Anno nuovo e vita nuova

Buon anno a tutti!

Questa volta non aspetterò dei mesi per scrivere l’intervento del nuovo anno, lo faccio abbastanza in fretta, oggi è solo 5 Gennaio, e benché non sono sicura che pubblicherà proprio nella data di oggi o in quella di domani (o pure dopo), il solo fatto che lo sto scrivendo adesso, anche se per gli altri non ha un significato preciso, per me invece ha importanza, perché non sto rimandando.

Oggi mi sono arrivati due libri, giusto dei manualetti, che attendevo di leggere da un po’. Li controllavo da qualche tempo oramai su Amazon e l’altro giorno mi sono decisa a comprarli, con il Prime li ho avuti nel giro di 48 ore.

In puro stile FlyLady, tutto quello che aiuta a vivere meglio la casa è ben accetto!

In puro stile FlyLady, tutto quello che aiuta a vivere meglio la casa è ben accetto!

Ovviamente li ho subito aperti, ma la mia attenzione è stata rapita dal “Quaderno degli esercizi per liberarsi delle cose inutili”.  Mi aspettavo di trovare una lista di esercizi pratici per liberarsi da foglietti, cianfrusaglie, soprammobili e quant’altro, invece con mio sommo stupore le “cose inutili” prese in esame da questo simpatico quaderno non sono solamente quelle materiali, ma anche altre. Nelle prime due pagine spiega come le “cose inutili” materiali e non, ci impediscano di vivere appieno la nostra vita, di non essere mai noi stessi, di non sentirci mai completamente liberi. Sembrerà stupido ma la cosa mi ha fatto riflettere parecchio, e sono arrivata alla conclusione che la mia vita è piena di “cose inutili”, e che purtroppo quelle non materiali superano di gran lunga le altre. Ho cominciato allora a pensare a come avrei potuto fare per migliorare la situazione.

Ho immaginato la mia testa come un appartamento, di modeste dimensioni, all’interno del quale sono circondata da “cose”. Ho cominciato a pensare a come poter rimediare spazio, a come liberarmi delle cose che alla fine non erano importanti e mi sono messa a riflettere un pochino. Anzi, più di un pochino. Durante tutto l’arco della giornata, anche se non sembrava agli occhi degli altri, mi sono interrogata su quali fossero per me le cose veramente importanti.

“La famiglia”, mi sono risposta immediatamente, la famiglia, di origine e non, è quella parte di me della quale non potrei liberarmi, con problemi annessi e connessi non potrei mai farne a meno. Posso anche allontanarmi a periodi, posso non farmi sentire, posso anche detestarla a tratti, ma è  sempre li, è quella parte di me che mi rimane dentro volente o nolente e che amo il più delle volte e detesto ogni mille, ma comunque sia nessuno potrà mai toccarla. La mia famiglia è una grande famiglia, anche con i nostri controsensi, siamo uniti da un filo invisibile che non si può e non si deve toccare (i legami dei quali potevo fare a meno li ho già tagliati da qualche anno). Ovviamente al primo posto della mia famiglia ci sono le mie figlie, ma questa è una specifica che ritengo superflua.

“Gli amici” è stata la mia seconda risposta. E qui, mi duole dirlo, ho vacillato. Mi basta dare uno sguardo a Facebook per capire che porto avanti alcuni contatti solo per nostalgia del passato, per non offendere, per #nonsonemmenoioperché. Ci sono alcuni contatti che proprio mi fanno star male, mi mettono disagio, mi trasmettono delle sensazioni veramente orribili, eppure continuano a stare li. Ci son persone che mi hanno tradita, mi hanno ferita, persone che mi hanno fatto delle cose così dolorose che non potrò mai perdonarle, eppure le tengo li e faccio finta che non ci siano la maggior parte delle volte, e quando queste persone mi contattano mi attacco al ricordo di quello che queste persone sono state per me in passato. Alcune di queste in particolare mi hanno girato le spalle in un momento talmente delicato della mia vita che, nonostante io le abbia amate tantissimo, il solo vedere le loro foto accende in me non i bei ricordi di tanti anni passati insieme, ma solo il dolore di quei momenti in cui ero sola perché loro mi avevano abbandonata. Eppure sono li, perché non le odio, perché non ce l’ho più con loro, perché posso anche capire il loro atteggiamento sforzandomi un pochino, ma questo non toglie che la loro presenza è un peso, nonostante l’affetto che per loro non morirà mai, per una di loro sopra tutte le altre.

“Le mie passioni” sono venute per terze. Anche qui un pochino i miei passi han tremato. Quali sono i miei hobby, le mie passioni? Quante ne ho? Migliaia forse. Cerco di seguirle tutte? Si, ne seguo bene almeno una? No. Perché? Perché sono troppe e non posso concentrarmi su una in particolare. Ricette, disegni, libri, musica, videogiochi, agende, cartoline, casa delle bambole, decoupage, ritagli, stickers, fotografia, scrittura, blog, gruppi su facebook, trucco, video, animali, giardinaggio, spiritualità e chi più ne ha più ne metta. Quanti ne seguo bene? Zero. Non sono più nemmeno riuscita a seguire il mi spazio sacro astrale perché la notte quando mi corico ho il cervello talmente incasinato che non riesco ad andarci. E dire che qualche anno fa li dentro riuscivo a trovare il mio unico e solo spazio di pace e tranquillità, di benessere interiore, il mio luogo di ricarica. Era pieno di significati sotto forma di animali, persone, paesaggi. Ora credo sia rimasto ben poco.

“La mia casa” è arrivata in ultimo, forse perché la casa non è mia, ma essendo comunque quella in cui vivo, devo per forza sentirla almeno un pochino “mia”. Diciamo che forse quest’ultimo punto, insieme alla famiglia, sono quelli che si sono salvati. La casa ovviamente si è salvata solo in parte. Da quando, a Luglio scorso, sono venuta a contatto con il fenomeno di Fly Lady, devo dire che la nostra casa è notevolmente migliorata, siamo più organizzati, riusciamo a tenere sistemato e pulito senza doverci smazzare troppo, certo, 3 gatti, due bambine e 3 adulti non sono semplici sa gestire, ma devo dire che, con l’aiuto sempre valido di Frafra, riusciamo senza troppi problemi. Però la nostra non è proprio vita, perché non godiamo appieno delle cose che abbiamo perché ne abbiamo troppe. Non abbiamo spazi, non abbiamo un armadio che sia pieno solo di abbigliamento che utilizziamo (e tralascio la parte dell’abbigliamento vecchio delle bambine che rimane li, un pochino lo regalo, un po’ ne ho dato a Pamy, ma ne ho ancora troppo), non abbiamo tempo che basti per qualcosa che veramente ci interessa, perché passiamo il nostro tempo a pulire, a ordinare, a cercare di ottimizzare gli spazi, quando invece dovremmo solo riuscire a liberarci di quelle cose che non ci servono, e ce ne sono tante. Tenute perché sono appartenute a qualcuno di importante, tenute perché ce le hanno regalate, tenute per sentimentalismi anche se ci fanno cagare da quanto non ci piacciono. Alcune proprio a vederle non mi danno nemmeno una sensazione positiva come invece dovrebbe essere. Abbiamo uno stanzino dei giochi pieno di oggetti che le bambine non toccano da anni ma che non leviamo perché “oh, ma poverine, se poi lo cercano”? E quelle continuano a non cercarlo e l’oggetto a rimanere li. Io poi ho un problema veramente grande con i peluche. NON POSSO BUTTARLI. Alcuni, troppo pochi, quelli proprio brutti, sono riuscita a gettarli via, non li ho nemmeno regalati, ma la maggior parte di esse stanno nel soppalco e prendono un sacco di spazio. Spazio che potremmo utilizzare per cose veramente importanti.

Ecco. La nostra vita e la nostra casa sono piene di “cose inutili”, che chissà per quale malato motivo, non riusciamo a buttare via.

Ma io ho deciso di cambiare rotta. Si, già da ieri notte (oggi infatti è ormai 6 Gennaio … Buona befana a tutti!), ho cominciato a cancellare contatti da Facebook. Persone che nemmeno mi ricordavo perché le avessi tra i contatti, eppure erano persone che leggevano il mio profilo e, volendo, potevano farsi tranquillamente i fatti miei. Ho capito solo ieri che NON mi andava a genio. Ne ho ancora da cancellare e tra questa sera e domani terminerò la pulizia. Terrò con me solo chi mi da sensazioni positive, chi non ha sempre da inondare la sua bacheca con problemi su problemi, con lamentele, con il loro sputare sopra tutto e tutti. Cancellerò queste persone perché mi sono resa conto che io, a furia di leggere stati velenosi, razzisti, bastardi, ho peggiorato il mio vedere il mondo in maniera spaventosa. Mentre prima riuscivo comunque a cogliere il bello, oramai uscirei solo ad ammazzare qualcuno. Anche prima avrei ammazzato le masse, ma più sporadicamente. Si, lo so che vivere in una città come Roma non mi aiuta, ma preferirei comunque rimanere solo con il mio di malcontento, senza dover stare a subire anche quello degli altri, che di riflesso mi peggiorano la giornata. Si, è vero, io mi carico come una molla. Io non lo so se questa sia una patologia psicologica, ma il mio umore migliora o peggiora a seconda di quello degli altri. Qui a casa è già un problema, se Fra ha le palle girate e io no, alla fine vedrai che sarò io a litigare con lui, perché mi lascerò prendere dal suo di nervosismo, dimenticandomi che io non avevo un cavolo.

Il libro consiglia un esercizio molto semplice. Decidere degli obiettivi suddivisi in “settimanali”, “mensili” e ” annui”.

Ecco, il mio esercizio settimanale sarà quello di liberarmi delle persone che mi scordano l’arpa. Sia che lo facciano consapevolmente o meno, ho deciso di lasciarle dove stanno, e dirigermi io da qualche altra parte. Comincio da Facebook che credo sia la cosa più semplice da fare. Nella vita reale ho poso da lavorare su questo fronte, le persone che mi danno sensazioni non positive semplicemente non le frequento, non le vedo se non sono costretta da fattori esterni, e sicuramente non le sento. Mi dovrò liberare anche di persone che conosco ma che non vedo più per altri motivi, ma credo che non sarà difficile. Le persone che andrò a cancellare non sono persone che mi stanno antipatiche, o persone che odio, o che persone che per forza mi hanno fatto qualcosa, semplicemente taglierò con il passato, che poi è quello che mi da i problemi maggiori, problemi che ho già analizzato altre volte. Beh, potrebbe essere l’inizio di un cammino verso la guarigione magari, se non riesco a dimenticare, a perdonare, allora forse è meglio eliminare il problema alla radice.

Il mio esercizio mensile sarà quello di liberare lo stanzino dai giochi delle bambine inutilizzati. Non voglio fare la despota, non glieli farò sparire e basta, semplicemente, insieme a loro cercherò il modo migliore per portare via il caos che impedisce anche alle bambine di ogodere a pieno di tutto quello che hanno (oggi ho trovato un gioco ancora imballato nella plastica, che gli era stato regalato alla befana dello scorso anno, figurarsi).

IL mio esercizio annuale, e mi sbilancio solo perché l’anno è appena cominciato, è avere una casa più vivibile, non solo in termini di pulizia, e ritrovare una serenità interiore dimenticata da tempo.

Sarà un lavoro lungo, sicuramente difficile. Speriamo solo di farcela.

Intanto un bacio a tutti!

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2 thoughts on “Anno nuovo e vita nuova

  1. Il libro di Marie Kondo ce l’ho anch’io… inizierò a leggerlo a breve: ho anch’io tanto da riordinare e buttare! Va bene se come obiettivo del prossimo fine settimana prendo quello di disfare tutto l’addobbo di Natale e portarlo in soffitta?

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    • Secondo me va bene eccome! Fortunatamente per me ci pensa il mio compagno, lui lo fa e lui lo disfa! Comunque io quello della settimana l’ho finito in fretta, liberarsi delle persone in più nel mio profilo è stato più semplice del previsto. Adesso entro domenica decido quale sarà l’obiettivo della prossima!

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