Quando sai che così non è.

Capita a volte, quando meno te lo aspetti, che il tuo cervello faccia brutti scherzi.

Vuoi una cosa, la hai sempre voluta, ma chissà perché il tuo cervello ti fa credere che ci siano soluzioni per te che vanno meglio.

Ma non è così. Poi te ne  rendi conto. Non è ma così. Anzi. Ma di solito è troppo tardi e i giochi sono fatti.

Che ne so. Ti piace un parco naturalistico ma il tuo cervello, nel più bello che stai ammirando la nascita di un fenicottero, ti dice che se corri all’altro capo del mondo ci sarà un parco migliore di questo. Corri, nessuno ti segue e tu ci vai da sola, e poi quando arrivi lì ti rendi conto che il parco è bello, davvero, è pure migliore, ma tu volevi vedere quel piccolo fenicottero che veniva fuori dal suo uovo. Era con quel fenicottero che volevi rimanere. Ed invece adesso sei in un altro parco, con altri animali bellissimi, ma il fenicottero ti manca da toglierti il fiato, perché volevi vedere, davvero, volevi vedere come sarebbe andata a finire. Volevi vedere se il piccolo fenicottero avrebbe fatto tutto da solo, se si sarebbe liberato da quel guscio, se si sarebbe messo in piedi senza l’aiuto di mamma fenicottero. Invece sei in un bellissimo parco, ma quell’unico fenicottero in tutto il mondo che avresti voluto vedere, quel fenicottero che volevi seguire, non c’è. E non puoi tornare indietro perché sai che quel fenicottero oramai è andato via.

Rendo l’idea.

Ecco. 

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Cosa succede quando …

– Quando arriva il tuo quarantesimo compleanno e hai accanto solo il tuo piccolo nucleo famigliare e tua mamma.

Beh, succede che quando spegni la tua candelina, nella mente vedi anche i visi di tutte quelle persone che avresti voluto avere vicino in una data che dovrebbe essere almeno un briciolo importante, e invece siete solo in 5, certo magari quelli più importanti, ma di gradi di importanza ce ne sono tanti, ed alcuni differiscono da altri solo per una briciola.


– Quando tua figlia parte per il campo scuola e ti chiama in lacrime perché è stata accusata di essere bugiarda solo perché ha riportato qualcosa che probabilmente le insegnanti non volevano che riportasse.

Beh, succede che avresti voglia di arrivare fino in Toscana, fosse pure a piedi, con la katana in mano, a spiegare a queste insegnanti che punire o rimproverare un bambino perché ha detto alla mamma cosa succede in gita anche se le insegnanti avevano detto di non farlo è proprio di dubbia morale, e sopratutto, ma chi cazzo sei tu per cercare di obbligare mai figlia a tenere le cose nascoste! 

Passategli la mia Katana di Hello Kitty


– Quando vedi il tuo nome al 32esimo posto tra più di 2200 capogruppo come fatturato di gruppo.

E che succede. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è giusto, che alle tue ragazze sta passando tutto il tuo entusiasmo, tutto l’amore per questo lavoro, che quello che hai fatto non è solo arraffazzonato, distratto, incasinato, buttato la, iniziato, messo in pausa, continuato e mai concluso come di solito sono le mille cose che inizi. No. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è assolutamente il tuo lavoro. Che ci sei nata, che ti piace, che magari non saresti mai potuta stare sotto un capo che ti rompesse i coglioni o nello stesso ufficio con dei colleghi che odi, che ti serviva un lavoro dove sei tua gestirti, dove sei tua scegliere per chi lavorare e con chi. E finalmente hai la riprova che le capogruppo non hanno delle Consigliere che lavorano per loro, ma che sei tu che lavori per far guadagnare le tue Consigliere, e quando il tuo gruppo fattura tanto, significa che di Consigliere che si sono messe dei soldi in tasca ce ne sono diverse, e li sei davvero felice. Davvero tanto.

#Yves Rocher, il mio mondo, il mio lavoro, il mio futuro.


–  Qua Tua figlia parte per il campo scuola e tu fai programmi hard con il tuo compagno, stili un programma di ginnastica dimagrante, bagni rilassanti, passeggiate stimolanti (tanto in casa c’è tua mamma che ti può tenere la piccola).

E che succede … succede che invece ti viene un herpes labiale che ti infiamma il nervo del trigemino, ti arriva in concomitanza anche un mal di testa che spostati Jack Skeleton che la zucca 🎃 mi si sta spaccando in due, il ciclo per tutto lo stress si anticipa di qualche giorno, piove a dirotto, hai pure mal di denti. Finalmente allora hai la prova che Dio davvero non esiste, nel caso invece esistesse sai con certezza che tu gli stai sul cazzo e ti riprometti di non rimproverare più Frafra quando bestemmierà di gusto. 


E comunque mi manca Maria, ecco.

Momenti

Diciamo che la vita va avanti.

Diciamo anche che ho compiuto 40 anni, si diciamolo va. 


Diciamo che probabilmente ho il vizio di prendermi più impegni di quanti non riesca a portarne a termine, non dimentichiamolo.

Diciamo anche che in casa non è possibile minimamente riuscire a fare anche la metà delle cose che vorrei fare, a causa di intromissioni esterne di figlie e di adulti che non dovrebbero proprio mettere bocca nelle cose.

Diciamo che lavorare non viene più semplice (ne a me ne a Fra), non per le ragazze, ma proprio per il clima interno, non al mio gruppo, ma nella mia vita. Loro no, loro sono favolose, le rompicoglioni le ho sfanculate, ma sfracassavano le gonadi a me, non alle ragazze.

Insomma, il periodo non è dei migliori, come lo guardi lo guardi, il 2017 poteva pure rimanersene dove stava. 

Già, chissà perché poi ci si aspetta sempre grandi cose dai nuovi anni, dal prossimo farò un conto delle sfighe e delle cose che possono andare male, magari riuscirò a sorprendermi in positivo Questa volta.

Però vabbè. Alla fine si deve continuare ad andare avanti, anche se quando chiudo gli occhi ogni tanto evado. Non dalle persone, almeno non da tutte, ma dai posti. 

Mi ricordo quando avevo la buona abitudine di andare nel mio posto speciale ogni notte, quando chiudevo gli occhi 👀. Quel mio posticino solo mio, nascosto nel profondo dei miei pensieri. Quella radura nel bosco, con quel bellissimo altare in pietra, pieno di muschio, quel laghetto con i due cigni, i pesci, e le persone care tutte li, quelle che non posso più abbracciare quando i miei occhi sono aperti. Tante cose da fare in quella radura, anche il solo sdraiarmi sull’erba e decidere di dormire li, così, rendeva il mio riposo  migliore, non mi svegliavo mai stanca. 🤔

Ecco, una vecchia abitudine da riprendere, nel modo più assoluto. 💪🏼

E rieccomi qui

Si lo so, vi chiedete se ho preparato la mia lista di buoni propositi. Si. In effetti si, il giorno stesso che ho pubblicato lo scorso intervento, solo mi sono dimenticata di pubblicarla qui 🙄

Perché? Beh ovvio, immagino che voi non vediate l’ora di leggere i miei sproloqui e di farvi gli affari miei, io d’altronde sono passata dal diario segreto al diario pubblico (che poi nemmeno è vero, io il mio diario segreto lo ho sempre e ci metto tutto ciò che non è lecito raccontare), ma ho avuto DAVVERO un paio di settimane da incubo.

In primis Ilaria che stava male 


e chi mi conosce sa che, essendo io un soggetto ansioso, anche una semplice influenza per me significa visioni di morte 💀 e di dolore 😖 .

Poi ci sono stata io, mal di testa che sembrava mi stessero aprendo il cranio in due e dolori agli occhi tanto forti da evitare la luce del sole come la peste (e ovviamente l’idea che si insinuava nel cervello che fosse un tumore nascosto chissà dove). Se state pensando che io sia ipocondriaca vi dico subito di no, altrimenti passerei la vita tra medicinali e medici, la verità è che io invece i medicinali li fuggo come la peste e i medici pure. 


Insomma, ieri è passato il mal di testa ed ecco che oggi sono qui a scrivere sul mio iPadDino (si, gli ho dato un nome), pigiando su questa tastierina che io adoro e trovo comodissima (non meno della tastiera meccanica wirlessssss che mi ha regalato il mio amore per Natale, rosa confetto, poteva essere diversamente?) Ma a voi non ve ne frega nulla delle mie preferenze Aitech lo capisco. Quindi andiamo oltre.

La mia lista di buoni propositi? Ok subito.


Eccola qui, da notare la punta del mio piedino. Inutile dirvi che appena stilata la lista almeno la metà dei miei buoni propositi sono andati a farsi benedire. Non ho contato fino a 10 e Ho litigato con Fra partendo di petto come faccio io e individuando il nemico nella persona che ho di fronte, di pazienza ne ho avuta poca, ho detto una sfilza di parolacce che nemmeno in un camionista molesto e per chiudere in bellezza avevo un barattolo con la nocciolata. Si appunto. Avevo. Ovviamente il mio spirito non ne ha giovato e quindi anche la spiritualità che volevo recuperare è finita qualche gradino più giù nel baratro. In meno di mezz’ora stavo per blastare la mia lista, perché poi si sa, l’odio sale e ci passano pure le persone che non hanno fatto nulla, chi c’è nei paraggi. E qui oltre alle figlie avevo anche la mamma. Quindi levavo pure la parte della parentela tutto in un colpo. Un record. Davvero. E li avevo appena scritti! Passata la tempesta mi sono fatta i complimenti da sola. Se lo avessi organizzato un fallimento quasi totale di una lista di buoni propositi nel giro di un’ora e mezzo non sarebbe stato così preciso. Vabbè dai. Io sono un diesel, i migliori non si vedono mai alla partenza ma all’arrivo (seeeeeeee 🙄).

Detto questo diciamo che non ci sono stati solo aspetti negatici in questo gennaio, benché debba ammettere che questo 2017 ha già messo a dura prova la mia proverbiale pazienza (inesistente). Che poi sarebbe semplice no, basterebbe passare almeno un gennaio decente che già farebbe la differenza. 

Ma dicevamo. Non tutto è andato poi malaccio. Qualcosa è andata pure bene 😝


Ed eccola qui la nostra buona notizia. Questa è Porzia ( e guai a chi avrà qualcosa da dire), ha il nome del mio pucciosissimo e amato personaggio di animal crossing (che porco culo non riesco mai ad avere poi). 

Si, i colori non tornano, ma quando devi prendere un cagnotto non è che stai a guardare le sottigliezze.

La nostra piccola principessina arriverà a casa entro metà febbraio, con vaccini, microchip, sverminata e spulciata. Insomma, con il servizio completo (o quasi). Ed io sono felicissima, erano anni che sognavo di riavere un cagnotto in casa onestamente, mi mancava davvero tantissimo 😍😍😍

E questo è quanto per ora. 

In effetti avrei anche qualche altra cosa da scrivere, magari sul lavoro, magari sulle stronze che mi capitano a tiro, ma diventerei la solita lamentosa, che già ci ho dato dentro fino ad ora 😅

Ciauz 😘😘 

Si ritorna alla normalità.

Ed eccoci finalmente.

Pensare che sono finite le feste, non so a voi, ma a me da una sensazione di liberazione😏. Aspetto sempre le feste per riposarmi, ma mi rendo poi conto che in effetti sono i giorni in cui mi riposo meno, come se fosse un week end infinito😱. Che ne so. Un sabato ed una domenica (giornate in cui non ci si riposa mai), che durano un eternità (ed io lo vedo un attimino come un nuovo girone dell’inferno tipo🤔). 

Queste vacanze, poi, non è che siano andate, insomma, nel migliore dei modi.

Stellina ⭐️, per esempio, è morta proprio l’ultimo giorno di scuola delle bambine💔. Quindi già dal primo giorno di vacanza avevamo tutti un giramento di palle indescrivibile, che spostati Hulk quando t’incazzi che noi siamo peggio pure senza diventare verdi. Ah, un attenzione particolare va a chi, senza farsi i cazzi propri, ha detto alle mie figlie che non esiste un paradiso per gli animali, facendole piombare nella disperazione più cupa Perché gli animali muoiono e basta 😡. Mi chiedo sempre Perché queste cazzo di persone talmente credenti da guardarmi dall’alto in basso perché io non lo sono, si prendano la licenza di venire da noi, nella nostra sfera famigliare, a rompere il cazzo a noi e alle nostre figlie. Per fortuna la stima che potevano provare le mie figlie per queste persone sono riuscita a distruggerla già da diverso tempo semplicemente spiegando chi effettivamente e cosa effettivamente fossero queste merde 💩. Per il resto sono sicura che, credere o non credere a parte, Paradiso o non paradiso a parte, chi fa del male, anche solo con le parole, ai bambini, non si meriti nessun paradiso, e siccome io credo nella reincarnazione, beh, posso solo immaginare in cosa si potranno reincarnare 💩😼. 

Dovevamo aspettarcele quindi delle vacanze è un po’ così.

All’insegna dei malumori, delle incomprensioni, della poca voglia di festeggiare. Ci si è ripreso un attimo alla fine, ma comunque aleggia sempre quel velo di nervosismo che non è proprio palpabile, ma si sente. O almeno io lo sento perché lo provo ferocemente. A giorni potrei ammazzare un leone della savana semplicemente con uno sguardo. Ora qualcuno penserà “vabbè, ma che ti ha fatto un leone” e che ne so io, mi è venuto in mente lui 🦁 …

L’unica cosa che, malumori, nervosismi, liti, discussioni, giramenti di palle 🏐, odio per l’umanità a parte, è stata degna di nota, sono state Come al solito le bambine 👧🏻👧🏻. Che se non ci fossero loro a volte credo che davvero non varrebbe la pena andare avanti in un mondo che sembra sempre remarti contro. Anche se a volte sarebbero le prime che ucciderei nella lunga lista di persone che mi fanno impazzire 👉🏼👈🏼, non posso davvero immaginare come sarebbe senza di loro (senza sveglia per la scuola, senza appuntamenti con le amichette, senza liti per il bagno, senza liti tra loro, senza liti tra tutti noi, senza liti tra me e Fra per loro, senza pranzi e cene da incubo, senza urla prima di andare a letto, senza urla la mattina-pomeriggio-sera, senza casino in camera-bagno-cucina-salone-corridoio-balcone-armadi-dispensa-qualsiasi buco di casa, senza 30mila piatti da lavare in più, senza non sapere cosa cucinare, senza dover immancabilmente cucinare 4 cose differenti a pasto … ma senza baci 😘 , senza abbracci 🤗 , senza risate che nascono dal cuore ❤️, senza la loro gioia negli occhi, senza il loro imbarazzo perché siamo troppo grandi per i loro discorsi da giovanissime, senza mille peluche, senza la buonanotte, senza le loro coccole, senza gli abbracci di gruppo, senza le lacrime che passano solo con un abbraccio e un bacio, senza le confidenze, senza la loro voglia di vivere, senza gli occhi che luccicano a Natale quando si aprono i pacchetti, senza la voglia di acquistare sempre qualcosa per loro, senza il loro indiscusso e indiscutibile amore incondizionato, che nasce solo perché siamo noi, perché sanno che ci siamo). No, non lo posso proprio immaginare 🙂🙃.


Ma vabbe dai su. Troppo miele non è da me e già mi sento con un attimo di nausea 🤢

Cosa si fa di solito i primi giorni dell’anno 🤔? Oh perfetto‼️. Si fa la lista dei buoni propositi 📝! Ovvio, quei buoni propositi che ogni anno riportiamo dall’anno precedente cambiando solo la data perché con tutto quello che capita ogni giorno ce ne dimentichiamo del tutto e allora si innesca un loop infinito dal quale non se ne esce nemmeno cercando il miracolo a Lourdes (che già per il numero estremamente ridotto di miracoli avvenuti e riconosciuti, praticamente inesistente, sarebbe inutile da principio pagarsi il viaggio). Io come ogni anno ripropongo i miei, che ovviamente 🙄 non sono stati portati a termine (sembrano la lunga lista delle così dette promesse da marinaio). Calando un velo pietoso sullo storico “Voglio perdere i kg in più”( che ripropongo ogni anno con un aggravante di qualche kg), tralasciando il mio classico “lavorerò sul mio carattere per diventare più calma e paziente”( che di solito scrivo pulendo ed affilando la mia katana), e trattenendo le risate sul solito “Mi metterò d’impegno per seguire il metodo Fly Lady” (che poi immancabilmente seguo a singhiozzi perche vaffanculo non ne ho voglia), mi auguro che quest’anno io riesca a depennare davvero qualcosa, magari pure in fretta. Per questo motivo ho deciso di darmi dei compiti facili facili, che andranno ad aggiungersi ai vari tormentoni annuali.

Ora vado di la a stilare la lista. Vi tengo aggiornati. (Fare un copia e incolla non dovrebbe richiedere troppo tempo). 😜😅

Resoconto delle feste 🎈 

Che dire. Ho cambiato il nome del mio blog in “Una mamma in volo”, ma continuo a pensare che “Diario di bordo di una sfigata cronica” continui ad essere più azzeccato. Le feste. Ogni anno mi metto a qui a fare un resoconto delle mie feste. Diciamo che di solito non erano pessime. Certo, passare le vacanze lontani dalla propria famiglia non è mai una passeggiata, ma di solito non è che vadano poi così malaccio. 🎄🎄

Tranne quest’anno. E infatti me lo dovevo pure aspettare che il colpo di scure sarebbe arrivato prima o poi no? 🤔

Che poi alla fine eravamo anche ben disposti alle feste, anche se non è che si sentisse più di tanto che stava arrivando Natale. Forse perché non c’è freddo? Che ne so, di sicuro però non c’era “aria natalizia” nemmeno per le strade.

Poi però, tra la morte di Stellina, la voglia praticamente sotto i piedi di festeggiare, la poca voglia di compagnia, le incomprensioni, il nervoso, l’apatia, il lavoro che non sempre da belle notizie e pare ti voglia remare contro (e togli pure il pare, ti rema proprio contro), il sentirsi soli nonostante tante persone intorno … insomma, sono state veramente feste di merda. 💩💩💩

Aspetta con ansia che tutti sti giorni finiscano. Aspetto che mi torni la voglia, per tutto. Ammiro le persone che amano il Natale è che si preparano a questo evento già da quando finisce ferragosto, ammiro chi da settembre fa il conto alla rovescia già da due settimane, a me il Natale porta solo alla memoria momenti belli che non torneranno più, e da quest’anno mi porteranno altri tristi ricordi e la consapevolezza che nella vita non si può contare su nessuno. Mai. In nessun momento. 😑 Si è sempre, irrimediabilmente , soli. 

Sono negativa? Si lo sono. Sono pesante, con i kg in più che mi ritrovo sfido a farmi essere diversamente. Sono esagerata? Si sicuramente, non lo metto mica in dubbio, ma io le cose le vedo così. 😒

Aspetterò il 2017 per stilare l’ennesima lista di promesse per il nuovo anno che non manterrò è che nessuno mi aiuterà a mantenere. Sperando che qualcosa cambi. Almeno un pochino. O se un pochino non è possibile sono anche disposta ad una completa trasformazione della mia vita, ad un cambiamento radicale. Sempre meglio di così.

Arrivederci

Io lo odio il Natale, oramai da diversi anni. Non fosse per le bambine e per Fra che, anche se non ci crede, ci tiene all’atmosfera, io non vorrei nemmeno la casa addobbata a festa. Non so se la cosa è nata con la morte di mio padre e dal non avere qualcosa da festeggiare, fatto sta che il Natale mi sta sul culo, che ci posso fare … una scusa per fare dei regali, per vedere le bambine scartare ed essere contente. 

Adesso ho un motivo in più per odiare questo periodo. Non solo la mia cagnolina è morta di buon 24 dicembre a 17 anni di età, ieri è morta anche la nostra gatta, la nostra Stellina. Operata ora di pranzo per endometriosi, morta per complicanze la sera sul tardi. 

È che dire? Che dire. Bah.

Sono quelle cose che non ti aspetti, che ti prendono come un senso di vertigine, ti assalgono come una crisi di panico. Non importa quante lacrime ti scendono, il pugno forte in pancia ti becca lo stesso. La porti ieri mattina nel suo trasportino ad operare per farla stare meglio, la passi a trovare ancora mezza addormentata e dolorante nel primo pomeriggio, e l’indomani mattina torni a casa con un trasportino vuoto. 

VUOTO

E vuoto non c’è solo quel trasportino. Vuote ci sono stante cose. Ci sono i suoi cuscini, c’è il suo posto nel divano che avevi involto nella plastica per farla continuare a salire, c’è il vuoto di un piattino in meno per il loro pasto, c’è il vuoto nel cuore di due bambine e di due adulti, e ognuno lo esprime a modo suo. 

8 anni. Sarebbe stato il nono Natale. Il nono capodanno di botti che a lei “checcazzomenefregachetantoiostodentroalchiuso” e dormiva lo stesso, 8 anni pieni di nessun miagolio tranne in momenti che ti facevano anche sobbalzare perché lei proprio non si sentiva mai, non c’era. La gatta più silenziosa del mondo, la più mite, la più impacciata, la più paurosa. Rimaneva impigliata nelle tende perché non ritraeva le unghie, perdeva dalla bocca le crocchette quando mangiava. Le crocchette, il suo vizio di levarle ad una ad una dalla ciotola e di posarle in terra, prima i mangiarle. 8 anni acciambellata sul cuscino della sua cuccia, dove passava la maggior parte del suo tempo.

E se non ci piangi su come le persone si aspettano passi pure per quella a cui non gliene frega un cazzo.

Vaffanculo.

Se proprio dobbiamo dirlo (14-12-2016)

Ed eccomi qui. Con tutte le mie aspettative raccolte di nuovo nel mio sacco e riportate a casa in spalla. 

Aspettative? Si. Aspettative, perché ne ho anche io, e mi capita, purtroppo, di averne tante, e spesso sulle persone sbagliate.

In questo momento mi sento così frustrata che niente mi può riportare su. Niente. E lo ribadisco pure, e magari anche in maiuscolo. NIENTE. E non mi sento meglio al pensiero che ci vorrà solo qualche mese in più per ottenere il divorzio. No.👎🏼.

Io volevo che quel sacco di schifo fosse li. Volevo che finalmente potessimo dimenticarci l’uno dell’altra e metterci una pietra sopra. Fanculo quello che ha detto e fanculo quello che mi ha fatto. Io la pietra sopra c’è l’avrei messa se solo fosse stato li. 

Invece sono piena di rancore, sono arrabbiata, sono delusa sopratutto da me perché davvero, non è possibile che la morte di un padre ti butti così, per disperazione, nelle braccia di un uomo di merda come quello su cui mi sono buttata io. Nemmeno mi facesse sentire protetta, al sicuro. Erano solo un paio di braccia forti, ch però lui usava in modo completamente sbagliato.

Quello che poi mi da sui nervi è la non comprensione del prossimo. Dico io. Il discorso non è mai che tanto qualche mese in più non è una tragedia. Questi mesi in più non ci sarebbero dovuti essere. 9 anni per una separazione ed un divorzio sono vergognosi. E non è vero alla fine che il motivo era la presenza di un minore, perché tanto del minore si è interessato un altro tribunale. 

Cazzo. 

Vivo con questo fardello attaccato al culo da anni. Tutti i kg in più ch ho non sono i miei, sono i suoi, sono il peso della sua presenza, sono la sua ombra che non riesco a staccarmi dal culo. Quel bastardo anche se fisicamente non c’è, sta lì, e detta le tempistiche della mia vita. 

Poi ad uno così non gli devi augurare il peggio.

Le cose buone e belle

Non lo so perché, ma era qualche giorno che sentivo di dover scrivere un nuovo intervento sul mio blog.🤔

Ultimamente mi ritrovo a pensare che la vita, poi, non è che faccia così schifo, dipende sempre come la guardi, da dove la guardi.

Di solito, se la guardi dal basso verso l’alto, vedi solo le cose brutte, vedi quelle pesanti, ti senti piccola e non vedi vie d’uscita, come se dei piedi enormi ti dovessero schiacciare. Ma se per caso ti ci impegni un pochino, a guardare 👀 con una prospettiva un attimino differente, portandoti un pochino più in alto, allora le cose cambiano. 🙃

Che ne so, ho comprato due pennini per l’iPad su Amazon, 10 euro spesi per levarmi solo la curiosità di provarli nelle applicazioni di note, nelle simil agende elettroniche, perché avevo deciso che ci dovevo scrivere con la penna, a mano libera. 10 euro, che poi ho deciso che potevo pure comprarmici le carte di animal crossing 😅 con quei 10 euro, e avrei avuto un altro desidero da bambina realizzato. Ma quando ci stavo pensando ormai avevo concluso l’ordine e a me non piace annullare se non è strettamente necessario. 😶

Fatto sta dopo 2 giorno suona il corriere con il pacco che contiene anche i pennini. Lo apro. Sono due pennini metallici con le punte in entrambe le estremità. In una il gommino è fine, nell’altra invece più grosso. Mi metto lì e provo le applicazioni di note e simil agende che mi sono scaricata (praticamente tutte quelle gratuite nello store). Deludente. Programmi assolutamente inutili, approssimativi, senza un briciolo di precisione. Guardo il pennino e lo parcheggio, ho già capito, mi mi sarei dovuta comprare le carte di animal crossing 😑

Arriva Ilaria. Mi chiede il tablet. Glielo do. Vede il pennino e mi chiede di scaricare qualche applicazione di disegno da provare (di nuovo tutte quelle gratuite dello store invadono il mio tablet). Mi da il secondo pennino e mi chiede di disegnare insieme. Ovviamente non è possibile, perché il programma riconosce il tocco di un solo pennino, non è possibile lavorarci in due 😅. Facciamo un pochino io e un pochino lei. Ride. Ride di gusto mentre proviamo le varie funzioni. Matita, penna, pennarello, pennello, aerografo, bisturino (non so come si chiami). Ci entusiasmiamo per il pennello e gli acquarelli. 😍

Tira una linea, acquarellala, facciamo un Sole? Ok vai. Ma questo è il mare? Non lo so decidi tu. Si è il mare. Li ci mettiamo un ombrellone. Aspetta perché non facciamo le nuvole? Dai mettiamo anche le onde. Voglio un’onda che sia grande. Bene vai, falla tu. Faccio la schiuma? Così? No di più. 

Ed ecco alla fine il capolavoro. Lei ha saltato contenta per qualche minuto, ed io sono rimasta così, a guardarla, con un’espressione da vera idiota, come se per la prima volta vedessi la gioia. 

Prende il pennino Maria e decide che anche lei deve darsi alla pittura con me, quindi facciamo un altro disegno. Maria è l’eterna indecisa, mi fa cancellare mille volte i tratti abbozzati sul foglio elettronico. Il pennello 🎨? No il pennarello, anzi la matita, ma il Bisturino a cosa serve (eh a saperlo), ma la carta usiamo la liscia o quella per acquarelli? 😶

Comunque vada, disegna, cancella, acquarella, riempi, ri cancella, colora con i pennarelli, toglilo che sono meglio gli acquarelli, Maria mi sono rotta il cazzo adesso lo teniamo così, ma no mamma proviamo con i pastelli, ho detto di no, dai dai, ho detto di no, ma mamma, cancello tutto Maria, va bene. 


Ed alla fine anche con lei un paesaggio non lo fai? Lo so è parecchio minimal, più per sfinimento che per mancanza di idee, non avevo più voglia di cancellare e ricominciare. Ovviamente lei è andata via scontenta 🙄.

Comunque vada, mentre io guardavo quei pennini dal basso del mio acquisto fallito, entrambe le mie figlie lo hanno guardato da una prospettiva differente e ne hanno fatto subito un utilizzo talmente ovvio che io non ci avrei mai pensato (io disegno sulla carta vera 🙄), ed almeno una delle due è pure rimasta contenta 😂

Due prospettive, due utilizzi differenti, io schiacciata e loro soddisfatte (una sola ma facciamo finta).

E allora? Allora cosa. Tutto sto papiro perché? Semplice, perché voglio vedere le cose dall’alto anche io. Voglio vedere nuove strade, non ostacoli, voglio vedere possibilità, non fallimenti, voglio vedere cose utili, non attrezzi da buttare. 

E quindi? E quindi niente. Ho deciso che vedrò le cose dall’alto da oggi. Perché daL basso le ho viste troppo spesso, e onestamente mi sono rotta le palle. 😜

Famiglia

Quando sei una di quelle fissate con il cibo buono e poi le vedi così e capisci che anche se non è buono ogni tanto “è buono”.

E poi, diciamolo, la loro faccia vale la pena 😉