E poi arriva anche la festa della patrona della scuola

Presa dalla pagina facebook (L'ottimismo di Lana del Rey

Presa dalla pagina facebook “L’ottimismo di Lana del Rey”

Ieri era la festa della patrona della scuola delle mie figlie. Scuola cattolica, purtroppo per me. A volte fare le scelte migliori per i propri figli è pesante e difficile. Da pagana mi ritrovo ad accompagnare le bambina a messa, al coro, a catechismo e a tutti i cazzi e mazzi che la vita di quella comunità impone. A volte mi pento di non essere stata più forte e di non aver fatto come suggeriva a me il cuore, piuttosto che usare il cervello. Giorno di festa a scuola, in questa scuola, significa rompersi le palle a preparare le torte e a portarle al banchetto (perché altrimenti Maria ci rimane male se io non la porto), ad andare in chiesa, ad ascoltare semi narcotizzata una predica pallosa e piena di cazzate (trovando tutti i riferimenti presi dalle altre religione da questa usurpatrice), a guardare persone che si ricordano di essere cattoliche solo quando vanno in chiesa e si permettono pure di prendere l’eucarestia (senza per altro essersi confessate, ci scommetto) ma che una volta varcata la soglia per uscirne si trasformano in iene schifose che si accoltellano tra loro, che sparlano degli altri e che, della famosa bontà d’animo e carità cristiana, non conoscono nemmeno il significato. Poi, finita la messa (io ovviamente con il mal di testa e schifata, ma felice per Maria che ha cantato le sue canzoni tutta tronfia di appartenere al coro), si parte alla volta dell’androne scolastico, dove le suore fanno trovare  la cioccolata calda, qualche biscotto, qualche ciambellone e le torte preparate da noi mamme, parliamone, poi, di queste NOI MAMME. Le torte le facciamo sempre solo le solite 5 o 6 fesse, che vogliono rendere felici i propri figli, ma tutte le altre parassite sono li, pronte a lanciarsi a mangiare.

Cavalcata delle Valchirie

Cavalcata delle Valchirie

Appena sorpassato l’androne ci si deve abbandonare alla rassegnazione dello schifo del genere umano. Le mamme e le nonne (si, perché di solito in queste feste infrasettimanali partecipano solo donne, rarissimo il sesso forte) si lanciano sopra i banchetti delle cibarie, manco fosse la cavalcata delle valchirie. Sembrano leoni della savana lasciati a morire di fame all’interno di un recinto e poi liberati in mezzo ad un gruppo di giovani e lente gazzelle. Calpestano i bambini, quasi. La prima torta ad essere presa di mira è quella di una mamma e amica, una fessa che, come me, prepara torte ogni santa volta. Lei fa una torta, lo chiffon, buonissima, veramente, io ogni volta che lo assaggio ne rimango estasiata.

Ingorde al massimo

Ingorde al massimo

Le mamme e le nonne più “anziane” della scuola oramai conoscono la sua bontà da 6 anni, quindi appena i vassoi con le torte vengono scoperti, la individuano e ci si buttano sopra. E’ un miracolo se i bambini riescono a mangiarne, veramente. Le mamme più coscienziose ne prendono una fetta per loro ed una per i pargoli, ma sono poche. Quest’anno è andata a ruba anche la mia di torta, quella ricotta e zafferano (cliccandoci sopra andrete alla ricetta nel mio blog di cucina), buonissima, tanto che per dare la possibilità alle maestre delle mie figlie e a Maria di arrivarci, mi sono fatta largo con le spallate e ho preso qualche quadrotto di torta nei fazzoletti, distribuendole io stessa, altrimenti stavamo tutte fresche. Le scene di fronte alla cioccolata calda sono medesime, si lanciano con i loro bicchieri di plastica e si fanno servire centinaia di volte. Nel corso di questi 6 anni all’interno di questa scuola ho visto le suore, piano piano, aumentare di volta in volta gli enormi thermos che la contengono, da uno solo sono passate a due, poi a tre, poi a quattro, quest’anno a 5. Queste persone poi sono assatanate, finché non finisce non si fermano mica.

Pronte a puntare il dito

Pronte a puntare il dito

Riempito il loro panciotto allora le vedi che si dividono in gruppetti. Le riconosci, le solite vipere. Di solito sono gruppetti di 4, massimo 5 mamme, si mettono vicine vicine e controllano tutto, parlando con una mano sopra la bocca, quasi a voler nascondere il veleno che stanno sputando sulle altre. Non vado a caso nel dire queste cose, alcune di loro, purtroppo, le conosco proprio. Sono le stesse che hanno fatto la fila, pie e silenziose, in chiesa per prendere l’eucarestia. Si vede che si sono già scordate di essersi ingollate il corpo di Cristo prima ancora delle torte e della cioccolata. Ma che poi il peccato di gola non è un peccato abbastanza grave? Non fa parte dei 7 vizi capitali? La chiesa non li ripudia forse? Mi sa che dovrebbero farsi un qualche esamino di coscienza queste persone … vabbè, ma di quale coscienza parliamo? Nessuna. Ho visto con i miei occhi una mamma santa e pia trattare a merda la figlioletta in chiesa solo perché piangeva, poverina, perché si annoiava (4 o 5 anni la bambina, ora non ricordo esattamente). Le ha minacciato di tutto, compresa la rigirata di botte e l’omicidio, dentro la chiesa questo, figuriamoci fuori. Io e la mia mamma\amica, allibite, abbiamo anche proposto una caramella alla piccolina per farla stare buona, ma la mamma ha detto un categorico NO (eppure ci conosce, non erano le classiche “caramelle da uno sconosciuto”), e ha continuato il turpiloquio nei confronti della figlioletta terrorizzata e piangente. Complimenti! Poi è andata a fare la comunione, si è masticata l’ostia in fretta in fretta ed ha ricominciato con le minacce alla figlia. Mamma mia … Questa è una “capetta” di un gruppo di mamme che si divertono a mettere zizzania all’interno della scuola, che ti fanno mille sorrisi e che poi, però, vieni sempre a sapere che hanno qualcosa da ridire sul tuo comportamento. Oh, per carità, sul mio non è che possano dire niente, io in quella scuola non sto con nessuno, solo con le mamme della classe di Maria, nemmeno con quelle della classe di Ilaria ho legato per ora. Loro invece le distingui perché sono malate di protagonismo, devono conoscere tutte le mamme della SCUOLA, devono avere i loro numeri di telefono in rubrica, chiedono sempre le ultime novità o i pettegolezzi sulle maestre, devono essere messe al corrente a qualunque costo su qualsiasi avvenimento, sopratutto spiacevole, che accade all’interno dell’istituto, in modo da poter montare un caso ed avere un buon motivo di critica. Spargono voci cattive come la zanzara Anopheles sparge la malaria, persone da nuclearizzare. E tutto questo in una buona scuola cattolica (le bestemmie che sento nel piazzale le userò per un intervento più avanti nel tempo, ci metterei troppe ore a descriverne la fantasia e i colori, che persone pie, poi le vedi a messa in fila per la comunione anche a queste).

Bah, che dire, viva le feste scolastiche della scuola cattolica 🙂

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