglio al pensiero che ci vorrà solo qualche mese in più per ottenere il divorzio. No.👎🏼.

Io volevo che quel sacco di schifo fosse li. Volevo che finalmente potessimo dimenticarci l’uno dell’altra e metterci una pietra sopra. Fanculo quello che ha detto e fanculo quello che mi ha fatto. Io la pietra sopra c’è l’avrei messa se solo fosse stato li. 

Invece sono piena di rancore, sono arrabbiata, sono delusa sopratutto da me perché davvero, non è possibile che la morte di un padre ti butti così, per disperazione, nelle braccia di un uomo di merda come quello su cui mi sono buttata io. Nemmeno mi facesse sentire protetta, al sicuro. Erano solo un paio di braccia forti, ch però lui usava in modo completamente sbagliato.

Quello che poi mi da sui nervi è la non comprensione del prossimo. Dico io. Il discorso non è mai che tanto qualche mese in più non è una tragedia. Questi mesi in più non ci sarebbero dovuti essere. 9 anni per una separazione ed un divorzio sono vergognosi. E non è vero alla fine che il motivo era la presenza di un minore, perché tanto del minore si è interessato un altro tribunale. 

Cazzo. 

Vivo con questo fardello attaccato al culo da anni. Tutti i kg in più ch ho non sono i miei, sono i suoi, sono il peso della sua presenza, sono la sua ombra che non riesco a staccarmi dal culo. Quel bastardo anche se fisicamente non c’è, sta lì, e detta le tempistiche della mia vita. 

Poi ad uno così non gli devi augurare il peggio.

Le cose buone e belle

Non lo so perché, ma era qualche giorno che sentivo di dover scrivere un nuovo intervento sul mio blog.🤔

Ultimamente mi ritrovo a pensare che la vita, poi, non è che faccia così schifo, dipende sempre come la guardi, da dove la guardi.

Di solito, se la guardi dal basso verso l’alto, vedi solo le cose brutte, vedi quelle pesanti, ti senti piccola e non vedi vie d’uscita, come se dei piedi enormi ti dovessero schiacciare. Ma se per caso ti ci impegni un pochino, a guardare 👀 con una prospettiva un attimino differente, portandoti un pochino più in alto, allora le cose cambiano. 🙃

Che ne so, ho comprato due pennini per l’iPad su Amazon, 10 euro spesi per levarmi solo la curiosità di provarli nelle applicazioni di note, nelle simil agende elettroniche, perché avevo deciso che ci dovevo scrivere con la penna, a mano libera. 10 euro, che poi ho deciso che potevo pure comprarmici le carte di animal crossing 😅 con quei 10 euro, e avrei avuto un altro desidero da bambina realizzato. Ma quando ci stavo pensando ormai avevo concluso l’ordine e a me non piace annullare se non è strettamente necessario. 😶

Fatto sta dopo 2 giorno suona il corriere con il pacco che contiene anche i pennini. Lo apro. Sono due pennini metallici con le punte in entrambe le estremità. In una il gommino è fine, nell’altra invece più grosso. Mi metto lì e provo le applicazioni di note e simil agende che mi sono scaricata (praticamente tutte quelle gratuite nello store). Deludente. Programmi assolutamente inutili, approssimativi, senza un briciolo di precisione. Guardo il pennino e lo parcheggio, ho già capito, mi mi sarei dovuta comprare le carte di animal crossing 😑

Arriva Ilaria. Mi chiede il tablet. Glielo do. Vede il pennino e mi chiede di scaricare qualche applicazione di disegno da provare (di nuovo tutte quelle gratuite dello store invadono il mio tablet). Mi da il secondo pennino e mi chiede di disegnare insieme. Ovviamente non è possibile, perché il programma riconosce il tocco di un solo pennino, non è possibile lavorarci in due 😅. Facciamo un pochino io e un pochino lei. Ride. Ride di gusto mentre proviamo le varie funzioni. Matita, penna, pennarello, pennello, aerografo, bisturino (non so come si chiami). Ci entusiasmiamo per il pennello e gli acquarelli. 😍

Tira una linea, acquarellala, facciamo un Sole? Ok vai. Ma questo è il mare? Non lo so decidi tu. Si è il mare. Li ci mettiamo un ombrellone. Aspetta perché non facciamo le nuvole? Dai mettiamo anche le onde. Voglio un’onda che sia grande. Bene vai, falla tu. Faccio la schiuma? Così? No di più. 

Ed ecco alla fine il capolavoro. Lei ha saltato contenta per qualche minuto, ed io sono rimasta così, a guardarla, con un’espressione da vera idiota, come se per la prima volta vedessi la gioia. 

Prende il pennino Maria e decide che anche lei deve darsi alla pittura con me, quindi facciamo un altro disegno. Maria è l’eterna indecisa, mi fa cancellare mille volte i tratti abbozzati sul foglio elettronico. Il pennello 🎨? No il pennarello, anzi la matita, ma il Bisturino a cosa serve (eh a saperlo), ma la carta usiamo la liscia o quella per acquarelli? 😶

Comunque vada, disegna, cancella, acquarella, riempi, ri cancella, colora con i pennarelli, toglilo che sono meglio gli acquarelli, Maria mi sono rotta il cazzo adesso lo teniamo così, ma no mamma proviamo con i pastelli, ho detto di no, dai dai, ho detto di no, ma mamma, cancello tutto Maria, va bene. 


Ed alla fine anche con lei un paesaggio non lo fai? Lo so è parecchio minimal, più per sfinimento che per mancanza di idee, non avevo più voglia di cancellare e ricominciare. Ovviamente lei è andata via scontenta 🙄.

Comunque vada, mentre io guardavo quei pennini dal basso del mio acquisto fallito, entrambe le mie figlie lo hanno guardato da una prospettiva differente e ne hanno fatto subito un utilizzo talmente ovvio che io non ci avrei mai pensato (io disegno sulla carta vera 🙄), ed almeno una delle due è pure rimasta contenta 😂

Due prospettive, due utilizzi differenti, io schiacciata e loro soddisfatte (una sola ma facciamo finta).

E allora? Allora cosa. Tutto sto papiro perché? Semplice, perché voglio vedere le cose dall’alto anche io. Voglio vedere nuove strade, non ostacoli, voglio vedere possibilità, non fallimenti, voglio vedere cose utili, non attrezzi da buttare. 

E quindi? E quindi niente. Ho deciso che vedrò le cose dall’alto da oggi. Perché daL basso le ho viste troppo spesso, e onestamente mi sono rotta le palle. 😜

Famiglia

Quando sei una di quelle fissate con il cibo buono e poi le vedi così e capisci che anche se non è buono ogni tanto “è buono”.

E poi, diciamolo, la loro faccia vale la pena 😉

Giornate veloci

È ricominciata la scuola  finalmente, ma devo dire che quest’anno ha avuto un sapore differente. Non il solito respiro di sollievo per il silenzio in casa, anche se ne avevo VERAMENTE necessità, ma un respiro come di rassegnazione. Le mie bambine oramai sono bambine grandi. Sopratutto Maria che quest’anno è entrata in prima media.

Non lo so, mi sembra addirittura di vedere un comportamento differente in lei, uno sguardo diverso, una diversa consapevolezza. E non parlo del fatto che le medie sono un cambiamento enorme, parlo proprio di una cosa generale (anche se a casa continua ad essere sempre la stessa rompi coglioni).

Le giornate sembrano non bastarci mai ultimamente, come se le ore sfuggissero di mano e scivolassero verso un buco nero dove nemmeno ci rendiamo conto che sono trascorse. Inizio la giornata alle 6, la termino pure dopo mezzanotte a volte (pure molto dopo), eppure le ore non mi bastano mai. Arriva l’ora di pranzo che sto correndo, il pomeriggio che sto correndo, l’ora di cena che sto correndo, e a fine giornata mi rendo conto che non ho terminato quello che volevo fare. Non mi è bastato il tempo. Non è possibile …

Lavoro, casa, bambine, commissioni, e del tempo per me, per noi, nemmeno l’ombra. Non solo non rimane tempo per me, ma non rimane tempo nemmeno per vivere la famiglia, per guardarci un film insieme, per giocare a qualche videogioco. Niente. Non rimane il tempo per fare nulla. Tipo il Nulla de “La storia infinita” presente? Mangia tutte le ore della giornata e  ti lascia con in mano il vuoto 😐.

Non capisco se possa essere un problema mio, forse il tempo lo gestisco male … o magari semplicemente ti avvicini ai 40 e succede questo, succede che sei talmente proiettato verso le cose che DEVI fare, da dimenticarti di lasciare del tempo per le cose che VUOI fare. Come se ci fossero solo responsabilità. 😔

Ma io non le voglio tutte queste responsabilità. Cioè, le voglio, ma non voglio solo loro. Voglio poter spiegare le mie ricette ai bambini del Gomitolo, voglio avere il tempo per giocare come un’idiota ai videogiochi, voglio il tempo per stare con le bambine a vedere un film, voglio il tempo per una passeggiata che non sia per forza di cose legata a qualche commissione da fare, voglio le risate di gusto, voglio avere il tempo per disegnare, scrivere, ballare, curare le mie piante 🌱. 

Posso chiedere qualche ora in più al giorno? O un pulsante per l’accelerazione che mi permetta di svolgere certe mansioni più svelta in modo da guadagnare del tempo.

Ah, sopratutto, porco culo, posso chieder che smettano le scosse di terremoto che credo che tutti noi, da nord a sud, da est a ovest, isole comprese, ci siamo davvero rotti i coglioni? No, perché la moda ballerina  💃 di quest’inverno, davvero, non mi piace 👎. E basta case giù, e basta sfollati, e basta bambini traumatizzati, e basta morti e feriti. E basta cazzo.

Giornate che corrono veloci

A volte mi dimentico come fosse la mia vita quando ero ragazza, mi dimentico che facevo solo ed esclusivamente nottate fino a tardi, che rientravo a casa alle 4 ed entravo a lavorare alle 9. Avevo una energia che spostatevi tutti, niente mi abbatterà.

Certo.

Niente.

Da ragazza forse, ma adesso le cose sono un attimo cambiate.

Adesso faccio le nottate è vero, ma non vado a ballare, se sono sfigata le faccio con le faccende perché durante il giorno non ho avuto tempo, se mi va di culo le faccio con le ragazze con cui lavoro a ridere e a lavorare. Ma mi rendo conto che non è più il come le passi a fare la differenza, è proprio la nottata che non va più bene. Me ne rendo conto di solito dopo aver fatto tardi (relativamente poi, perché diciamolo, coricarsi all’una del mattino dopo una vita a fare le 4 non si può considerare tardi!).

La reazione smodata alla privazione del sonno verso i 40 poi comincia la sera a cena, o anche prima di cena, di solito verso le 18,30, quando andresti per casa con un mitra a fare fuori chiunque ti rivolga la parola, sbadigli, non hai la minima voglia di mettere a tavola la cena tantomeno di prepararla, e quindi crei una catena infinita di cene a base di “ma ci arrangiamo?”. Che non sarebbe nemmeno male se non fosse che devi proporre a tue figlie un pasto equilibrato e che sia differente dal pranzo. 

Al momento del dopo cena poi scopri veramente cosa possa passare per la testa dei peggiori serial killer. Le bambine Si devono lavare i denti, si devono sistemare la borsa, si devono preparare gli indumenti per l’indomani, devono sistemarsi nel letto con i loro 400 milioni di peluche a far loro compagnia, devono anche riempire le bottigliette per la notte, e la buona notte, e il bacio della buona notte e il “Mamma mi accendi la canzoncina?” E quando poi finalmente riesci a chiudere la porta della camera e pensi che alla fine anche questa volta tutti ne siete usciti indenni, la porta si riapre perché “Mi sono dimenticata di dover fare la pipì”.

Ora, io dico, ma come può una persona dimenticarsi che doveva fare la pipì? COME? E non è che in casa ho bimbi di 4 anni, no, una ne ha 6 oramai e l’altra ne ha 11. Ma se andassero solo in bagno sarebbe pure tollerabile, solo che per uscire dalle coperte e varcare la porta del bagno hanno dovuto smontare la pila di peluche che avevano nel letto, scostare lenzuola che vanno sistemate PER FORZA in quel modo nemmeno fossero il vestito buono della domenica. 

Ed è così che, anche se a bestemmie sei riuscita a preparare la cena per le 20, prima delle 22,30 le bambine ancora scorrazzano per casa. Quando finalmente la porta della loro camera si chiude definitivamente sei talmente provata che lo sai che dovresti andare a letto, ma non lo fai, perché sai di avere altre faccende da sbrigare, che siano il lavoro, le faccende di casa, il lavello da far brillare, la lavatrice da preparare o anche solo i cataloghi di lavoro da rimettere nel cassetto, sai che NON PUOI. E li diventa una specie di manicomio perché odi tutti quelli che ti stanno intorno arrivati a quel momento, e “tutti quelli” di solito si traduce in “quel poveraccio che ha deciso di amarti nonostante tutto”. E quindi tiri tuo malgrado fino a portare a termine tutte le cose che dovevi o credevi di dover fare, andando a letto alle mille e svegliandoti l’indomani prestissimo è sempre più incazzata con il mondo intero.

Quindi sai che c’è?

C’è che alla fine ho capito che le mie energie non sono più quelle di una quindicenne, che a quasi 40 sarebbe il caso di dormire le mie 8 ore a notte per evitare di odiare le persone che invece amo, di chiacchierare di più con le persone alle quali voglio bene e di smettere di stare dietro alle cose che invece mi mettono ansia. Che va bene stare con le ragazze fino a tardi, ma se rimaniamo fino a tardi cazzeggiando e ridendo non ne guadagna forse anche il nostro lavoro? Ho capito che ho più di una famiglia, ho quella classica fatta dalle mie figlie e da Frafra, ho quella di provenienza, ho la famiglia di Frafra, ho la mia famiglia lavorativa fatta dal mio gruppo di ragazze stupende, ho il mio microcosmo scolastico fatto di chiacchiere e di pettegolezzi, e mi voglio godere tutti, ma fino ad una certa ora, che poi devo dormire 😂😂😂

È finalmente Settembre

Ed eccomi qui, di nuovo, a scrivere due righe, sempre scostante nonostante le buone intenzioni che, davvero, ogni volta mi impongo di portare avanti, lo giuro, e croce sul cuore che possa morire. Solo che poi la giornata finisce, ed io mi sento un pochino come Drew Berrymore in “50 volte il primo bacio”. Una volta sveglia l’indomani non mi ricordo già più un cavolo. Poi però mollo bigliettini per la casa, che immancabilmente dopo un tot di tempo mi ricapitano tra le mani e leggo che le intenzioni c’erano, ed erano pure buone.

Sta di fatto che comunque eccomi qui, eh si, sono io, sono viva, sopratutto sono sempre tutti vivi (nel senso che ancora non ho fatto fuori nessuno). Le mie figlie ultimamente però credo si stiano alleando per far fuori me. Sarà odio adolescenziale precoce, non lo so, ma quando sono costretta a scrivere all’una del mattino, seduta sul water, perché finalmente loro sono a letto e non mi interrompono, credo veramente che il loro obbiettivo sia attentare alla mia vita, o come minimo alla mia salute mentale. Oggi infatti dopo settimane mi sono dovuta prendere due goccine causa tachicardia, difficoltà respiratoria ed una botta d’ansia che alla 20ima interruzione mentre stavo lavorando ho pensato di prendere l’iPad e buttarmi giù dalla finestra al grido di Banzai che nemmeno i giapponesi che partecipavano a Mai dire Banzai hanno visto un tuffo carpiato nel vuoto fatto così ad arte. Comunque anche se sono in bagno sono chiusa a chiave, perché non si sa mai, quelle sono capaci che si svegliano ed entrano anche a quest’ora ad interrompermi perché mi devono dire qualche cosa a dir loro importantissima. Che poi le cose importantissime sono tipo “Quando facciamo il cannone che schiumazza?”.

Già. Il cannone che schiumazza. Che Ilaria mi ha fatto due palle quadrate con sto cavolo di video che ha visto su YouTube, doveva fare questo cannone che fa schiuma colorata (bottiglia di plastica tagliata a metà, mantenuta la parte con il tappo, infilata una calza in spugna ben tesa, messo in un piattino acqua, colorante alimentare e tanto sapone per i piatti, bagnata la calza e soffiato nella bottiglia per far uscire la schiuma colorata), è rimasta a darmi il tormento per una bottiglia, perché qui in casa mia le bottiglie vuote in plastica sono una rarità, Francesco le accartoccia alla velocità della luce, quasi te le strappa dalle mani prima che siano vuote del tutto, ti stai assaporando quell’ultimo sorso e -taaaaac- sparita la bottiglia e -straaaac- accartocciata. Insomma dopo esser riuscite a procurare una bottiglia integra, aver usato maldestramente la taglierina e poi le forbici, messo una calza troppo stretta infatti la bocca del cannone si è un attimono schiacciata, riempito un piatto di plastica di acqua/colorante/sapone per i piatti, dicevo, fatto tutto quanto, chiamo Ilaria per fare finalmente la sua schiuma colorata. Lei accorre, urla dalla gioia, intinge il cannone e da due soffiate, chiama addirittura il padre per fargli vedere la magia (il tutto mentre Maria, sul water, osserva serafica tutta la scenetta, a lei non le frega mai niente, anzi, ci guarda come se fossimo dei pazzi e lei avesse la certezza di essere stata adottata), poi Ilaria se ne esce con un “Vabbe, ma credevo uscisse più veloce”. Eccola, sta lì da 3 giorni, viene spostata solo per utilizzare la doccia ma mai nessuna bocca ha più soffiato il cannone per far uscire la schiuma. Una soddisfazione davvero grandissima. Le mie figlie, sempre a dimostrati entusiasmo.


Comunque, dal 9 di Agosto siamo rientrati qui a Roma ed è stato un vero spasso, davvero. Fra ha subito un’estrazione del molare del giudizio che se il dentista ci trovava me mi stava ancora inseguendo con i bisturi. Ma ne ho parlato già. Il lato della cosa veramente andata bene è che grazie al santo Toradol, il cielo lo benedica, non ha sofferto praticamente niente. Io ho avuto un attacco di febbre assurdo, una notte, tutto in una volta, ho cominciato a battere i denti dal freddo (con 38 gradi) e vai di febbrone per due giorni (che devo essere stata veramente male perché lo avevo del tutto rimosso, me lo ha ricordato proprio questa sera Fra, che per inciso ha la febbre lui adesso, perché io di esser stata male nemmeno me lo ricordavo. Quindi ricapitolando. Rientrati il 9 e lo stesso giorno Fra dal dentista, per una settimana non ha potuto mangiare, gli vengono levati i punti finalmente andiamo a mangiare fuori e al cinema con le bambine e zac, io con la febbre quasi a 39. Mi prendo l’antibiotico perché il sabato è il compleanno di Fra, quindi, andando proprio contro al mio modo di fare solito, mi imbottisco di medicine. Sabato 20 con gli amici, una bella serata, ci divertiamo. Ilaria comincia a tossire. Resiste tranquillamente con la tosse, non troppo invasiva, intanto arriva il sabato dopo, mi rivedo finalmente con la mia Darietta e famiglia al completo, bella serata. Il sabato dopo siamo addirittura invitati alla sua festa di compleanno ma … A me comincia ad arrivare un grosso mal di testa, mi ammazza, sembra mi stiano spaccando la testa in due, mi dura giorni. Il mercoledì Fra comincia a sentire dolori articolari, mal di testa. Giovedì comincia a salirle la febbre. Intanto io sempre con il mal di testa. Ilaria sempre con un pochino di tosse, Maria che non respira da una narice, e Fra che oggi la puntata di febbre l’ha avuta alta. Perfetto. Aspettiamo le cavallette e le piaghe, poi possiamo chiudere il cerchio. 

In tutto questo c’è stato pure il terremoto. No, non starò a parlare di città distrutte, di persone e bambini morti, di devastazione e sciacallaggio, con queste cose ho già dato su Facebook e onestamente credo che in certe occasioni forse il silenzio si la cosa più sensata, anche se io zitta non lo sono stata anzi, queste disgrazie sono il periodo che mi incazzo di più, perché oltre ad essermi cagata addosso dalla paura ( ripeto che io sono isolana e al limite l’unica cosa che la natura mi può scatenare addosso e il maremoto, non il terremoto, io all’idea di morire con la casa sulla testa non ci posso pensare, ho sempre creduto che al limite mi avrebbe uccisa il mare), mi sono dovuta sorbire le cazzate dei coglioni del web che ne hanno scritte più di quanto anche l’humor più nero ne poteva partorire, una bomba di razzismo, qualunquismo, estremismo, ignoranza … Insomma. Troppe. Ma io mi sono spaventata da morire. Di nuovo. Al terzo piano da noi la casa ha ballato, è arrivato un 3.qualcosa ma per me è stato orribile, sotto una scossa davvero forte credo morirei prima di terrore, il mattone in testa non farebbero tempo ad uccidermi. È dal giorno che io non faccio altro che sentirmi dondolare, sento il letto che si muove, costantemente. Non faccio altro che guardare il lampadario, sono proprio traumatizzata, di nuovo. Dopo il 2009 che lo stesso lo avevamo sentito pure troppo bene, credo che ci metterò qualche mese a rasserenarmi di nuovo. 

Dopo tutte queste belle cose ieri la Lorenzin, emerita ministra di stocazzo, se ne esce con il fertilityday, che manco ne parlo che mi sale il crimine davvero. 

Davvero un bel mesetto questo. 

E la scuola ancora non è iniziata. 

Ho già paura …

Resoconto delle mie vacanze.

Oramai chi mi conosce lo sa, alla fine delle mie vacanze faccio sempre un resoconto su come sono andate le cose. Un resoconto che di solito in pochi capiscono, ma io lo faccio sempre ugualmente 😜.

Diciamo che con la fine della scuola mi sono rilassata parecchio. Ho cancellato dai miei contatti le persone che mi avevano deluso (leggi la maestra di Maria), mi sono un attimo allontanata da chi ero obbligata a vedere anche se non mi piaceva, ho deciso che potrei anche pensare di fare pulizia fisica di persone inutili (e meno male che mi sono rilassata)😏.

Una costante nelle mie giornate è stato il sonno 💤💤💤💤, non lo so perché , quel sonno che di solito attacca le persone che soffrono di depressione 😱. Io invece avevo solo ed esclusivamente bisogno di dormire. Energie mal riposte durante quest’ultimo anno scolastico di Maria, di sicuro. Tempo perso a cercare di capire persone che invece avevano si vede un’idea differente di amicizia da quella che ho io, tempo mal speso a chiedere cosa fosse accaduto. Troppo tempo da qui a capire che l’unico motivo era che si trattava di persone di merda e che non ci dovevo spendere più tempo del dovuto.

La casa che è diventata un magazzino alla partenza delle bambine, fino praticamente al giorno prima di partire noi.

Panoramica della disperazione casalinga


Tra un vaffanculo è un porca troia alla fine siamo partiti, ennesimo viaggio della disperazione che per fortuna abbiamo recuperato in nave (ci siamo fatti dare la cabina invece di rimanere con il passaggio ponte). Quindi almeno abbiamo dormito decentemente senza doverci preoccupare di bagagli, borse e cazzi e mazzi.

Mattina presto siamo arrivati al porto di Cagliari.
Queste vacanze, dalla fine della scuola a oggi, mi hanno insegnato che …

Inutile che parti con le migliori intenzioni e le più grandi speranze, capiterà sempre il contrario di quello che avresti voluto 🙄.

Non affidarti mai alla merda, oltre al fatto che puzza, di solito è molliccia e non da supporto per niente. (E questo vi sfido a capirla) 💩💩.

Casa tua, è sempre casa tua🏘.

La mamma è sempre la mamma.🙂

La sorella pure ☺️

Così come lo zio, la zia, il cugino, la cugina e via dicendo 😂😂😂.

Quando pensi di dover essere diffidente verso persone che non frequenti e quindi non conosci, di solito sono quelli che ti salvano la situazione 😳😳.

W il vino di zio Paolo🍷🍷.

W la frutta del vino di zio Paolo🍑🍷.

W le cene in famiglia, e pazienza se siamo in pochi, quest’anno è andata così. 🧀🍤🍻.

Il prossimo anno se zia Betty non viene alla cena la picchio 😝.

Amo mia cugina, non è una novità lo so, io la amo da sempre, insieme a tutte le sue contraddizioni assurde 💞💞.

Amo anche la compagna di mia cugina, e fanculo a chi ancora usa la parole lesbica per offendere (usata contro mia figlia di 11 anni al parco) 👩‍❤️‍💋‍👩👩‍❤️‍💋‍👩.

Non sono l’unica ad avere una lingua biforcuta, e adoro anche l’altra persona che la ha. 🙅🏻

Tanto io l’amicizia gliela accetto. Tié. 😁😁

Ops, c’è stato un vi-bro-quo (credevate fosse frutto del vino di zio Paolo e invece no) 🤐🤐.

Le tare famigliari incombono e si vedono 🤓.

Mai uscire di casa in macchina se non sei sicuro della strada o finisci che ti devono venire a raccattare in cimitero fermo con le 4 frecce accese 😶.

Se per venire a Monserrato ti ritrovi prima a Sestu e poi in via Roma c’è sicuramente un errore 🤔.

Maledetto devi morire. MALE 😡😡. 

Amo Fra perché si fa un mazzo di culo con me ❤️❤️.

È bello essere completamente indipendente da terzi, diventasse il contrario, vi prego, uccidetemi 👼🏼.

Quando cerchi di non vedere la merda che ti sei creato non sei una vittima, sei l’artefice della tua vita di merda 💩💩.

IO TE L’AVEVO DETTO.

La mia superficie spalmabile con il solare è troppo ampia, devo ridurla 😰😰.

4 giorni di mare sono un grosso traguardo rispetto agli altri anni, e fanculo se “ma in Sardegna non sei andata al mare tutti i giorni😱”. No. Fottiti. Io al mare ci sono nata, non ne sento tutta questa necessità 😡.

I piromani dovrebbero morire in mezzo ai loro incendi, sono contro il loro arresto, buttateli nel fuoco che tanto gli piace 🔥.

Ho i cazzi miei e non rompo i coglioni a te, non romperli a me che è meglio per tutti 🌚.

Si, sono stronza, e quindi, fottesega 🤗.

La maleducazione, non la sopporto, da qualsiasi parte provenga 😤. 

Le foto non sono mai troppe 😜.

Nemmeno i programmi per modificarle 😝😝.

Sconchi minca 😂😂😂?

I migliori amici di solito sono i primi che te la mettono nel culo (ma questo io lo sapevo dalle superiori) 🙄.

No, non voglio vedere alcuni miei vecchi compagni di classe, sopratutto mi auguravo di non vederne mai i genitori. In particolare se per compagni e per genitori si intendono quelli della sopracitata migliore amica 😶.

Non diventerò mai così e ci sarà sempre chi invece roderà perché nel mio piccolo io mi sono salvata da sola 🙃🙂🙃🙂.

Non fa per me, tutto questo non fa per me 😩.

Ti nascondi per parlar male delle persone senza sapere che io penso pure peggio. Vieni che ti spiego due cose 🤗🤗🤗.

“Io faccio viaggi nel tempo”. Non io, quello con lo zainetto, si, quello che qualcuno ha accompagnato gentilmente per un braccio lontano da noi 😅.

Porca zozza agli ospiti che ti fanno dimenticare gli appuntamenti (vero Erika?). Nessun problema, con la testa che ho sono abbastanza sicura che l’anno prossimo potrei essere tranquillamente io a dimenticarmi 🙄🙄

Amo Bussola. Mi ha fatto compagnia durante la traversata verso Civitavecchia. L’unico momento veramente BUONO per poter leggere tranquillamente le sue 169 pagine e riuscire a prendere qualche appunto e imparare pure qualche buona lezione di vita 🤓🤓.

Il dialetto rafforza il concetto 😁😁😁

Ho lavorato, è stato possibile anche in vacanza, difficile, ma non impossibile 😜. 

Amo il mio lavoro e le “mie” ragazze 😅.

Devo ridurre la superficie spalmabile del mio corpo … Ah, l’avevo già detto? Ok 🙄🙄.

Dare a tutta la famiglia la xamamina per la traversata per farli dormire in fretta e stare tranquilla FORSE, equivale a drogarli. FORSE. 😜

Credo di aver detto tutto. O almeno tutto quello che potevo dire. Il resto, come ogni anno, lo tengo per me (e per le duecento milioni di persone alle quali racconto tutto, giusto per tenerlo tra me e pochi eletti).

Anche quest’anno, arrivederci Sardegna. ❤️

Lavorando

Ogni volta che penso al mio lavoro mi viene un sorriso sulla bocca che non riesco a nascondere, e che non voglio nascondere. Il perché è abbastanza semplice, perché il mio lavoro io ero una di quelle che proprio non lo voleva fare.

Lavoro per la #YvesRocher e ne sono veramente felice. Mia mamma lo ha fatto per una vita, ed ora lo faccio, io, e con estrema soddisfazione devo dire.

A volte vorrei spiegare a chi mi chiede perché lo faccio ( domanda che poi reputo veramente idiota), che trovo non ci sia niente di più giusto per me di questo lavoro, che da quando lo faccio la mia vita è più colorata, profumata, morbida, curata, sorridente, truccata, e chi più ne ha più ne metta. Non ho mai trovato un solo lato negativo a questo lavoro, mai.

Da semplice venditrice poi ho deciso di provare anche la strada della capogruppo, e devo dire che non me ne sono mai pentita nemmeno per un attimo, anche se sono solo pochi mesi che ho scelto di aggiungere questa sfida alla mia vita. Sfida perché? Molto semplice, perché non è facile e non è da tutti decidere di punto in bianco di avere un gruppo di persone da formare, da aiutare, da seguire … E anche da amare.

E non sto esagerando. Bisognerebbe provare prima di dare qualsivoglia giudizio. Amo le mie ragazze, dalla prima all’ultima. Ci sentiamo ogni giorno, chiacchieriamo del più e del meno, in pochi mesi alcune sono diventate per me più amiche di alcune persone che invece vedo di persona. È da non credere, lo so, infatti nemmeno io all’inizio ci credevo.

Iniziando questo lavoro mi sono resa conto di quanto a volte, il solo avere qualcosa da fare, sia importante ancora di più di quanto ci si metta in tasca nel farlo.

Ovviamente se non si decide di fare carriera o non si è una venditrice da milioni di fatturato all’anno, vivere di sola rappresentanza Yves Rocher non è fattibile, ma la gente si sorprenderebbe nello scoprire quanto si possa arrotondare bene e sopratutto quanto lo stare a contatto con gli altri possa cambiare la vita ad una persona che magari ha poche opportunità di uscire e di avere una vita sociale.

A fare solo le casalinghe si muore, anche se si amano i propri figli, la famiglia, la casa riordinata e tutto quello che gira intorno allo stare a casa 24 ore su 24. Anche se è stata una scelta che non ha pesato. Ancora di più se invece siamo state messe a casa da datori di lavoro delinquenti che non volevano il peso di una donna con una famiglia alle loro dipendenze. Purtroppo ancora oggi le mamme sono discriminate.

Quando io ho cominciato avevo bisogno di togliermi qualche vizio senza pesare sul budget famigliare, volevo potermi sentire libera di acquistare per me senza sentire di levare qualcosa in casa. È così ho iniziato. Piano piano. Prima ho smesso di acquistare shampoo, bagnoschiuma, trucchi, creme e quant’altro, perché tanto le prendevo li. Poi ho iniziato a ingranare e quei prodotti ho cominciato a vincerli. Poi ho deciso che volevo più soldi e ho ampliato il mio giro vendite, senza stress, senza correre dietro alle persone o dando loro il tormento. Semplicemente chiacchierando con loro dei prodotti che uso, che vendo e che amo. In questo modo ho cominciato anche a fare più ordini e a guadagnare di più, ma sempre senza il minimo stress, perché la ditta non pretende fatturato, ne ordini, non devi comprare per forza, sei libera di fare seguendo i tuoi ritmi. Inizialmente poi seguivo tutto da casa, praticamente facevo gli ordini su whatsapp senza muovermi, poi però ho avuto voglia di uscire, e ho cominciato a prendere appuntamenti al bar, dalla parrucchiera, anche a cena fuori sono andata. È così anche la mia vita sociale ha preso di nuovo il volo.

Poi non mi bastava più, perché quando ami quello che fai vuoi crescere, e ho deciso di fare la capogruppo, e lì la svolta. Non sono stata a buttare dentro il mio gruppo chiunque, so che sarebbe stato più logico, ma a me non interessava il numero. Ho deciso che avrei voluto ragazze che rimanessero con me, che avessero voglia di creare dei contatti umani, di stringere amicizie. E siamo diventate un team, un bellissimo gruppo che chiacchiera di ogni cosa, che si aiuta, che si dà consigli. Ed è bellissimo. È davvero bellissimo. ❤️❤️❤️

Momenti da genitori senza figli

Ed anche quest’anno le bambine sono partite per la Sardegna. 

Va bene, ok, tralascio, respiro, capriola, giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. 

E dopo aver tralasciato riprendo.

Come ogni anno io e Fra abbiamo deciso di prenderci questi 20 giorni di solitudine per riposarci e coccolarci some solo una coppia senza figli può fare.


Tutto normale, come ogni anno in pratica. E mentre loro sono al mare noi siamo immersi tra pacchi, pacchetti, scatoloni, tinta, armadi, giocattoli, soppalchi e chi più ne ha più ne metta. 

Ogni anno prima di partire anche noi riusciamo a finire i lavori, a risistemare e pure a pulire. La domanda quest’anno invece è : Sia mai che questa volta abbiamo un attimo cagato fuori dal vaso? Che per le persone meno scaricatrici di porto si traduce con un : O acciderbolina, mi sa che abbiamo esagerato questa volta.

… AIUTO…

Parliamone

Occhebello!

La scuola è finita, le vacanze oramai sono iniziate. Il nervoso dovuto alla scuola e alle varie problematiche portate da chi gravitava intorno a classi, istituto e genitori, come per magia è svanito. Volevo chiudere con il botto ma non mi è stato possibile per una serie di motivi (tipo i bodyguard messi lì quando di solito la gente ogni anno è stata sola), ma fa nulla. Anche infierire alla fine sarebbe stato stupido. Alla fine le persone hanno da sole quello che si meritano, e anche se all’inizio mi sono sentita presa per i fondelli e usata solo per i comodi porci di qualcuno, adesso credo semplicemente che chi lo ha fatto ha già di suo una vita veramente triste, e lo dico perché lo so, onestamente sparare sulla croce rossa avrebbe fatto di me la carnefice e non la vittima di cotanta stronzaggine.

Lo so, lo so, ero pronta alla guerra e al sangue, ma dovrò lasciare tutto per altra gente e altri momenti, questa di gente non valeva nemmeno l’impegno per trovare la parolaccia adatta.

Ed ora mi godo quello che finalmente dovrebbe essere un momento di puro relax. In più le bambine sono prossime alla partenza e io sono già pronta al silenzio che ci sarà tra queste quattro mura.

Ohhhhhhhh, spero che nessuno si metta impegno per rovinarmi il momento.

Altrimenti la faccio, la guerra.

Chi mi passa il liquido infiammabile?