Un nuovo anno…

…2012…

Ed eccoci qui, negli ultimi anni mi sono ritrovata a scrivere nel mio piccolo spazio solo 2 volte all’anno… un po’ troppo poco direi. Anche il 2011 è andato, eh si, terminato, passato… dovrei tirare quindi le somme. Sono state di più le cose buone o di più quelle meno buone? Mah… nel 2011 abbiamo battezzato Ilaria e tutto è andato bene, nel 2011 Fra ha trovato un lavoro che gli piace  e questo è buono, nel 2011 ho finalmente potuto abbracciare James e anche questo è buono, nel 2011 Maria ha cominciato la prima elementare e questa è una tappa importantissima, nel 2011 mia sorella è rimasta incinta e questa è una bellissima notizia, nel 2011… che altro di buono è capitato nel 2011? In questo momento non mi viene in mente nulla…

Il 2011 ha anche portato delle brutte cose però, cose che non posso dimenticare, nemmeno volendo. Nel 2011 è morta Giulia, la piccola e bellissima Giulia, la vicina di casa che conosco dalla nascita, piccola gioia sempre sorridente. Nel 2011 è morta zia Maria… ma vabbè, lei la sua vita se l’è bella che vissuta, ma di sicuro è stata una spiacevole notizia anche questa. Nel 2011 Maria è stata ricoverata con una polmonite bilaterale con versamento pleurico a dx, e sono stati i 10 giorni più brutti di tutto l’anno, l’esperienza più atroce… Nel 2011 abbiamo passato qui le feste, e le abbiamo passate da soli, solo la vigilia l’abbiamo passata con gli zii di Francesco, ma per il resto siamo stati soli, ed è una cosa bella stare tra noi, siamo noi il nucleo familiare, come dice sempre Fra, ma è anche triste perché queste feste si passano in famiglia, non con la sola propria famiglia, ma in un ottica di famiglia allargata, con zii, cugini, nonni e nonne ( per chi ancora li ha) con i propri genitori, con i nipotini. E lo stesso vale per Capodanno, noi ci siamo divertiti lo stesso, abbiamo fatto i botti, abbiamo giocato a tombola e bevuto lo spumante, fatto il trenino… ma il capodanno non si dovrebbe passare con gli amici? O vuoi vedere che alla fine qui di amici non ce ne sono proprio… ne amici ne famiglia allargata, e anche questo onestamente lo metto nelle cose NO del 2011. Nel 2011, il 24 Dicembre, si è spenta la mia cagnolina, la mia piccola Minnie. Si è spenta in clinica, con mia madre, mia zia e mia sorella che le stavano accanto mentre, ormai devastata dalla malattia, dopo la puntura di eutanasia esalava l’ultimo suo respiro. Non è andata via da sola, con lei c’era chi le voleva bene, ma io non ero con lei, lei era il mio cane ed io per mille motivi non l’ho portata via con me, e ci sarei dovuta essere io ad accarezzare la sua testolina fino all’ultimo, e questa è una cosa che non mi potrò mai e poi mai perdonare.

Vabbè, ci sono stati una dose di cose buone e una dose di cose meno buone. Diciamo che siamo sopravvissuti anche a quest’anno. In un modo o in un altro. Ora con il 2012 ci si aspettano cose migliori, ci si aspetta che le persone che ci sono sempre state continuino ad esserci, che chi ci ha rotto le palle la smetta di esserci, che almeno una parte delle cose che abbiamo sperato nel 2011 si avverino nel 2012, che questa crisi non ci schiacci del tutto e che ci lasci in tasca qualcosa per festeggiare anche in questo nuovo anno le piccole cose che ci saranno da festeggiare. Vorrei che questo schifo di nazione di colpo si svegliasse e capisse che è migliore di quello che dimostra ( seeeee). Vorrei non trovare più le macchine parcheggiate  sulle strisce pedonali ( e a chi lo fa e legge si becchi un bel “coglione incivile ” e si stia anche zitto), vorrei non dover aver paura quando attraverso sulle strisce con o senza le mie bambine e vorrei non dover più vedere madri snaturate che invece attraversano con il rosso solo perché in quel momento non passa nessuno (state crescendo così delle perfette teste di cazzo, complimenti). Vorrei che il mio Stato mi tutelasse. Vorrei che la legge mi tutelasse. Vorrei che gli stranieri avessero la possibilità di entrare nel mio paese, di mettersi a lavorare, di farsi una famiglia, di vivere secondo le regole del mio paese, e dove questo non accade mi piacerebbe che il mio paese si mettesse per la prima volta a tutelare i suoi abitanti sbattendoli fuori. Vorrei che gli zingari che si fanno pagare acqua, gas luce dal comune perché loro non vogliono lavorare  venissero ricacciati via a calci nel culo senza continuare ad essere di peso per i contribuenti, che di luce, acqua e gas si pagano già le loro bollette. Vorrei che il mio paese fosse abitato da gente onesta, da persone che pagano le tasse e non che fanno pagare agli altri anche il loro, intascandosi in nero quello che guadagnano… vorrei che non fossero sempre i soliti poveracci a pagare… Vorrei che le mie figlie un domani possano essere fiere di dirsi italiane, non come me che a tratti me ne vergogno, e che non siano costrette ad andare a lavorare lontano da qui, perché le spronerei a farlo per il loro meglio, ma ne morirei… … …

Mah, mi sa che è meglio accontentarsi di sopravvivere anche quest’anno…

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