E rieccomi qui

Si lo so, vi chiedete se ho preparato la mia lista di buoni propositi. Si. In effetti si, il giorno stesso che ho pubblicato lo scorso intervento, solo mi sono dimenticata di pubblicarla qui 🙄

Perché? Beh ovvio, immagino che voi non vediate l’ora di leggere i miei sproloqui e di farvi gli affari miei, io d’altronde sono passata dal diario segreto al diario pubblico (che poi nemmeno è vero, io il mio diario segreto lo ho sempre e ci metto tutto ciò che non è lecito raccontare), ma ho avuto DAVVERO un paio di settimane da incubo.

In primis Ilaria che stava male 


e chi mi conosce sa che, essendo io un soggetto ansioso, anche una semplice influenza per me significa visioni di morte 💀 e di dolore 😖 .

Poi ci sono stata io, mal di testa che sembrava mi stessero aprendo il cranio in due e dolori agli occhi tanto forti da evitare la luce del sole come la peste (e ovviamente l’idea che si insinuava nel cervello che fosse un tumore nascosto chissà dove). Se state pensando che io sia ipocondriaca vi dico subito di no, altrimenti passerei la vita tra medicinali e medici, la verità è che io invece i medicinali li fuggo come la peste e i medici pure. 


Insomma, ieri è passato il mal di testa ed ecco che oggi sono qui a scrivere sul mio iPadDino (si, gli ho dato un nome), pigiando su questa tastierina che io adoro e trovo comodissima (non meno della tastiera meccanica wirlessssss che mi ha regalato il mio amore per Natale, rosa confetto, poteva essere diversamente?) Ma a voi non ve ne frega nulla delle mie preferenze Aitech lo capisco. Quindi andiamo oltre.

La mia lista di buoni propositi? Ok subito.


Eccola qui, da notare la punta del mio piedino. Inutile dirvi che appena stilata la lista almeno la metà dei miei buoni propositi sono andati a farsi benedire. Non ho contato fino a 10 e Ho litigato con Fra partendo di petto come faccio io e individuando il nemico nella persona che ho di fronte, di pazienza ne ho avuta poca, ho detto una sfilza di parolacce che nemmeno in un camionista molesto e per chiudere in bellezza avevo un barattolo con la nocciolata. Si appunto. Avevo. Ovviamente il mio spirito non ne ha giovato e quindi anche la spiritualità che volevo recuperare è finita qualche gradino più giù nel baratro. In meno di mezz’ora stavo per blastare la mia lista, perché poi si sa, l’odio sale e ci passano pure le persone che non hanno fatto nulla, chi c’è nei paraggi. E qui oltre alle figlie avevo anche la mamma. Quindi levavo pure la parte della parentela tutto in un colpo. Un record. Davvero. E li avevo appena scritti! Passata la tempesta mi sono fatta i complimenti da sola. Se lo avessi organizzato un fallimento quasi totale di una lista di buoni propositi nel giro di un’ora e mezzo non sarebbe stato così preciso. Vabbè dai. Io sono un diesel, i migliori non si vedono mai alla partenza ma all’arrivo (seeeeeeee 🙄).

Detto questo diciamo che non ci sono stati solo aspetti negatici in questo gennaio, benché debba ammettere che questo 2017 ha già messo a dura prova la mia proverbiale pazienza (inesistente). Che poi sarebbe semplice no, basterebbe passare almeno un gennaio decente che già farebbe la differenza. 

Ma dicevamo. Non tutto è andato poi malaccio. Qualcosa è andata pure bene 😝


Ed eccola qui la nostra buona notizia. Questa è Porzia ( e guai a chi avrà qualcosa da dire), ha il nome del mio pucciosissimo e amato personaggio di animal crossing (che porco culo non riesco mai ad avere poi). 

Si, i colori non tornano, ma quando devi prendere un cagnotto non è che stai a guardare le sottigliezze.

La nostra piccola principessina arriverà a casa entro metà febbraio, con vaccini, microchip, sverminata e spulciata. Insomma, con il servizio completo (o quasi). Ed io sono felicissima, erano anni che sognavo di riavere un cagnotto in casa onestamente, mi mancava davvero tantissimo 😍😍😍

E questo è quanto per ora. 

In effetti avrei anche qualche altra cosa da scrivere, magari sul lavoro, magari sulle stronze che mi capitano a tiro, ma diventerei la solita lamentosa, che già ci ho dato dentro fino ad ora 😅

Ciauz 😘😘 

Si ritorna alla normalità.

Ed eccoci finalmente.

Pensare che sono finite le feste, non so a voi, ma a me da una sensazione di liberazione😏. Aspetto sempre le feste per riposarmi, ma mi rendo poi conto che in effetti sono i giorni in cui mi riposo meno, come se fosse un week end infinito😱. Che ne so. Un sabato ed una domenica (giornate in cui non ci si riposa mai), che durano un eternità (ed io lo vedo un attimino come un nuovo girone dell’inferno tipo🤔). 

Queste vacanze, poi, non è che siano andate, insomma, nel migliore dei modi.

Stellina ⭐️, per esempio, è morta proprio l’ultimo giorno di scuola delle bambine💔. Quindi già dal primo giorno di vacanza avevamo tutti un giramento di palle indescrivibile, che spostati Hulk quando t’incazzi che noi siamo peggio pure senza diventare verdi. Ah, un attenzione particolare va a chi, senza farsi i cazzi propri, ha detto alle mie figlie che non esiste un paradiso per gli animali, facendole piombare nella disperazione più cupa Perché gli animali muoiono e basta 😡. Mi chiedo sempre Perché queste cazzo di persone talmente credenti da guardarmi dall’alto in basso perché io non lo sono, si prendano la licenza di venire da noi, nella nostra sfera famigliare, a rompere il cazzo a noi e alle nostre figlie. Per fortuna la stima che potevano provare le mie figlie per queste persone sono riuscita a distruggerla già da diverso tempo semplicemente spiegando chi effettivamente e cosa effettivamente fossero queste merde 💩. Per il resto sono sicura che, credere o non credere a parte, Paradiso o non paradiso a parte, chi fa del male, anche solo con le parole, ai bambini, non si meriti nessun paradiso, e siccome io credo nella reincarnazione, beh, posso solo immaginare in cosa si potranno reincarnare 💩😼. 

Dovevamo aspettarcele quindi delle vacanze è un po’ così.

All’insegna dei malumori, delle incomprensioni, della poca voglia di festeggiare. Ci si è ripreso un attimo alla fine, ma comunque aleggia sempre quel velo di nervosismo che non è proprio palpabile, ma si sente. O almeno io lo sento perché lo provo ferocemente. A giorni potrei ammazzare un leone della savana semplicemente con uno sguardo. Ora qualcuno penserà “vabbè, ma che ti ha fatto un leone” e che ne so io, mi è venuto in mente lui 🦁 …

L’unica cosa che, malumori, nervosismi, liti, discussioni, giramenti di palle 🏐, odio per l’umanità a parte, è stata degna di nota, sono state Come al solito le bambine 👧🏻👧🏻. Che se non ci fossero loro a volte credo che davvero non varrebbe la pena andare avanti in un mondo che sembra sempre remarti contro. Anche se a volte sarebbero le prime che ucciderei nella lunga lista di persone che mi fanno impazzire 👉🏼👈🏼, non posso davvero immaginare come sarebbe senza di loro (senza sveglia per la scuola, senza appuntamenti con le amichette, senza liti per il bagno, senza liti tra loro, senza liti tra tutti noi, senza liti tra me e Fra per loro, senza pranzi e cene da incubo, senza urla prima di andare a letto, senza urla la mattina-pomeriggio-sera, senza casino in camera-bagno-cucina-salone-corridoio-balcone-armadi-dispensa-qualsiasi buco di casa, senza 30mila piatti da lavare in più, senza non sapere cosa cucinare, senza dover immancabilmente cucinare 4 cose differenti a pasto … ma senza baci 😘 , senza abbracci 🤗 , senza risate che nascono dal cuore ❤️, senza la loro gioia negli occhi, senza il loro imbarazzo perché siamo troppo grandi per i loro discorsi da giovanissime, senza mille peluche, senza la buonanotte, senza le loro coccole, senza gli abbracci di gruppo, senza le lacrime che passano solo con un abbraccio e un bacio, senza le confidenze, senza la loro voglia di vivere, senza gli occhi che luccicano a Natale quando si aprono i pacchetti, senza la voglia di acquistare sempre qualcosa per loro, senza il loro indiscusso e indiscutibile amore incondizionato, che nasce solo perché siamo noi, perché sanno che ci siamo). No, non lo posso proprio immaginare 🙂🙃.


Ma vabbe dai su. Troppo miele non è da me e già mi sento con un attimo di nausea 🤢

Cosa si fa di solito i primi giorni dell’anno 🤔? Oh perfetto‼️. Si fa la lista dei buoni propositi 📝! Ovvio, quei buoni propositi che ogni anno riportiamo dall’anno precedente cambiando solo la data perché con tutto quello che capita ogni giorno ce ne dimentichiamo del tutto e allora si innesca un loop infinito dal quale non se ne esce nemmeno cercando il miracolo a Lourdes (che già per il numero estremamente ridotto di miracoli avvenuti e riconosciuti, praticamente inesistente, sarebbe inutile da principio pagarsi il viaggio). Io come ogni anno ripropongo i miei, che ovviamente 🙄 non sono stati portati a termine (sembrano la lunga lista delle così dette promesse da marinaio). Calando un velo pietoso sullo storico “Voglio perdere i kg in più”( che ripropongo ogni anno con un aggravante di qualche kg), tralasciando il mio classico “lavorerò sul mio carattere per diventare più calma e paziente”( che di solito scrivo pulendo ed affilando la mia katana), e trattenendo le risate sul solito “Mi metterò d’impegno per seguire il metodo Fly Lady” (che poi immancabilmente seguo a singhiozzi perche vaffanculo non ne ho voglia), mi auguro che quest’anno io riesca a depennare davvero qualcosa, magari pure in fretta. Per questo motivo ho deciso di darmi dei compiti facili facili, che andranno ad aggiungersi ai vari tormentoni annuali.

Ora vado di la a stilare la lista. Vi tengo aggiornati. (Fare un copia e incolla non dovrebbe richiedere troppo tempo). 😜😅

Resoconto delle feste 🎈 

Che dire. Ho cambiato il nome del mio blog in “Una mamma in volo”, ma continuo a pensare che “Diario di bordo di una sfigata cronica” continui ad essere più azzeccato. Le feste. Ogni anno mi metto a qui a fare un resoconto delle mie feste. Diciamo che di solito non erano pessime. Certo, passare le vacanze lontani dalla propria famiglia non è mai una passeggiata, ma di solito non è che vadano poi così malaccio. 🎄🎄

Tranne quest’anno. E infatti me lo dovevo pure aspettare che il colpo di scure sarebbe arrivato prima o poi no? 🤔

Che poi alla fine eravamo anche ben disposti alle feste, anche se non è che si sentisse più di tanto che stava arrivando Natale. Forse perché non c’è freddo? Che ne so, di sicuro però non c’era “aria natalizia” nemmeno per le strade.

Poi però, tra la morte di Stellina, la voglia praticamente sotto i piedi di festeggiare, la poca voglia di compagnia, le incomprensioni, il nervoso, l’apatia, il lavoro che non sempre da belle notizie e pare ti voglia remare contro (e togli pure il pare, ti rema proprio contro), il sentirsi soli nonostante tante persone intorno … insomma, sono state veramente feste di merda. 💩💩💩

Aspetta con ansia che tutti sti giorni finiscano. Aspetto che mi torni la voglia, per tutto. Ammiro le persone che amano il Natale è che si preparano a questo evento già da quando finisce ferragosto, ammiro chi da settembre fa il conto alla rovescia già da due settimane, a me il Natale porta solo alla memoria momenti belli che non torneranno più, e da quest’anno mi porteranno altri tristi ricordi e la consapevolezza che nella vita non si può contare su nessuno. Mai. In nessun momento. 😑 Si è sempre, irrimediabilmente , soli. 

Sono negativa? Si lo sono. Sono pesante, con i kg in più che mi ritrovo sfido a farmi essere diversamente. Sono esagerata? Si sicuramente, non lo metto mica in dubbio, ma io le cose le vedo così. 😒

Aspetterò il 2017 per stilare l’ennesima lista di promesse per il nuovo anno che non manterrò è che nessuno mi aiuterà a mantenere. Sperando che qualcosa cambi. Almeno un pochino. O se un pochino non è possibile sono anche disposta ad una completa trasformazione della mia vita, ad un cambiamento radicale. Sempre meglio di così.

Arrivederci

Io lo odio il Natale, oramai da diversi anni. Non fosse per le bambine e per Fra che, anche se non ci crede, ci tiene all’atmosfera, io non vorrei nemmeno la casa addobbata a festa. Non so se la cosa è nata con la morte di mio padre e dal non avere qualcosa da festeggiare, fatto sta che il Natale mi sta sul culo, che ci posso fare … una scusa per fare dei regali, per vedere le bambine scartare ed essere contente. 

Adesso ho un motivo in più per odiare questo periodo. Non solo la mia cagnolina è morta di buon 24 dicembre a 17 anni di età, ieri è morta anche la nostra gatta, la nostra Stellina. Operata ora di pranzo per endometriosi, morta per complicanze la sera sul tardi. 

È che dire? Che dire. Bah.

Sono quelle cose che non ti aspetti, che ti prendono come un senso di vertigine, ti assalgono come una crisi di panico. Non importa quante lacrime ti scendono, il pugno forte in pancia ti becca lo stesso. La porti ieri mattina nel suo trasportino ad operare per farla stare meglio, la passi a trovare ancora mezza addormentata e dolorante nel primo pomeriggio, e l’indomani mattina torni a casa con un trasportino vuoto. 

VUOTO

E vuoto non c’è solo quel trasportino. Vuote ci sono stante cose. Ci sono i suoi cuscini, c’è il suo posto nel divano che avevi involto nella plastica per farla continuare a salire, c’è il vuoto di un piattino in meno per il loro pasto, c’è il vuoto nel cuore di due bambine e di due adulti, e ognuno lo esprime a modo suo. 

8 anni. Sarebbe stato il nono Natale. Il nono capodanno di botti che a lei “checcazzomenefregachetantoiostodentroalchiuso” e dormiva lo stesso, 8 anni pieni di nessun miagolio tranne in momenti che ti facevano anche sobbalzare perché lei proprio non si sentiva mai, non c’era. La gatta più silenziosa del mondo, la più mite, la più impacciata, la più paurosa. Rimaneva impigliata nelle tende perché non ritraeva le unghie, perdeva dalla bocca le crocchette quando mangiava. Le crocchette, il suo vizio di levarle ad una ad una dalla ciotola e di posarle in terra, prima i mangiarle. 8 anni acciambellata sul cuscino della sua cuccia, dove passava la maggior parte del suo tempo.

E se non ci piangi su come le persone si aspettano passi pure per quella a cui non gliene frega un cazzo.

Vaffanculo.

Se proprio dobbiamo dirlo (14-12-2016)

Ed eccomi qui. Con tutte le mie aspettative raccolte di nuovo nel mio sacco e riportate a casa in spalla. 

Aspettative? Si. Aspettative, perché ne ho anche io, e mi capita, purtroppo, di averne tante, e spesso sulle persone sbagliate.

In questo momento mi sento così frustrata che niente mi può riportare su. Niente. E lo ribadisco pure, e magari anche in maiuscolo. NIENTE. E non mi sento meglio al pensiero che ci vorrà solo qualche mese in più per ottenere il divorzio. No.👎🏼.

Io volevo che quel sacco di schifo fosse li. Volevo che finalmente potessimo dimenticarci l’uno dell’altra e metterci una pietra sopra. Fanculo quello che ha detto e fanculo quello che mi ha fatto. Io la pietra sopra c’è l’avrei messa se solo fosse stato li. 

Invece sono piena di rancore, sono arrabbiata, sono delusa sopratutto da me perché davvero, non è possibile che la morte di un padre ti butti così, per disperazione, nelle braccia di un uomo di merda come quello su cui mi sono buttata io. Nemmeno mi facesse sentire protetta, al sicuro. Erano solo un paio di braccia forti, ch però lui usava in modo completamente sbagliato.

Quello che poi mi da sui nervi è la non comprensione del prossimo. Dico io. Il discorso non è mai che tanto qualche mese in più non è una tragedia. Questi mesi in più non ci sarebbero dovuti essere. 9 anni per una separazione ed un divorzio sono vergognosi. E non è vero alla fine che il motivo era la presenza di un minore, perché tanto del minore si è interessato un altro tribunale. 

Cazzo. 

Vivo con questo fardello attaccato al culo da anni. Tutti i kg in più ch ho non sono i miei, sono i suoi, sono il peso della sua presenza, sono la sua ombra che non riesco a staccarmi dal culo. Quel bastardo anche se fisicamente non c’è, sta lì, e detta le tempistiche della mia vita. 

Poi ad uno così non gli devi augurare il peggio.

Le cose buone e belle

Non lo so perché, ma era qualche giorno che sentivo di dover scrivere un nuovo intervento sul mio blog.🤔

Ultimamente mi ritrovo a pensare che la vita, poi, non è che faccia così schifo, dipende sempre come la guardi, da dove la guardi.

Di solito, se la guardi dal basso verso l’alto, vedi solo le cose brutte, vedi quelle pesanti, ti senti piccola e non vedi vie d’uscita, come se dei piedi enormi ti dovessero schiacciare. Ma se per caso ti ci impegni un pochino, a guardare 👀 con una prospettiva un attimino differente, portandoti un pochino più in alto, allora le cose cambiano. 🙃

Che ne so, ho comprato due pennini per l’iPad su Amazon, 10 euro spesi per levarmi solo la curiosità di provarli nelle applicazioni di note, nelle simil agende elettroniche, perché avevo deciso che ci dovevo scrivere con la penna, a mano libera. 10 euro, che poi ho deciso che potevo pure comprarmici le carte di animal crossing 😅 con quei 10 euro, e avrei avuto un altro desidero da bambina realizzato. Ma quando ci stavo pensando ormai avevo concluso l’ordine e a me non piace annullare se non è strettamente necessario. 😶

Fatto sta dopo 2 giorno suona il corriere con il pacco che contiene anche i pennini. Lo apro. Sono due pennini metallici con le punte in entrambe le estremità. In una il gommino è fine, nell’altra invece più grosso. Mi metto lì e provo le applicazioni di note e simil agende che mi sono scaricata (praticamente tutte quelle gratuite nello store). Deludente. Programmi assolutamente inutili, approssimativi, senza un briciolo di precisione. Guardo il pennino e lo parcheggio, ho già capito, mi mi sarei dovuta comprare le carte di animal crossing 😑

Arriva Ilaria. Mi chiede il tablet. Glielo do. Vede il pennino e mi chiede di scaricare qualche applicazione di disegno da provare (di nuovo tutte quelle gratuite dello store invadono il mio tablet). Mi da il secondo pennino e mi chiede di disegnare insieme. Ovviamente non è possibile, perché il programma riconosce il tocco di un solo pennino, non è possibile lavorarci in due 😅. Facciamo un pochino io e un pochino lei. Ride. Ride di gusto mentre proviamo le varie funzioni. Matita, penna, pennarello, pennello, aerografo, bisturino (non so come si chiami). Ci entusiasmiamo per il pennello e gli acquarelli. 😍

Tira una linea, acquarellala, facciamo un Sole? Ok vai. Ma questo è il mare? Non lo so decidi tu. Si è il mare. Li ci mettiamo un ombrellone. Aspetta perché non facciamo le nuvole? Dai mettiamo anche le onde. Voglio un’onda che sia grande. Bene vai, falla tu. Faccio la schiuma? Così? No di più. 

Ed ecco alla fine il capolavoro. Lei ha saltato contenta per qualche minuto, ed io sono rimasta così, a guardarla, con un’espressione da vera idiota, come se per la prima volta vedessi la gioia. 

Prende il pennino Maria e decide che anche lei deve darsi alla pittura con me, quindi facciamo un altro disegno. Maria è l’eterna indecisa, mi fa cancellare mille volte i tratti abbozzati sul foglio elettronico. Il pennello 🎨? No il pennarello, anzi la matita, ma il Bisturino a cosa serve (eh a saperlo), ma la carta usiamo la liscia o quella per acquarelli? 😶

Comunque vada, disegna, cancella, acquarella, riempi, ri cancella, colora con i pennarelli, toglilo che sono meglio gli acquarelli, Maria mi sono rotta il cazzo adesso lo teniamo così, ma no mamma proviamo con i pastelli, ho detto di no, dai dai, ho detto di no, ma mamma, cancello tutto Maria, va bene. 


Ed alla fine anche con lei un paesaggio non lo fai? Lo so è parecchio minimal, più per sfinimento che per mancanza di idee, non avevo più voglia di cancellare e ricominciare. Ovviamente lei è andata via scontenta 🙄.

Comunque vada, mentre io guardavo quei pennini dal basso del mio acquisto fallito, entrambe le mie figlie lo hanno guardato da una prospettiva differente e ne hanno fatto subito un utilizzo talmente ovvio che io non ci avrei mai pensato (io disegno sulla carta vera 🙄), ed almeno una delle due è pure rimasta contenta 😂

Due prospettive, due utilizzi differenti, io schiacciata e loro soddisfatte (una sola ma facciamo finta).

E allora? Allora cosa. Tutto sto papiro perché? Semplice, perché voglio vedere le cose dall’alto anche io. Voglio vedere nuove strade, non ostacoli, voglio vedere possibilità, non fallimenti, voglio vedere cose utili, non attrezzi da buttare. 

E quindi? E quindi niente. Ho deciso che vedrò le cose dall’alto da oggi. Perché daL basso le ho viste troppo spesso, e onestamente mi sono rotta le palle. 😜

Famiglia

Quando sei una di quelle fissate con il cibo buono e poi le vedi così e capisci che anche se non è buono ogni tanto “è buono”.

E poi, diciamolo, la loro faccia vale la pena 😉

Giornate veloci

È ricominciata la scuola  finalmente, ma devo dire che quest’anno ha avuto un sapore differente. Non il solito respiro di sollievo per il silenzio in casa, anche se ne avevo VERAMENTE necessità, ma un respiro come di rassegnazione. Le mie bambine oramai sono bambine grandi. Sopratutto Maria che quest’anno è entrata in prima media.

Non lo so, mi sembra addirittura di vedere un comportamento differente in lei, uno sguardo diverso, una diversa consapevolezza. E non parlo del fatto che le medie sono un cambiamento enorme, parlo proprio di una cosa generale (anche se a casa continua ad essere sempre la stessa rompi coglioni).

Le giornate sembrano non bastarci mai ultimamente, come se le ore sfuggissero di mano e scivolassero verso un buco nero dove nemmeno ci rendiamo conto che sono trascorse. Inizio la giornata alle 6, la termino pure dopo mezzanotte a volte (pure molto dopo), eppure le ore non mi bastano mai. Arriva l’ora di pranzo che sto correndo, il pomeriggio che sto correndo, l’ora di cena che sto correndo, e a fine giornata mi rendo conto che non ho terminato quello che volevo fare. Non mi è bastato il tempo. Non è possibile …

Lavoro, casa, bambine, commissioni, e del tempo per me, per noi, nemmeno l’ombra. Non solo non rimane tempo per me, ma non rimane tempo nemmeno per vivere la famiglia, per guardarci un film insieme, per giocare a qualche videogioco. Niente. Non rimane il tempo per fare nulla. Tipo il Nulla de “La storia infinita” presente? Mangia tutte le ore della giornata e  ti lascia con in mano il vuoto 😐.

Non capisco se possa essere un problema mio, forse il tempo lo gestisco male … o magari semplicemente ti avvicini ai 40 e succede questo, succede che sei talmente proiettato verso le cose che DEVI fare, da dimenticarti di lasciare del tempo per le cose che VUOI fare. Come se ci fossero solo responsabilità. 😔

Ma io non le voglio tutte queste responsabilità. Cioè, le voglio, ma non voglio solo loro. Voglio poter spiegare le mie ricette ai bambini del Gomitolo, voglio avere il tempo per giocare come un’idiota ai videogiochi, voglio il tempo per stare con le bambine a vedere un film, voglio il tempo per una passeggiata che non sia per forza di cose legata a qualche commissione da fare, voglio le risate di gusto, voglio avere il tempo per disegnare, scrivere, ballare, curare le mie piante 🌱. 

Posso chiedere qualche ora in più al giorno? O un pulsante per l’accelerazione che mi permetta di svolgere certe mansioni più svelta in modo da guadagnare del tempo.

Ah, sopratutto, porco culo, posso chieder che smettano le scosse di terremoto che credo che tutti noi, da nord a sud, da est a ovest, isole comprese, ci siamo davvero rotti i coglioni? No, perché la moda ballerina  💃 di quest’inverno, davvero, non mi piace 👎. E basta case giù, e basta sfollati, e basta bambini traumatizzati, e basta morti e feriti. E basta cazzo.

Giornate che corrono veloci

A volte mi dimentico come fosse la mia vita quando ero ragazza, mi dimentico che facevo solo ed esclusivamente nottate fino a tardi, che rientravo a casa alle 4 ed entravo a lavorare alle 9. Avevo una energia che spostatevi tutti, niente mi abbatterà.

Certo.

Niente.

Da ragazza forse, ma adesso le cose sono un attimo cambiate.

Adesso faccio le nottate è vero, ma non vado a ballare, se sono sfigata le faccio con le faccende perché durante il giorno non ho avuto tempo, se mi va di culo le faccio con le ragazze con cui lavoro a ridere e a lavorare. Ma mi rendo conto che non è più il come le passi a fare la differenza, è proprio la nottata che non va più bene. Me ne rendo conto di solito dopo aver fatto tardi (relativamente poi, perché diciamolo, coricarsi all’una del mattino dopo una vita a fare le 4 non si può considerare tardi!).

La reazione smodata alla privazione del sonno verso i 40 poi comincia la sera a cena, o anche prima di cena, di solito verso le 18,30, quando andresti per casa con un mitra a fare fuori chiunque ti rivolga la parola, sbadigli, non hai la minima voglia di mettere a tavola la cena tantomeno di prepararla, e quindi crei una catena infinita di cene a base di “ma ci arrangiamo?”. Che non sarebbe nemmeno male se non fosse che devi proporre a tue figlie un pasto equilibrato e che sia differente dal pranzo. 

Al momento del dopo cena poi scopri veramente cosa possa passare per la testa dei peggiori serial killer. Le bambine Si devono lavare i denti, si devono sistemare la borsa, si devono preparare gli indumenti per l’indomani, devono sistemarsi nel letto con i loro 400 milioni di peluche a far loro compagnia, devono anche riempire le bottigliette per la notte, e la buona notte, e il bacio della buona notte e il “Mamma mi accendi la canzoncina?” E quando poi finalmente riesci a chiudere la porta della camera e pensi che alla fine anche questa volta tutti ne siete usciti indenni, la porta si riapre perché “Mi sono dimenticata di dover fare la pipì”.

Ora, io dico, ma come può una persona dimenticarsi che doveva fare la pipì? COME? E non è che in casa ho bimbi di 4 anni, no, una ne ha 6 oramai e l’altra ne ha 11. Ma se andassero solo in bagno sarebbe pure tollerabile, solo che per uscire dalle coperte e varcare la porta del bagno hanno dovuto smontare la pila di peluche che avevano nel letto, scostare lenzuola che vanno sistemate PER FORZA in quel modo nemmeno fossero il vestito buono della domenica. 

Ed è così che, anche se a bestemmie sei riuscita a preparare la cena per le 20, prima delle 22,30 le bambine ancora scorrazzano per casa. Quando finalmente la porta della loro camera si chiude definitivamente sei talmente provata che lo sai che dovresti andare a letto, ma non lo fai, perché sai di avere altre faccende da sbrigare, che siano il lavoro, le faccende di casa, il lavello da far brillare, la lavatrice da preparare o anche solo i cataloghi di lavoro da rimettere nel cassetto, sai che NON PUOI. E li diventa una specie di manicomio perché odi tutti quelli che ti stanno intorno arrivati a quel momento, e “tutti quelli” di solito si traduce in “quel poveraccio che ha deciso di amarti nonostante tutto”. E quindi tiri tuo malgrado fino a portare a termine tutte le cose che dovevi o credevi di dover fare, andando a letto alle mille e svegliandoti l’indomani prestissimo è sempre più incazzata con il mondo intero.

Quindi sai che c’è?

C’è che alla fine ho capito che le mie energie non sono più quelle di una quindicenne, che a quasi 40 sarebbe il caso di dormire le mie 8 ore a notte per evitare di odiare le persone che invece amo, di chiacchierare di più con le persone alle quali voglio bene e di smettere di stare dietro alle cose che invece mi mettono ansia. Che va bene stare con le ragazze fino a tardi, ma se rimaniamo fino a tardi cazzeggiando e ridendo non ne guadagna forse anche il nostro lavoro? Ho capito che ho più di una famiglia, ho quella classica fatta dalle mie figlie e da Frafra, ho quella di provenienza, ho la famiglia di Frafra, ho la mia famiglia lavorativa fatta dal mio gruppo di ragazze stupende, ho il mio microcosmo scolastico fatto di chiacchiere e di pettegolezzi, e mi voglio godere tutti, ma fino ad una certa ora, che poi devo dormire 😂😂😂

È finalmente Settembre

Ed eccomi qui, di nuovo, a scrivere due righe, sempre scostante nonostante le buone intenzioni che, davvero, ogni volta mi impongo di portare avanti, lo giuro, e croce sul cuore che possa morire. Solo che poi la giornata finisce, ed io mi sento un pochino come Drew Berrymore in “50 volte il primo bacio”. Una volta sveglia l’indomani non mi ricordo già più un cavolo. Poi però mollo bigliettini per la casa, che immancabilmente dopo un tot di tempo mi ricapitano tra le mani e leggo che le intenzioni c’erano, ed erano pure buone.

Sta di fatto che comunque eccomi qui, eh si, sono io, sono viva, sopratutto sono sempre tutti vivi (nel senso che ancora non ho fatto fuori nessuno). Le mie figlie ultimamente però credo si stiano alleando per far fuori me. Sarà odio adolescenziale precoce, non lo so, ma quando sono costretta a scrivere all’una del mattino, seduta sul water, perché finalmente loro sono a letto e non mi interrompono, credo veramente che il loro obbiettivo sia attentare alla mia vita, o come minimo alla mia salute mentale. Oggi infatti dopo settimane mi sono dovuta prendere due goccine causa tachicardia, difficoltà respiratoria ed una botta d’ansia che alla 20ima interruzione mentre stavo lavorando ho pensato di prendere l’iPad e buttarmi giù dalla finestra al grido di Banzai che nemmeno i giapponesi che partecipavano a Mai dire Banzai hanno visto un tuffo carpiato nel vuoto fatto così ad arte. Comunque anche se sono in bagno sono chiusa a chiave, perché non si sa mai, quelle sono capaci che si svegliano ed entrano anche a quest’ora ad interrompermi perché mi devono dire qualche cosa a dir loro importantissima. Che poi le cose importantissime sono tipo “Quando facciamo il cannone che schiumazza?”.

Già. Il cannone che schiumazza. Che Ilaria mi ha fatto due palle quadrate con sto cavolo di video che ha visto su YouTube, doveva fare questo cannone che fa schiuma colorata (bottiglia di plastica tagliata a metà, mantenuta la parte con il tappo, infilata una calza in spugna ben tesa, messo in un piattino acqua, colorante alimentare e tanto sapone per i piatti, bagnata la calza e soffiato nella bottiglia per far uscire la schiuma colorata), è rimasta a darmi il tormento per una bottiglia, perché qui in casa mia le bottiglie vuote in plastica sono una rarità, Francesco le accartoccia alla velocità della luce, quasi te le strappa dalle mani prima che siano vuote del tutto, ti stai assaporando quell’ultimo sorso e -taaaaac- sparita la bottiglia e -straaaac- accartocciata. Insomma dopo esser riuscite a procurare una bottiglia integra, aver usato maldestramente la taglierina e poi le forbici, messo una calza troppo stretta infatti la bocca del cannone si è un attimono schiacciata, riempito un piatto di plastica di acqua/colorante/sapone per i piatti, dicevo, fatto tutto quanto, chiamo Ilaria per fare finalmente la sua schiuma colorata. Lei accorre, urla dalla gioia, intinge il cannone e da due soffiate, chiama addirittura il padre per fargli vedere la magia (il tutto mentre Maria, sul water, osserva serafica tutta la scenetta, a lei non le frega mai niente, anzi, ci guarda come se fossimo dei pazzi e lei avesse la certezza di essere stata adottata), poi Ilaria se ne esce con un “Vabbe, ma credevo uscisse più veloce”. Eccola, sta lì da 3 giorni, viene spostata solo per utilizzare la doccia ma mai nessuna bocca ha più soffiato il cannone per far uscire la schiuma. Una soddisfazione davvero grandissima. Le mie figlie, sempre a dimostrati entusiasmo.


Comunque, dal 9 di Agosto siamo rientrati qui a Roma ed è stato un vero spasso, davvero. Fra ha subito un’estrazione del molare del giudizio che se il dentista ci trovava me mi stava ancora inseguendo con i bisturi. Ma ne ho parlato già. Il lato della cosa veramente andata bene è che grazie al santo Toradol, il cielo lo benedica, non ha sofferto praticamente niente. Io ho avuto un attacco di febbre assurdo, una notte, tutto in una volta, ho cominciato a battere i denti dal freddo (con 38 gradi) e vai di febbrone per due giorni (che devo essere stata veramente male perché lo avevo del tutto rimosso, me lo ha ricordato proprio questa sera Fra, che per inciso ha la febbre lui adesso, perché io di esser stata male nemmeno me lo ricordavo. Quindi ricapitolando. Rientrati il 9 e lo stesso giorno Fra dal dentista, per una settimana non ha potuto mangiare, gli vengono levati i punti finalmente andiamo a mangiare fuori e al cinema con le bambine e zac, io con la febbre quasi a 39. Mi prendo l’antibiotico perché il sabato è il compleanno di Fra, quindi, andando proprio contro al mio modo di fare solito, mi imbottisco di medicine. Sabato 20 con gli amici, una bella serata, ci divertiamo. Ilaria comincia a tossire. Resiste tranquillamente con la tosse, non troppo invasiva, intanto arriva il sabato dopo, mi rivedo finalmente con la mia Darietta e famiglia al completo, bella serata. Il sabato dopo siamo addirittura invitati alla sua festa di compleanno ma … A me comincia ad arrivare un grosso mal di testa, mi ammazza, sembra mi stiano spaccando la testa in due, mi dura giorni. Il mercoledì Fra comincia a sentire dolori articolari, mal di testa. Giovedì comincia a salirle la febbre. Intanto io sempre con il mal di testa. Ilaria sempre con un pochino di tosse, Maria che non respira da una narice, e Fra che oggi la puntata di febbre l’ha avuta alta. Perfetto. Aspettiamo le cavallette e le piaghe, poi possiamo chiudere il cerchio. 

In tutto questo c’è stato pure il terremoto. No, non starò a parlare di città distrutte, di persone e bambini morti, di devastazione e sciacallaggio, con queste cose ho già dato su Facebook e onestamente credo che in certe occasioni forse il silenzio si la cosa più sensata, anche se io zitta non lo sono stata anzi, queste disgrazie sono il periodo che mi incazzo di più, perché oltre ad essermi cagata addosso dalla paura ( ripeto che io sono isolana e al limite l’unica cosa che la natura mi può scatenare addosso e il maremoto, non il terremoto, io all’idea di morire con la casa sulla testa non ci posso pensare, ho sempre creduto che al limite mi avrebbe uccisa il mare), mi sono dovuta sorbire le cazzate dei coglioni del web che ne hanno scritte più di quanto anche l’humor più nero ne poteva partorire, una bomba di razzismo, qualunquismo, estremismo, ignoranza … Insomma. Troppe. Ma io mi sono spaventata da morire. Di nuovo. Al terzo piano da noi la casa ha ballato, è arrivato un 3.qualcosa ma per me è stato orribile, sotto una scossa davvero forte credo morirei prima di terrore, il mattone in testa non farebbero tempo ad uccidermi. È dal giorno che io non faccio altro che sentirmi dondolare, sento il letto che si muove, costantemente. Non faccio altro che guardare il lampadario, sono proprio traumatizzata, di nuovo. Dopo il 2009 che lo stesso lo avevamo sentito pure troppo bene, credo che ci metterò qualche mese a rasserenarmi di nuovo. 

Dopo tutte queste belle cose ieri la Lorenzin, emerita ministra di stocazzo, se ne esce con il fertilityday, che manco ne parlo che mi sale il crimine davvero. 

Davvero un bel mesetto questo. 

E la scuola ancora non è iniziata. 

Ho già paura …