La fine delle mie vacanze

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Ed eccomi di ritorno, scrivo l’intervento di questa volta direttamente sulla nave che mi sta riportando a Roma. Anche queste vacanze son giunte al termine, e come ogni anno nel momento in cui sono costretta a salire sulla nave, l’unica voglia che ho è quella di scappare e di nascondermi in modo da poter rimanere, ma ovviamente non si può. In questo momento Ilaria sta ascoltando le canzoni dal mio cellulare, Maria invece sta guardando le foto fatte quest’estate e Francesco e mezzo sotto effetto xamamina, che poi oggi non ce n’era nemmeno necessità. Ho scritto già uno stato su fb con in sintesi quello che era accaduto in questo mese in Sardegna, ma qui ho la possibilità di dilungarmi, e a me il dilungarmi piace. La cosa più bella di questa vacanze è stata il poterla passare, finalmente, con mia sorella che non lavorava in continuazione. Quest’estate me la sono vissuta. Sia lei che il mio amatissimo figlioccio, che ho visto alla nascita, a natale e adesso. In un anno l’ho vissuto nemmeno 2 mesi, e lui è diventato un gigante nel frattempo, senza che io potessi godermi i suoi piccoli progressi, ma vabbè, che ci posso fare? Appunto.

Ho fatto solo due giorni di mare, si, mi vergogno, solo due. Ogni anno mi dico che farò giorni di sole intenso, poi alla fine capita sempre qualcosa per cui i giorni di mare vengono drasticamente ridotti, e quest’anno più degli altri. Devo dire però che quegli unici 2 giorni sono stati veramente belli. Prima di tutto ci siamo finalmente ritrovati tutti noi cugini insieme, anni che non accadeva. E poi abbiamo finalmente trovato i cavalloni, non alti come ce li ricordavamo da bambini, ma abbastanza grandi per poterci divertire, prima con i rispettivi figli e poi solo noi adulti, come quando i bambini eravamo noi. Un salto nel passato di qualità. Mi sono divertita più in questi due giorni che negli ultimi 10 anni di mare, e non sto scherzando. Vedere poi i bambini giocare tra di loro è stato intenso, finalmente JJ e Ilaria D. non si sono ignorati ma hanno cominciato ad interagire, peccato sia durata troppo poco, il prossimo anno dovranno ricominciare dall’inizio a prendere confidenza, speriamo abbiano magari più tempo di quanto ne hanno avuto quest’estate. In tutti i miei cugini (in effetti cugine più un maschio), ho ritrovato quei fratelli che ricordavo, con la miglioria degli anni che sono passati per tutti e che hanno livellato quelle differenze date dagli anni in più (i miei) e dagli anni in meno, finalmente siamo diventati un gruppo omogeneo. Quando poi tutti avranno dei figli saremo più uniti ancora, ma devo dire che già così ho trovato il tutto idilliaco. Poi ho finalmente passato di nuovo un pochino di tempo con la mia Sara, che adoravo alla nascita e amo tutt’ora da morire. Amo tutte le mie cugine, ma Sara rimarrà sempre Sara. Scoprire poi con gioia che anche la fidanzata è veramente una brava persona mi ha tranquillizzata. Si, è vero, l’avevo già incontrata a natale, ma che ci posso fare se non me la ricordavo! Ora invece l’ho anche un pochino vissuta (sempre troppo poco), di sicuro non me la scorderò facilmente, anche perché mi è piaciuta 🙂

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Vogliamo parlare della festa di compleanno che abbiamo organizzato per tutti e 4 i bambini insieme? Ma si, parliamone pure. All’inizio, devo dire, non ero particolarmente convinta, perché abituata a festeggiarle sempre da sole le bambine, ma poi invece la cosa si è rivelata vincente. Avremmo dovuto fare 3 feste, e i parenti si sarebbero magari trovati in difficoltà nel partecipare a 3 compleanni differenti, invece in questo modo sono stati radunati tutti quanti in una volta. Gli amici … che amici? I miei non sono venuti, quelli di Pamela idem e quelli di Michela pure. Sono venuti solo Tania con il marito e con il bambino, ma lei è un’amicizia che abbiamo tutte in comune, e devo dire che alla fine la sua presenza oltre all’avermi stupita (credevo che all’ultimo avrebbe cambiato idea visto che c’erano tutti i nostri parenti), mi ha fatto veramente ma veramente piacere (oltre al fatto che suo figlio sembra un bambolotto!). Gli amici glissati tutti all’ultimo, ma vabbè, se tanto mi da tanto gli amici che mancano alle feste dei tuoi figli tanto amici poi non devono essere, e lo stesso discorso vale per i parenti, diretti o acquisiti, che preferiscono andarsene al mare invece che partecipare alla festa dei tuoi figli pur essendo stati invitati ogni anno. Questo ovviamente sarà l’ultimo, sia per amici che per pseudo parenti serpenti viscidi. E non esistono intromissioni esterne con lavaggi del cervello da parte di sorelle, fratelli, cognati, vicini di casa o conoscenti. Chi snobba le mie figlie non è degno di niente, nemmeno della mia rabbia, solo la mia indifferenza gli è concessa (ma per sicurezza che passino comunque distanti dalla mia portata). Ma un vaffanculo primo e ultimo glielo dedico tutto. Comunque sticazzi, la festa è andata benissimo, i bambini si sono divertiti, le persone hanno interagito e chiacchierato serenamente, noi ci siamo divertiti. Le torte erano tutte belle e buone (un’ovazione a Francy ovviamente, che ogni anno che prepara lei la torta fa una porca figura rendendo le bambine entusiaste, e anche tutti gli altri a dire il vero). Cibo in abbondanza, bevande a fiumi, candeline soffiate e palloncini appesi, fotografie e 4 buon compleanno, filmini e tagli di torte e i guardiani del parco che ci volevano chiudere dentro, insomma, un successo 🙂

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In quest’estate in cui tanto volevo fare e poi ho fatto poco e niente però, ho avuto la possibilità di incontrare dopo qualche anno un amico che adoravo quando lo conobbi (16 anni fa), ho adorato in tutti gli anni che ho frequentato , e ho scoperto di adorare ancora. Chi è? Oimammamiachestupidaanondirlosubito! Ma è Jerry Cavallo! Chi è Jerry Cavallo? Ok ok, è Maurizio, ma Jerry Cavallo mi piace di più (ho scoperto si chiamasse Maurizio dopo anni :\ ). Non è stato uno di quegli incontri casuali, sai, magari per strada o mentre si fa la spesa. No. L’ho cercato io perché le bambine mi chiedevano di poter andare a cavallo. Mi sono ricordata allora in un lampo di lui, del fatto che quel Jerry Cavallo fosse dovuto a qualcosa, e non mi ricordavo ci fossero riferimenti sessuali di mezzo. Lo contatto su fb e ci si scambia il numero. Dopo 4 giorni ci siamo incontrati. Mi è sembrato di fare un salto nel passato, l’ho visto li, con il suo sorriso sempre uguale, praticamente lo stesso di 16 anni fa. Ho pensato a bagni nella naftalina per conservarsi e mentre si avvicinava mi aspettavo un odore di chiuso, tipo “alla larga da ogni agente atmosferico”. Invece no, si è avvicinato ed era sempre lui, il solito Maurizio, con lo stesso buon profuno di anni addietro. Il suo mantenimento? Il miracolo del non sentirsi addosso gli anni, e si che lui di anni ne ha oramai 48, ma è stato come rivederlo ai suoi 32, sempre uguale. Inutile poi ribadire che anche lo spirito è sempre quello, non è cambiato di una virgola, e sono felicissima che sia così! Mi sono chiesta in un nanosecondo perché fossi stata così stupida da allontanarmi da quel gruppo. Le cose andavano bene, si era amici ed erano tutti dei bravi ragazzi, mannaggia a quel qualsiasi cosa mi abbia fatto allontanare, ma tant’è, oramai è andata. Il bello però è stato il non sentire quel distacco durato anni, era come se ci fossimo dati l’ultima buonanotte qualche giorno prima (buonanotte perché si usciva la notte e si andava o a ballare o a cantare). Insomma, le bambine hanno avuto il loro giro a cavallo (non solo le bambine), la loro serata di pulcini, gatti, cani, cavalli da accarezzare da dietro la recinzione, cavalli ai quali non ci si poteva nemmeno avvicinare, mucche, buoi e vitellini, verdure fresche e odore di campo, aria buona, uova deposte la mattina e paperelle e galline (e quintali di cacca). Noi abbiamo avuto Maurizio (io, Michela e Frafra) e la sorpresa celata dietro la sua compagna, che pur non avendoci mai visto ci ha trattati come se fossimo amici da sempre, e di questo la ringrazio, perché se con lei mi fossi trovata a disagio di sicuro non sarei stata così entusioasta di aver rivisto il mio caro amico. Abbiamo passato la prima serata a bere qualcosa e poi ci si è lasciati con la promessa di rivederci appena possibile. Dopo 3 giorni ci siamo rivisti a cena da lui, nei sui 2 ettari di terreno pieno di vita. Le bambine non erano con noi a sto giro, quindi niente animali, ma si facevano sentire seppure non fossimo passati a vederli, i loro rumori ci hanno accompagnato durante la cena. Oltre alle risate abbiamo anche ascoltato buona musica anni 80 e 90, quella musica che insieme andavamo a ballare all’Eurogarden, divertendoci come pazzi e facendo colazione alle 5 del mattino dai caddozzoni. Insomma, se andarmene ogni anno è difficile e la nostalgia mi uccide, quest’anno sarà anche peggio visto che ho fatto tornare nella mia vita una persona cara che avevo perdo di vista, un’amico che contribuisce a far pendere l’ago della bilancia sempre più verso la Sardegna.

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I profumi della mia terra poi mi hanno inebriato anche questa volta, cerco sempre di respirare a pieni polmoni il più possibile in modo da poterli imprimere bene nella memoria, ma inmancabilmente, alla partenza scappano via e non li ricordo più.

Ho cercato di fotografare con la mente i colori, i paesaggi, anche quelli stupidi, che incontravo (che dire della rotonda di Pirri, quella dove sopra passa l’Asse Mediano, la adoro, la amo, tutta quella vegetazione cresciuta fitta tra quei piloni di cemento mi rallegra il cuore, perché mi fa capire che anche li, dove si snoda parte del traffico cittadino, c’è un piccolo polmone verde che batte).

Vogliamo parlare poi della parte scientifica della mia vacanza? Si, abbiamo avuto Super Quark in giardino durante queste vacanze. L’argomento? I topi di città che vanno a fare visita ai topi di campagna e che cominciano ad accoppiarsi con loro. Il risultato? Dei topi di campagna troppo grandi e con la coda grossa come i classici ratti dal pelo ispido. Insomma, ratti più carini, diciamolo. Per me che ho vissuto i miei anni adolescenziali (e non solo) allevando ogni tipo di animali (dai cani, passando per i gatti, i cricetti, le mantidi religiose, i bruchi di farfalle vanessa, le uova di lucertola, le cavallette, i gechi e quant’altro) le famigliole felici di topozzi nel giardino di mamma non potevano che rendermi felice. A mamma ovviamente molto meno. Sono rimasta 31 notti a guardarli fino almeno alle 3 del mattino. Più che topi sembravano scoiattoli da come saltavano da un albero ad un altro. Comunque vada, ho dovuto dare ragione all’odio di mamma verso i roditori, visto che se non fosse stato per le mura di cemento armato sarebbero entrati in casa. Hanno infatti passato il loro tempo a rosicchiare le mura esterne che toccano in giardino. Questo è già grave di per se nel caso si volesse tralasciare il fatto che qualche mese fa le avevano fatto il nido nella caldaia, impedendole di utilizzarla e di poter aver acqua calda. I cani? Si, Tino (il cane di mia sorella), è sicuramente un gran cane da caccia, una volta che glieli stani, altrimenti non serve a nulla, nemmeno a spaventarli la notte visto che se ne va a dormire sotto la veranda e i topi se ne vanno bel belli in giro. Syria lascia il tempo che trova visto che è cieca e mi pare anche l’udito e l’odorato siano in fase decrescente. Insomma, prima che arrivassi io avevano provato con il vischio, ma dopo diversi topi i roditori hanno deciso che, forse, non dovevano più passare sopra quelle tavolette lucide che mia madre e la sua vicina di casa gli posavano sopra il muretto, per molteplici ragioni: il fottuto lavoro e il fottuto dolore per liberarsi strappandosi la pelliccia, l’agonia se mia madre non si rendeva conto che si erano invischiati o la morte per affogamento nel caso invece se ne fosse accorta (lo so, anche a me fa venire i brividi sta cosa). Fortunatamente per mia madre i topi non hanno più il nido nella caldaia (sfortunatamente per la vicina, che si è trovata molteplici famigliole a fare il nido sulla palma), ora ci passano sopra giusto durante le loro passeggiate notturne verso il limone (o quando ci spiano … GIURO!!!!). Alla fine però una svolta è giunta con l’aiuto del babbo di Manuelozzo, che avendo libero accesso al Consorzio ci ha procurato le trappole a tagliola. La prima notte siamo rimaste fino alle 5 del mattino solo io e mamma a controllare se andavano a mangiarsi il formaggio, finché non lo hanno fatto, ma la trappola non è scattata, si sono presi il formaggio e poi semplicemente se ne sono andati via. Io e mia madre eravamo a lacrime :’) Poi abbiamo deciso che per il formaggio c’era troppo caldo, durante le ore di attesa perdeva l’olio e quando arrivavano i topi era scivoloso e semplice da levare dalla trappola senza farla scattare. Abbiamo usato allora le crocchette dei cani, dei quali, a quanto pare, vanno particolarmente pazzi. In 3 giorni ne abbiamo beccati 5 se non sbaglio. Anche li una gran pena nel vederli morire, ma alla fine mia madre se ne deve liberare. Il veleno non si può mettere perché ci sono i cani, ci bazzicano gatti (infatti è assurda la presenza di topi con tutti quei gatti), quindi l’ultima spiaggia sono le trappole. Sarà assurdo, ma anche quel piccolo Super Quark mi manca 😛

Alla fine, troppo velocemente, questi 31 giorni sono volati via. Come sempre. E il rientro, anche se il bagaglio è pieno di bellissimi ricordi, lascia l’amaro in bocca, come sempre.

Beh, terra mia, famiglia mia, persone, animali e cose che amo, vi lascio anche quest’anno con la speranza che presto, il più presto possibile, possa fare finalmente un biglietto di sola andata.

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