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Il “dopo le varie feste”

Finalmente il periodo festivo è finito. 🎉

Si sì, abbiamo chiuso con la cresima, abbiamo chiuso con Halloween, abbiamo chiuso con le festività fino a Natale.

Quest’anno però farò l’albero. Si, ho deciso. Costruirò il MIO albero 🌲. Non sarà un albero di Natale, ma sarà il mio albero di Yule, e lo addobberò benino. 😍 D’altronde lo hanno tutti in casa, senza saperlo, io lo farò con cognizione di causa.

Di questi giorni di festa mi rimarranno poche cose, e nessuna di queste sono legate alla cerimonia della cresima, mal organizzata, un flop ed una delusione, ma cosa aspettarsi poi.

Mi rimarrà la festa, mi rimarrà Maria che apre i regali, mi rimarrà mia cugina per un giorno e mezzo, mi rimarranno mia mamma e mio nipote per 20 giorni, mi rimarrà io ricordo dello smaltimento degli avanzi, mi rimarrà una torta che credevo andasse bene per mia figlia e invece, come al solito, niente dolce per lei, mi rimarrà il pub e le chiacchiere e le rivelazioni. Questo per quanto riguarda la cresima.

Per quanto riguarda la festa di Halloween mi rimarrà la stanchezza, ma fanculo a quella, è stata un festa dove mi sono divertita da morire, mi rimarrà l’assenza di Maria per la prima volta con le amiche, mi rimarranno i bambini che ballano tutti insieme, mi rimarranno gli addobbi e il sangue finto nel bagno, mi rimarrà il ricordo della preparazione in fretta e furia e il dubbio fino all’ultimo, mi rimarrà l’amarezza per gli assenti, mi rimarranno i cocktail 🍸 e le birre 🍺 e il mal di testa del giorno dopo 🤣

Tutto questo in un mese che è stato per me tanto, tanto importante, tanto significativo, che ha segnato l’inizio e la fine di tante cose, che ha portato novità e ventate di ottimismo.

Sono stanca, questo mese di Ottobre, finito da qualche giorno, è stato pieno e sfiancante, una corsa continua dopo 3 mesi estivi da panico, di lavoro incessante e di stanchezza fisica e mentale, ma con novembre si segna finalmente la svolta, e lo sguardo che gli volgo è bonario, è pieno di fiducia. Nonostante la stanchezza tante cose non saranno più le stesse, e volgeranno in meglio, e alla fine, non abbiamo lavorato tanto per questo? 😅

Ora l’obiettivo della nostra vita sarà volto al raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi che avevamo lasciato indietro, che per un motivo o per un altro non siamo stati in grado di veder crescere. Sono stati 19 anni in cui i sacrifici sono stati enormi, ma li abbiamo superati ed ora mi sento con diverso peso in meno addosso… ed era ora…

Comunque, una delle foto più belle e significative di questo mese è assolutamente questa

Quelle di Maria arriveranno quando mi deciderò ad andare a sceglierle 🤣

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Una vita in cambiamento.

C’è una canzone che in questo periodo mi prende in modo particolare.

È una canzone di un duo rumeno che ha partecipato all’Eurovision song contest.

La canzone si chiama Yodel it. Per capire il perché sarebbe il caso di capire il periodo che sto vivendo. E di conoscerne la traduzione ovviamente.

Ci sono stati dei periodi neri, ci sono stati dei periodi in cui mi sono persa, ci sono stati dei periodi in cui avrei voluto mollare tutto, dalla casa alla famiglia, alle figlie, al compagno, alle amicizie, alla vita. Eppure, anche in questi momenti tristi, tutto quello che avrei voluto mollare io, non mi ha mai mollato.

Immagino che riprendere le redini della propria vita, del proprio successo personale, dei propri sogni e delle proprie aspettative, non sia semplice quando si vivono esperienze che ti segnano nel profondo, che ti lasciano quelle ferite che anche se all’esterno non si vedono, ad un attento osservatore non possono passare inosservate, anche se sono ferite dell’anima.

Però le persone che quelle ferite le vedono, le percepiscono nel tuo sguardo perso nel vuoto, sono le persone che al momento del bisogno saranno lì a sorreggerti. Ed io le ho trovate.

Poche, perché nella vita non ho bisogno di essere circondata da tenete persone fidate, me ne basta giusto qualcuna, ma se riescono ad entrare nelle mie grazie, allora difficilmente da lì ne usciranno mai.

Io sono stata fortunata in primis con il mio compagno (scriverei fantastico ma saprebbe di sviolinata), perché trovando lui per caso, anzi, trovandoci, sono stata probabilmente io quella più fortunata. Avevo delle amiche, avevo un gruppo fornito di persone e conoscenze più o meno approfondite su cui poter contare, e in pochi mesi disastrosi della mia vita, disastrosi non per colpa mia poi, tutte quelle persone si sono eclissate e mi sono trovata sola. Con un carico troppo pesante per le mie spalle, con una bimba da crescere e tanti interrogativi più o meno Vitali. Ed ero sola. Avevo i famigliari, ma mi sentivo comunque sola, perché non volevo far cadere su altre spalle i problemi miei. Poi ho trovato spalle forti che quei pesi non se li sono sobbarcati, ma hanno fatto la cosa più giusta, li hanno condivisi. Così sono riuscita a risolverli, piano piano, ma ci sono riuscita.

In un percorso lungo, doloroso, pieno di ferite riaperte e di paura di non riuscire, invece, piano piano, ci sono riuscita, anzi, ci siamo riusciti.

Ho avuto la fortuna di essere sorretta nelle decisioni, confortata in quelle che sembravano sconfitte, consigliata quando intorno a me vedevo solo il nero del buio che avanzava. Ho avuto una vita di merda per qualche anno, ma poi sono stata fortunata. Il mio percorso di risalita lo devo a pochi, a pochissimi. Se non avessi avuto Fra poi, davvero, ciaone, come si suol dire. Perché tutto è cominciato con lui, con quel “Buonasera signorina, disturbo?” Lasciato in una chat che adesso nemmeno esiste più, quando cominciavo a scrivere questo blog, oramai più di 10 anni fa. Quando cominciavo a parlare di un mister x che non si faceva mai vedere in faccia, quando parlavo di un Sakurambo con la non fidanzata. Quando pensavo che lasciare la Sardegna fosse un fallimento e qualcuno mi preparava una playlist di canzoni che mi facesse compagnia su un aereo che mi portava via, verso un viso si amico, ma lontano da casa, affetti e da mia figlia per chissà quanto tempo. Ho ricominciato il mio percorso di risalita a Milano e lo ho continuato a Roma, quando quel qualcuno è diventato reale e materiale. Da lì sono state strade in salita, che forse in due abbiamo creduto fossero troppo irte anche solo per pensare di percorrerle, ma le abbiamo fatte scorrere sotto i nostri piedi passo dopo passo, lentamente, per non stare con la lingua per terra.

Ogni decisione, che sembrasse stupida, sbagliata, inadatta, avventata, alla fine è stata parte di un percorso che mi ha fatto risalire. Ogni persona che ho incontrato, nel bene e nel male, anche le merdacce, sono artefici del mio cambiamento e del mio riprendermi me stessa. E insieme a me stessa ho ritrovato un pochino di serenità. E spero che possa solo andare avanti sempre meglio.

Le mie figlie, il mio grandissimo amore, il lavoro, le amiche, la famiglia. Tutti tasselli che si sono messi al posto giusto, al momento giusto, nell’esatto istante in cui mettendosi in quel modo, le cose, anche se alla lunga, sarebbero solo potute girare bene. Ed infatti così è accaduto.

Ho accanto un uomo fantastico, delle figlie che amo, delle amiche che adoro, la famiglia di sempre, e il lavoro dei miei sogni.

E dopo 10 anni posso anche dire la cosa più importante.

Vaffanculo Giuseppe, finalmente son divorziata! 🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉🎉

Finalmente il fresco.

E dopo un estate afosa, durante la quale abbiamo passato più giorni chiusi in casa che fuori, finalmente un pochino di pioggia è arrivata a rinfrescare le temperature. 🙏🏼

Inutile dire che aspettavo questo momento circa da fine luglio. Sono state settimane da incubo 😱

È iniziato settembre, e per molti, come per me, settembre è una specie di capodanno, il momento in cui tutto ricomincia dopo la pausa estiva, il mese in cui sembra che tutti i buoni propositi si possano riprendere in mano, il momento in cui tutto si può ricominciare. Sarà perché riprendono le scuole, tanti tornano al lavoro, le ferie per lo più sono terminate, tornano il fresco e la pioggia, insomma, una specie di elettroshock dopo il letargo estivo 🌞🌞

Anche io, come dicevo, sento settembre il mio secondo capodanno del 2017.

Non voglio ricominciare con i buoni propositi, quelli oramai, come in tutti gli anni passati, sono andati.

-Non sono dimagrita

-non sono diventata più paziente

-contassi pure a mille sbotto se ho le palle girate

-continuò ad essere acida, sgarbata, scostante nelle amicizie, continuo a preferire la mia zona di comodo (e qui grazie a Gloriana per avermi spiegato cosa è), continuo a non aver superato tutti i miei casini emotivi, a non essere andata oltre i drammi che mi hanno bloccata, continuo a fantasticare quando guardo la katana e a nominarla più di quello che dovrei. Auspico ancora all’estinzione della razza umana, per me ci si dovrebbe salvare in pochi, davvero in pochi, probabilmente nemmeno io. Continuo ad essere una scema che si fida delle persone e che ogni volta viene fregata e continuo ad avere a che fare con delle psicopatiche niente male, l’ultima mi ha sbloccata dopo avermi bloccato su Facebook per insultarmi e per poi bloccarmi di nuovo, ma vabbè, si è dimostrata una persona disturbata, se penso che me la sono pure fatta venire a casa aiuto, e povero bambino. Insomma, io e i buoni propositi non andiamo troppo d’accordo devo dire, ogni capodanno li stilo solo per poterli infrangere in pratica😂

Comunque vada Settembre rimane un nuovo trampolino di partenza ed Io questa partenza la voglio al top questa volta. 🔝

Si al top, senza buoni propositi da infrangere, che poi mi deprimo, ma puntando su me stessa, così, come sono, che tanto hai voglia a cercare di cambiare, ciò che nasce tondo non muore quadro, al limite lo puoi ovalizzare, ma gli angoli no, quelli non verranno mai, e allora io comincerò prima di tutto ad amarmi per come sono.

Ho dei kg in più? Pazienza, non mi potrò permettere vestiti scollati e micro gonne, ma chi se ne frega, io amo i jeans, quelli li trovo per tutte le taglie 😜

Non sono paziente? Fa nulla, la gente imparerà a non farmi girare le palle 🏐

Sono scostante con le amicizie? Se tali sono capiranno che ci sono periodi che amo passare in completa solitudine e silenzio 🤐

Amo la mia zona di comodo? Quando mi sentirò pronta toglierò la testa dal mio guscio e mi guarderò intorno, probabilmente la rimetterò dentro, ma prima o poi dovrò uscire per qualcosa.

Continuo a rimuginare sul passato? E vuol dire andrò da uno psicologo e pace 🕊

Insomma. Alla fine il succo del discorso è questo:

“Caro Settembre, quest’anno non mi importa di cambiare, non rinnovo dei buoni propositi destinati a fallire.

Quest’anno caro Settembre, gioco solo su di me.

E come si suol dire, se chi mi ama non mi segue, significa che non mi ha mai amato e non sarà una gran perdita, e poi sai che mi frega, io ho Fra e le bambine, e tanto mibasta”.

Mio padre

Ricordo che mio padre mi diceva che non dovevo mai badare a quello che gli altri dicevano di me, che l’unica cosa che andava bene era il mio risveglio la mattina. Se la mattina mi svegliavo e mi potevo guardare in faccia allo specchio, allora stavo facendo tutto per il verso giusto, diversamente da sola avrei capito che c’erano delle cose che non andavano, che qualcosa era da cambiare.

Sono anni che non mi guardò più allo specchio, ma non per il motivo che diceva lui, le gravidanze mi hanno cambiata, il mio viso non è più quello sorridente di una volta, comincio a vedere le rughe di espressione e sono un’espressione triste, ma non per quello che io ho fatto, ma per le persone che ho scelto di avere vicino durante il corso dei miei anni. 

Amici sbagliati, fidanzati e mariti sbagliati. Per carità. Sempre errori fatti in buona fede, ma errori che, anche se io mi sono sempre comportata bene, hanno pesato sulla quantità e sulla qualità dei miei sorrisi. Il mio viso assomiglia sempre di più a quello di mia nonna paterna, una vita pesante, una vita che l’ha cambiata nel profondo ed un’espressione sempre grave, pochi sorrisi e ancora meno spontanei e davvero felici. Non ricordo una sua risata. E oltretutto ho milioni di rimpianti anche con lei.

Credo che mio padre ne sarebbe dispiaciutissimo per questo.

Ogni tanto ricado nella nostalgia di un abbraccio che non potrà più esserci e che quando si poteva fare non è stato dato. Nella nostalgia di un viso che dovrò osservare per il resto della mia vita immutato in una fotografia, senza mai cambiare angolazione. Nella nostalgia di una voce che qualche volta sento nei sogni, ma mai accompagnato alla vista, so che è lì, sento la sua voce, ma non riesco a vederlo. Nella nostalgia di eventi felici passati, che non potranno più esserci. 

È una sensazione che toglie il fiato, qualcosa che non si può superare, non è possibile, sopratutto non come lo ho vissuto io. Traumatico, incontrollato, veloce ma per la sua evoluzione forse troppo lento. 2 settimane che hanno cambiato la mia vita per sempre. E da lì, poi, il declino. E ferite che non si rimargineranno mai. Si rimarginano ma sanguinano e si riaprono con una facilità impressionante, un girone dei dannati. 

Appena mi hanno detto che la avrei superata ho subito capito che fosse una cazzata, non si supera, o magari riesci a tollerarlo se la tua vita prende una buona piega, ma poi per me ci sono stati anni di merda. E no, non la ho superata anzi, vivo con il dolore lacerante che si acutizza quando poi ci sono di nuovo dei momenti no, dei momenti tristi, dei momenti difficili. E non sono d’aiuto. Mai. 

Mi portano a pensare che forse avrei potuto, che forse avrei dovuto, che magari potevo dire.

Tutti momenti passati, tutti momenti morti. Fantasmi che mi perseguitano.

Ed io rimango così. Ferma. Che respiro poco e con difficoltà. Non è l’umidità. È proprio la morsa in petto. 

Lavorando.

Diciamo che il lavoro va bene.

Diciamo che la vita a tratti da uno schiaffo e in altri una carezza.

Diciamo che i miei giochi preferiti sono fermi lì e non si muovono.

Diciamo che ho abbandonato un pochino tutto.

Diciamo che fa veramente caldo.

Diciamo che vorrei fuggire e rifugiarmi in Germania nella foresta nera (si chiama così?). Così, al fresco. 

In questi giorni mi sono soffermata a pesare la qualità della mia vita, sopratutto quando una persona, sotto un mio post, mi ha scritto che sono sempre arrabbiata 😡. E che devo fare? Non posso darle torto. Scrivo solo quando ci sono cose da dire e le cose da dire mi vengono quando le palle mi sono girate talmente tanto che mi hanno letteralmente fatto prendere il volo. Non è colpa mia. 😇

Intendiamoci, io non sono sicuramente una dal carattere facile, ci mancherebbe, non me la racconto proprio una storiella del genere. Ma amo vivere in pace, amo la tranquillità tra le mura di casa, amo le risate delle mie figlie e dei bambini in generale (tranne in mezzo alla notte e quando non hai a casa bambini cit.), amo uscire e andare al parco, far correre il mio cane, portare le mie figlie in bici, al bioparco, al parco acquatico, vedere famiglie felici, chiacchierare con le persone (questo un pochino meno). Non è che auspico all’ estinzione del genere umano (non sempre almeno). 🤔

Il problema mio e della società è che la società è diventata uno schifo. Mi arrabbio appena metto piede fuori casa, per questo poi a fine giornata sono inviperita, e si, lo so che probabilmente non arriverò ai 60 perché mi verrà un ictus o qualcosa del genere, ma non ho paura di morire, non sono cattolica e non credo nel paradiso ma sono abbastanza tranquilla perché so di aver dato il meglio nella mia vita, sempre, e anche con chi non lo meritava affatto il mio meglio. La morte fa parte della vita quindi si, probabilmente il mio nervoso e la mia ansia mi faranno schioppare qualche vena prima o poi, ma tranquilli, moriremo tutti 😂.

Tornando a bomba però, dicevo, mi innervosisco da appena esco di casa. Ed è una cosa che mi succede da quando ho lasciato la Sardegna. Probabilmente quando mi dicono che una piccola città è più facile da gestire e palle varie hanno anche ragione, ma non è solo la gestione della città il problema. Il problema è proprio la gente. 😶

Qui regna il caos, ed io sono una persona che non riesce a vivere nel caos, nel disordine mentale della gente, nel non rispetto delle regole. Non ci riesco. Non attraverso con il rosso e ho insegnato alle mie figlie a non farlo. Invece qui siamo le uniche a stare ferme al semforo. “Ma che cazzata” starete pensando, e invece no. Non è vero. Vedo mamme attraversare in diagonale gli incroci più terribili con i bambini per mano, corrono per cercare il momento in cui la strada è libera. Con i bambini ripeto. Con dei bambini per cui le regole sono talmente importanti che non si può insegnare loro che “Vabbè fanculo al semaforo non passa nessuno adesso”. Sono gli stessi bambini che adesso tiri per mano, ma un giorno andranno da soli a scuola, non staranno attenti, attraverseranno a cazzo e quando verranno investiti si dirà “Ma poverini” e magari la mamma darà la colpa all’ automobilista. Eh no stronza. La colpa è la tua, che se tu per prima avessi insegnato a tuo figlio un minimo di rispetto per una regola così piccola adesso non sarebbe stato investito. Che poi i ragazzini si trasformano in perfetto stronzi è un altro discorso, ma minimo l’insegnamento glielo devi dare. 😒

Cacca, cacca di cane ovunque. Ho il cane ed esco con i sacchetti, io e pochi altri stronzi, per il resto dobbiamo schivare le cacche dei cani altrui. La cosa più assurda? Riescono a far fare la acca ai propri cani sui muri. Dico io, ma come fanno? Sono cani circensi? Metri di muri cagati dai cani. Ma si può? 💩 

Prendiamo la macchina? Lo slalom tra chi cammina in mezzo alla strada, occhio ai pedoni che attraversano in ogni dove, le strisce sono un optional, la gente si butta sotto, i marciapiedi vuoti (a parte la cacca) e tutti che camminano allegramente in mezzo alla strada, ma dico, dove vi credete, in una sagra di paese? Non è che in via Boccea ti puoi fare i vasconi avanti e indietro come in una paesino di montagna, sali su quel cazzo di marciapiede. Gli automobilisti dovrebbero avere la licenza di falciare chi non attraversa sulle strisce e non cammina sul marciapiede. ☠️ Ah, e non attraversa con il verde, ovviamente.

Macchine selvagge, passano contromano e te le ritrovi davanti mentre tu cammini nella tua corsia, nemmeno si scusano. Chi guida lo scooter passa completamente contromano, ti devi spostare tu perché loro per superare le macchine sono nell’altra corsia. Io per fargli dispetto non lascio mai lo spazio e cammino filo alla linea di demarcazione a sinistra. Vuoi superare, dai facciamo un frontale, io sono in macchina, la peggio la hai tu, e mi paghi pure i danni. 😡

In terra trovi di tutto, bottiglie, assorbenti, panini e pezzi di pizza, frutta mezza mangiata, noccioli, (cacca), materassi, frigoriferi, mobili completi, pc, e non diamo la colpa all’ama per cortesia, ci sono le isole ecologiche per certe cose, non è colpa dell’ama se tu  la butti accanto al cassonetto, è colpa tua coglione, e hai voglia a fare le foto dementi con il titolo “Raggi perdonami”, non la ha buttata la Raggi la dispensa accanto al cassonetto, la ha buttata un coglionissimo cittadino. 🤷🏻‍♀️

È facile prendersela con chi amministra male, dare la colpa al politico di turno che non fa nulla. Si certamente, la città viene amministrata di merda da anni, sarà anche un casino da rimettere in piedi una città così grande, ma si dovrebbero prima di tutto rieducare i cittadini. Perché la cacca del cane non la lascia l’amministrazione comunale, la lascia il cittadino. Rieducazione stile arancia meccanica, ecco cosa ci vorrebbe. Sicuramente la città continuerebbe ad essere amministrata male, ma sarebbe comunque più vivibile. E fatevelo cazzo un esame di coscienza. 💆🏻

Per non arrabbiarmi dovrei non uscire mai di casa, ma non mi è possibile purtroppo. Ho due bambine e un cane, ho un gruppo di lavoro che seguo ed ora comincio ad avere ragazze anche sul territorio, quindi devo per forza uscire di casa 🏡 con Frafra amavamo fare le passeggiate mano nella mano e quello lo abbiamo abolito, tornavamo a casa idrofobi. 👫

Quindi fatemi un favore enorme, prima di buttare una cartaccia, di non raccogliere la cacca del vostro cane, di scaricare un tavolino dove non dovete, di mangiare la frutta e buttarne il nocciolo sul marciapiede, di camminare in mezzo alla strada, parcheggiare in seconda fila, camminare in contromano, attraversare con il rosso o non sulle strisce. Prima di fare gli stronzi ineducati incivili cafoni teste di cazzo, pensate che poi mi costringete a scrivere sempre incazzata e piantatela, pensate che la vostra maleducazione ricade sugli altri in un modo o in un altro. E i vecchi, cazzo, attraversate con il verde che mie figlie vi guardano alienate. Dovreste essere l’esempio per le nuove generazioni brutti stronzi. 👴🏻👵🏻

Diario di bordo di metà mese di maggio.

Eccola qui, scostante come al solito, sempre incapace di mantenere gli impegni e di stare, come si suol dire, sul 👉🏼pezzo👈🏼.

Io nemmeno so che cosa significa stare sul pezzo, o meglio, so cosa significa, ma non mi interessa starci🤔.

Per stare sul pezzo devi sempre avere qualcosa da dire🗣, anche quando non hai nulla da condividere, ed io invece sono una così, io preferisco stare zitta🤐 se non ho niente da dire, e da quando ho iniziato a fare la capogruppo devo dire che oramai ci penso anche due volte ad intervenire, sotto qualsiasi post capiti. A volte scrivo lunghe risposte intelligenti, pungenti, nel mio modo tipico da presa per il culo mentre ti apro gli occhi alla verità e ti faccio anche rimanere male, poi finito di scrivere mi fermo, e mi chiedo se ne vale la pena di perder tempo. La risposta ultimamente è quasi sempre “No”. E cancello.


Queste ultime settimane sono state un pochino un reboot delle piaghe d’Egitto. Non era ambientato in Egitto, ma sempre piaghe erano, e ne ho parlato anche nel mio precedente intervento, anzi no, in quello prima ancora🤔. Nell’ultimo ero in depressione, sotto benzodeazepine e volevo tentare il suicidio☠️, ma ogni tanto va così, sono gli strascichi della mia vita nella stessa casa con mio suocero, ogni tanto al suicidio una ci pensa per forza🤐.

Pare comunque che l’allergia una pausetta se la sia presa, che la bronchite asmatica abbia deciso di allontanarsi (mi mancherai, ma ci vediamo in autunno 🍂), che gli starnuti, la tosse, il naso che cola e tutti gli annessi e connessi si siano o si stiano stancando di me, e piano piano mi stiano abbandonando. Molto lentamente però, che mica abbiamo fretta noi. 😝

Maria studia, Ilaria studia (ma ultimamente sta a casa per vezzo, che lei ancora se lo può permettere in prima elementare, e in generale siamo tutti abbastanza stanchi a dire la pura verità.

Speriamo in una ripresa definitiva, nella fine della scuola, nelle vacanze meritate ed in un’estate decente. 🙏🏼

Quando sai che così non è.

Capita a volte, quando meno te lo aspetti, che il tuo cervello faccia brutti scherzi.

Vuoi una cosa, la hai sempre voluta, ma chissà perché il tuo cervello ti fa credere che ci siano soluzioni per te che vanno meglio.

Ma non è così. Poi te ne  rendi conto. Non è ma così. Anzi. Ma di solito è troppo tardi e i giochi sono fatti.

Che ne so. Ti piace un parco naturalistico ma il tuo cervello, nel più bello che stai ammirando la nascita di un fenicottero, ti dice che se corri all’altro capo del mondo ci sarà un parco migliore di questo. Corri, nessuno ti segue e tu ci vai da sola, e poi quando arrivi lì ti rendi conto che il parco è bello, davvero, è pure migliore, ma tu volevi vedere quel piccolo fenicottero che veniva fuori dal suo uovo. Era con quel fenicottero che volevi rimanere. Ed invece adesso sei in un altro parco, con altri animali bellissimi, ma il fenicottero ti manca da toglierti il fiato, perché volevi vedere, davvero, volevi vedere come sarebbe andata a finire. Volevi vedere se il piccolo fenicottero avrebbe fatto tutto da solo, se si sarebbe liberato da quel guscio, se si sarebbe messo in piedi senza l’aiuto di mamma fenicottero. Invece sei in un bellissimo parco, ma quell’unico fenicottero in tutto il mondo che avresti voluto vedere, quel fenicottero che volevi seguire, non c’è. E non puoi tornare indietro perché sai che quel fenicottero oramai è andato via.

Rendo l’idea.

Ecco. 

Cosa succede quando …

– Quando arriva il tuo quarantesimo compleanno e hai accanto solo il tuo piccolo nucleo famigliare e tua mamma.

Beh, succede che quando spegni la tua candelina, nella mente vedi anche i visi di tutte quelle persone che avresti voluto avere vicino in una data che dovrebbe essere almeno un briciolo importante, e invece siete solo in 5, certo magari quelli più importanti, ma di gradi di importanza ce ne sono tanti, ed alcuni differiscono da altri solo per una briciola.


– Quando tua figlia parte per il campo scuola e ti chiama in lacrime perché è stata accusata di essere bugiarda solo perché ha riportato qualcosa che probabilmente le insegnanti non volevano che riportasse.

Beh, succede che avresti voglia di arrivare fino in Toscana, fosse pure a piedi, con la katana in mano, a spiegare a queste insegnanti che punire o rimproverare un bambino perché ha detto alla mamma cosa succede in gita anche se le insegnanti avevano detto di non farlo è proprio di dubbia morale, e sopratutto, ma chi cazzo sei tu per cercare di obbligare mai figlia a tenere le cose nascoste! 

Passategli la mia Katana di Hello Kitty


– Quando vedi il tuo nome al 32esimo posto tra più di 2200 capogruppo come fatturato di gruppo.

E che succede. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è giusto, che alle tue ragazze sta passando tutto il tuo entusiasmo, tutto l’amore per questo lavoro, che quello che hai fatto non è solo arraffazzonato, distratto, incasinato, buttato la, iniziato, messo in pausa, continuato e mai concluso come di solito sono le mille cose che inizi. No. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è assolutamente il tuo lavoro. Che ci sei nata, che ti piace, che magari non saresti mai potuta stare sotto un capo che ti rompesse i coglioni o nello stesso ufficio con dei colleghi che odi, che ti serviva un lavoro dove sei tua gestirti, dove sei tua scegliere per chi lavorare e con chi. E finalmente hai la riprova che le capogruppo non hanno delle Consigliere che lavorano per loro, ma che sei tu che lavori per far guadagnare le tue Consigliere, e quando il tuo gruppo fattura tanto, significa che di Consigliere che si sono messe dei soldi in tasca ce ne sono diverse, e li sei davvero felice. Davvero tanto.

#Yves Rocher, il mio mondo, il mio lavoro, il mio futuro.


–  Qua Tua figlia parte per il campo scuola e tu fai programmi hard con il tuo compagno, stili un programma di ginnastica dimagrante, bagni rilassanti, passeggiate stimolanti (tanto in casa c’è tua mamma che ti può tenere la piccola).

E che succede … succede che invece ti viene un herpes labiale che ti infiamma il nervo del trigemino, ti arriva in concomitanza anche un mal di testa che spostati Jack Skeleton che la zucca 🎃 mi si sta spaccando in due, il ciclo per tutto lo stress si anticipa di qualche giorno, piove a dirotto, hai pure mal di denti. Finalmente allora hai la prova che Dio davvero non esiste, nel caso invece esistesse sai con certezza che tu gli stai sul cazzo e ti riprometti di non rimproverare più Frafra quando bestemmierà di gusto. 


E comunque mi manca Maria, ecco.

Momenti

Diciamo che la vita va avanti.

Diciamo anche che ho compiuto 40 anni, si diciamolo va. 


Diciamo che probabilmente ho il vizio di prendermi più impegni di quanti non riesca a portarne a termine, non dimentichiamolo.

Diciamo anche che in casa non è possibile minimamente riuscire a fare anche la metà delle cose che vorrei fare, a causa di intromissioni esterne di figlie e di adulti che non dovrebbero proprio mettere bocca nelle cose.

Diciamo che lavorare non viene più semplice (ne a me ne a Fra), non per le ragazze, ma proprio per il clima interno, non al mio gruppo, ma nella mia vita. Loro no, loro sono favolose, le rompicoglioni le ho sfanculate, ma sfracassavano le gonadi a me, non alle ragazze.

Insomma, il periodo non è dei migliori, come lo guardi lo guardi, il 2017 poteva pure rimanersene dove stava. 

Già, chissà perché poi ci si aspetta sempre grandi cose dai nuovi anni, dal prossimo farò un conto delle sfighe e delle cose che possono andare male, magari riuscirò a sorprendermi in positivo Questa volta.

Però vabbè. Alla fine si deve continuare ad andare avanti, anche se quando chiudo gli occhi ogni tanto evado. Non dalle persone, almeno non da tutte, ma dai posti. 

Mi ricordo quando avevo la buona abitudine di andare nel mio posto speciale ogni notte, quando chiudevo gli occhi 👀. Quel mio posticino solo mio, nascosto nel profondo dei miei pensieri. Quella radura nel bosco, con quel bellissimo altare in pietra, pieno di muschio, quel laghetto con i due cigni, i pesci, e le persone care tutte li, quelle che non posso più abbracciare quando i miei occhi sono aperti. Tante cose da fare in quella radura, anche il solo sdraiarmi sull’erba e decidere di dormire li, così, rendeva il mio riposo  migliore, non mi svegliavo mai stanca. 🤔

Ecco, una vecchia abitudine da riprendere, nel modo più assoluto. 💪🏼

E rieccomi qui

Si lo so, vi chiedete se ho preparato la mia lista di buoni propositi. Si. In effetti si, il giorno stesso che ho pubblicato lo scorso intervento, solo mi sono dimenticata di pubblicarla qui 🙄

Perché? Beh ovvio, immagino che voi non vediate l’ora di leggere i miei sproloqui e di farvi gli affari miei, io d’altronde sono passata dal diario segreto al diario pubblico (che poi nemmeno è vero, io il mio diario segreto lo ho sempre e ci metto tutto ciò che non è lecito raccontare), ma ho avuto DAVVERO un paio di settimane da incubo.

In primis Ilaria che stava male 


e chi mi conosce sa che, essendo io un soggetto ansioso, anche una semplice influenza per me significa visioni di morte 💀 e di dolore 😖 .

Poi ci sono stata io, mal di testa che sembrava mi stessero aprendo il cranio in due e dolori agli occhi tanto forti da evitare la luce del sole come la peste (e ovviamente l’idea che si insinuava nel cervello che fosse un tumore nascosto chissà dove). Se state pensando che io sia ipocondriaca vi dico subito di no, altrimenti passerei la vita tra medicinali e medici, la verità è che io invece i medicinali li fuggo come la peste e i medici pure. 


Insomma, ieri è passato il mal di testa ed ecco che oggi sono qui a scrivere sul mio iPadDino (si, gli ho dato un nome), pigiando su questa tastierina che io adoro e trovo comodissima (non meno della tastiera meccanica wirlessssss che mi ha regalato il mio amore per Natale, rosa confetto, poteva essere diversamente?) Ma a voi non ve ne frega nulla delle mie preferenze Aitech lo capisco. Quindi andiamo oltre.

La mia lista di buoni propositi? Ok subito.


Eccola qui, da notare la punta del mio piedino. Inutile dirvi che appena stilata la lista almeno la metà dei miei buoni propositi sono andati a farsi benedire. Non ho contato fino a 10 e Ho litigato con Fra partendo di petto come faccio io e individuando il nemico nella persona che ho di fronte, di pazienza ne ho avuta poca, ho detto una sfilza di parolacce che nemmeno in un camionista molesto e per chiudere in bellezza avevo un barattolo con la nocciolata. Si appunto. Avevo. Ovviamente il mio spirito non ne ha giovato e quindi anche la spiritualità che volevo recuperare è finita qualche gradino più giù nel baratro. In meno di mezz’ora stavo per blastare la mia lista, perché poi si sa, l’odio sale e ci passano pure le persone che non hanno fatto nulla, chi c’è nei paraggi. E qui oltre alle figlie avevo anche la mamma. Quindi levavo pure la parte della parentela tutto in un colpo. Un record. Davvero. E li avevo appena scritti! Passata la tempesta mi sono fatta i complimenti da sola. Se lo avessi organizzato un fallimento quasi totale di una lista di buoni propositi nel giro di un’ora e mezzo non sarebbe stato così preciso. Vabbè dai. Io sono un diesel, i migliori non si vedono mai alla partenza ma all’arrivo (seeeeeeee 🙄).

Detto questo diciamo che non ci sono stati solo aspetti negatici in questo gennaio, benché debba ammettere che questo 2017 ha già messo a dura prova la mia proverbiale pazienza (inesistente). Che poi sarebbe semplice no, basterebbe passare almeno un gennaio decente che già farebbe la differenza. 

Ma dicevamo. Non tutto è andato poi malaccio. Qualcosa è andata pure bene 😝


Ed eccola qui la nostra buona notizia. Questa è Porzia ( e guai a chi avrà qualcosa da dire), ha il nome del mio pucciosissimo e amato personaggio di animal crossing (che porco culo non riesco mai ad avere poi). 

Si, i colori non tornano, ma quando devi prendere un cagnotto non è che stai a guardare le sottigliezze.

La nostra piccola principessina arriverà a casa entro metà febbraio, con vaccini, microchip, sverminata e spulciata. Insomma, con il servizio completo (o quasi). Ed io sono felicissima, erano anni che sognavo di riavere un cagnotto in casa onestamente, mi mancava davvero tantissimo 😍😍😍

E questo è quanto per ora. 

In effetti avrei anche qualche altra cosa da scrivere, magari sul lavoro, magari sulle stronze che mi capitano a tiro, ma diventerei la solita lamentosa, che già ci ho dato dentro fino ad ora 😅

Ciauz 😘😘