Batterie scariche

Eccomi qui,
a scirvere in un periodo un pò buio, un pò scarico.
Si, mi sento come una pila strausata, che ormai è inutilizzabile se nn viene rimessa in carica.
Mi manca Maria, mi sbatto cercando il nuovo lavoro,
i soldi nn bastano…i tempi sono duri…e tristi senza la risata della mia bambina…
La sensazione di essere incompresa poi,è la cosa più brutta,
la più pesante da digerire.
Nn mi stò divertendo qui da sola,
è orrbile rientrare a casa e nn avere nessuno con cui condividere qualcosa,
è orribile rientrare a casa e nn trovare la bambina con la sua voglia di giocare,
è orribile nn avere una lira in tasca…ops…un centesimo,
è orribile rimanere chiusa in casa tutto il giorno a pensare a come fare,pensare,pensare,pensare,pensare…
Vorrei tante cose, tutte cose piccole, tutte cose umili, nn chiedo miliardi, nn chiedo la Luna…
Ma ancora mi tocca arrancare, così dal 2004…così da quando papa è andato via
e la terra mi è improvvisamente mancata da sotto ai piedi…
Da allora solo deliri, solo confusione, solo titubanze e dubbi…
Penso spesso a lui ultimamente,
a come mi sentivo tranquilla e sicura, una piccola donna determinata, che nn vacillava,
che sapeva con sicurezza quello che voleva e nn aveva paura di nn ottenerlo,
“Lotta per quello che vuoi e prenditelo”
Un tempo era facile, adesso molto meno…
Sono le sue canzoni che mi fregano, colpendomi come un pugno allo stomaco, trafiggendomi il cuore,
facendo sanguinare una ferita mai riarginata e che nn guarirà mai, e allora sento TANTO la sua mancanza…
…TANTO da levare il fiato, come se sopra il petto avessi un macigno…
Mi ritorna i mente tutto,
il malore, la corsa per le scale perchè avevo intuito che stava accadendo qualcosa di terribile,
lui che cade, io che lo acchiappo e lo metto sul divano ripetendogli all’infinito di continuare a respirare,
il suo cervello che si blocca su in “si”fisso e costante…inquietante,
il suo viso che si trasforma, io che grido a mia madre di chiamare il 118 e di dire loro di fare in fretta…
il suo cuore che si ferma, i paramedici che lo rianimano e che mi mandano via dal salone,
mia madre che prega in cucina piangendo ed io che dentro di me grido un “NO” disperato e ritorno in salone,
mio padre che dopo essere stato rianimato per poco nn muore soffocato se nn gli tolgo IO la mascherina dell’ossigeno,
lui che risponde alle domande che gli vengono poste,
la speranza che in fondo forse nn era così grave come era sembrato in un primo momento…
…la corsa in ospedale, veloce, per fare il più in fretta possibile,guidavo io, mia madre era con mio padre sull’autoambulanza
ed io nn avevo voluto nessuno che guidasse al posto mio,ero una pazza…
Nn ho più visto mio padre sveglio,15 gg di coma, la speranza morta solo con la telefonata dell’ospedale che ci avvisava
che lui nn ce l’aveva fatta, proprio mentre io e mia madre entravamo per andarlo a trovare,
per parlargli nel suo coma, per dirgli di tornare da noi…
Ricordo ancora la nenia che ripetevo nella testa guardando il muro bianco della sala d’aspetto,
la mia peghiera piena di speranza e di amore…
NN  gli ho detto che gli volevo bene, nn gliel’ho mai detto in vita mia…mi porterò il rammarico dietro per sempre…
Ma vabbè…
Come si dice, la vita continua…
Solo porca miseria…nn è che continui alla grande eh?
Adesso ancora rimboccarsi le maniche,ancora combattere…
Ma avrei veramente bisogno di un carica batterie…

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