Ed io ci provo

Eccomi qui, con uno spirito meno distruttivo del solito questa volta.
Sono giorni un po’ così.
In queste ultime settimane, fra ddl Cirinnà, #svegliatiitalia, family day, preti che parlano di famiglia, politici che vanno a prostitute che inneggiano alla famiglia tradizionale, padri tradizionali che sgozzano i figli … insomma, ce ne sono state per tutti.
Ho deciso di rimanere calma, cosa che non è da me. Di smettere di guardare sempre la parte no. Di volgere anche uno sguardo alle cose belle della vita. Ogni tanto c’è bisogno anche di ridere.
Mi ci ha fatto pensare ieri Frafra.
Ieri, mentre cenavamo, Frafra per convincere Ilaria a raccontarci il perché di una cosa, ha preso Spocchia. Spocchia altri non è che una rana comprata a Londra, una di quelle marionette dove infili la mano, le dita, e le dai vita. È una rana inglese, che parla come Enrico Montesano quando faceva la signora inglese all’ora del tè.

Ilaria richiede spesso la presenza di Spocchia, è uno dei momenti con il padre che preferisce. Mentre con Ilaria Spocchia è saggio e amichevole, con Maria invece è molesto all’ennesima potenza. Quindi mentre parlava con la piccolina, da dietro la mia schiena faceva gesti dell’ombrello alla grande, con tanto di tié ben definito. Maria ovviamente rideva, Ilaria in quel frangente invece osservava. Alla fine la piccolina di casa ha chiamato la sorella e con un fragoroso tié, ha fatto il gesto del l’ombrello alla più grande.

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Ovviamente non doveva capitare, ma la situazione è stata talmente comica che, dopo averle detto che era un gesto volgare che non doveva ripetere, non abbiamo potuto trattenere le risate. Piangevamo. Maria buttata in terra, Frafra perdendo l’equilibrio mentre era accovacciato con ancora Spocchia in una mano, io nella sedia con Ilaria sulle gambe che non capiva il motivo di tanta ilarità. Abbiamo riso per un mucchio di tempo, di cuore, per una cosa che ci avrebbe dovuto far rabbrividire e che invece è stato il momento più divertente con le bambine da settimane.
Già, da settimane.
Inizialmente, una volta finita la crisi di risa, io ho ripreso la mia faccia grave al pensiero che Ilaria potesse ripetere la cosa, ma Frafra rideva ancora. Rideva e rideva. Una risata che era tanto che non gli sentivo. Una risata di cuore.
E allora ho capito.
Ho capito che va bene i problemi, va bene che la vita non è facile, va bene che le cose non sono andate come proprio ce le aspettavamo, ma non per questo dobbiamo punirci ulteriormente diventando seri, musoni, quasi tristi.
Ho capito che anche un gesto dell’ombrello può essere divertente anche se non proprio educativo, basta spiegare poi che è una cosa da non ripetere.
Questa mattina mi sono svegliata arrabbiata come al solito, sgarbata, scocciata, musona. Ma prima ho visto Spocchia. Nel suo accento londinese mi ha detto di ridere, mi ha ricordato che triste o felice i problemi ci sono lo stesso.
Ma non sarebbe meglio affrontarli con un sorriso?
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