Tredici.

Ne sentivo parlare spesso. La serie rivelazione di Netflix. Francesco la aveva messa in lista da un pochino per vederla insieme. Quindi, siccome c’era il libro, me lo sono comprata, anzi, me lo sono fatta come regalo da parte di amici che per il compleanno mi danno sempre un buono per la libreria (anche questa volta il vostro regalo si è trasformato in un libro fantastico), lui e una penna da collezione che adoro e della quale escono sempre fuori nuovo soggetti.

Dicevo.

Preferisco sempre partire dal libro se ne ho la possibilità o se sono a conoscenza dell’esistenza di un libro dal quale un film o una serie che mi interessano sono stati tratti. Così è stato anche questa volta. Ho aperto la copertina del libro, comprato martedì scorso, solo due giorni fa. Sabato se non sbaglio. No, non sbaglio. Ho letto le prime pagine e mi sono fermata quando è finito. In qualche ora me lo sono letteralmente divorata. 

Bellissimo.

Qualcuno penserà che i drammi adolescenziali non sono poi un granché, ma io penso che ogni ragazzino e ogni ragazzina dalla seconda media in poi dovrebbe leggere questo libro obbligatoriamente, perché, pur essendo una storia di fantasia, è la pura e nuda realtà. È una valanga che può arrivare addosso ad ogni ragazzo e ad ogni ragazza. Dubito che mai al giorno d’oggi ci si potrebbe veder recapitare delle audiocassette, ma tutto il resto è davvero troppo plausibile.

TROPPO.

L’effetto farfalla narrato nel libro si scaglia con violenza sulle teste dei protagonisti, ed è qualcosa che potrebbe accadere ad ogni adolescente, sopratutto ai giorni nostri.

La sera stessa ho pregato Francesco di cominciare a vedere la serie, 13 episodi. Credevo non potessero durare più di una mezz’ora ad esipsodio e invece durano tutti quasi un’ora, perché la storia è stata, diciamo, ampliata un bel pochino. Nella serie entrano in ballo personaggi che nel libro hanno sempre e solo avuto un ruolo marginale, non per le azioni, quelle no, ma i personaggi in se non sono mai stati approfonditi. Nella serie invece si sono sbizzarriti.

Che cagata direte voi, e invece no, se è possibile i personaggi che prendono la parola e vita nella serie rendono il tutto più agghiacciante e ancora più realistico. Perché, non so voi se mai lo guarderete, ma io ci ho visto ragazze che già quando io andavo alle superiori esistevano, e ho avuto una morsa allo stomaco perché ad oggi quei ragazzi, quel tipo di ragazzi, sono sicuramente peggiorati.

La serie la farei vedere agli adulti, a quei genitori che credono che difendere i figli sia sempre la cosa migliore, senza dare loro un insegnamento essenziale nella vita.

OGNI COMPORTAMENTO HA DELLE RIPERCUSSIONI CHE DOBBIAMO ESSERE PRONTI A PAGARE. Sempre.

Tra domenica notte e ieri notte con Fra ci siamo visti 12 episodi. Oggi vedremo l’ultimo. E so già che finirò di guardarlo con la stessa ansia con cui ho finito il libro.

Lo consiglio vivamente, un Libro che fa male, ma veramente educativo, io ci farei fare qualche lezione sopra dagli insegnanti. 🤔

Lavorando.

Diciamo che il lavoro va bene.

Diciamo che la vita a tratti da uno schiaffo e in altri una carezza.

Diciamo che i miei giochi preferiti sono fermi lì e non si muovono.

Diciamo che ho abbandonato un pochino tutto.

Diciamo che fa veramente caldo.

Diciamo che vorrei fuggire e rifugiarmi in Germania nella foresta nera (si chiama così?). Così, al fresco. 

In questi giorni mi sono soffermata a pesare la qualità della mia vita, sopratutto quando una persona, sotto un mio post, mi ha scritto che sono sempre arrabbiata 😡. E che devo fare? Non posso darle torto. Scrivo solo quando ci sono cose da dire e le cose da dire mi vengono quando le palle mi sono girate talmente tanto che mi hanno letteralmente fatto prendere il volo. Non è colpa mia. 😇

Intendiamoci, io non sono sicuramente una dal carattere facile, ci mancherebbe, non me la racconto proprio una storiella del genere. Ma amo vivere in pace, amo la tranquillità tra le mura di casa, amo le risate delle mie figlie e dei bambini in generale (tranne in mezzo alla notte e quando non hai a casa bambini cit.), amo uscire e andare al parco, far correre il mio cane, portare le mie figlie in bici, al bioparco, al parco acquatico, vedere famiglie felici, chiacchierare con le persone (questo un pochino meno). Non è che auspico all’ estinzione del genere umano (non sempre almeno). 🤔

Il problema mio e della società è che la società è diventata uno schifo. Mi arrabbio appena metto piede fuori casa, per questo poi a fine giornata sono inviperita, e si, lo so che probabilmente non arriverò ai 60 perché mi verrà un ictus o qualcosa del genere, ma non ho paura di morire, non sono cattolica e non credo nel paradiso ma sono abbastanza tranquilla perché so di aver dato il meglio nella mia vita, sempre, e anche con chi non lo meritava affatto il mio meglio. La morte fa parte della vita quindi si, probabilmente il mio nervoso e la mia ansia mi faranno schioppare qualche vena prima o poi, ma tranquilli, moriremo tutti 😂.

Tornando a bomba però, dicevo, mi innervosisco da appena esco di casa. Ed è una cosa che mi succede da quando ho lasciato la Sardegna. Probabilmente quando mi dicono che una piccola città è più facile da gestire e palle varie hanno anche ragione, ma non è solo la gestione della città il problema. Il problema è proprio la gente. 😶

Qui regna il caos, ed io sono una persona che non riesce a vivere nel caos, nel disordine mentale della gente, nel non rispetto delle regole. Non ci riesco. Non attraverso con il rosso e ho insegnato alle mie figlie a non farlo. Invece qui siamo le uniche a stare ferme al semforo. “Ma che cazzata” starete pensando, e invece no. Non è vero. Vedo mamme attraversare in diagonale gli incroci più terribili con i bambini per mano, corrono per cercare il momento in cui la strada è libera. Con i bambini ripeto. Con dei bambini per cui le regole sono talmente importanti che non si può insegnare loro che “Vabbè fanculo al semaforo non passa nessuno adesso”. Sono gli stessi bambini che adesso tiri per mano, ma un giorno andranno da soli a scuola, non staranno attenti, attraverseranno a cazzo e quando verranno investiti si dirà “Ma poverini” e magari la mamma darà la colpa all’ automobilista. Eh no stronza. La colpa è la tua, che se tu per prima avessi insegnato a tuo figlio un minimo di rispetto per una regola così piccola adesso non sarebbe stato investito. Che poi i ragazzini si trasformano in perfetto stronzi è un altro discorso, ma minimo l’insegnamento glielo devi dare. 😒

Cacca, cacca di cane ovunque. Ho il cane ed esco con i sacchetti, io e pochi altri stronzi, per il resto dobbiamo schivare le cacche dei cani altrui. La cosa più assurda? Riescono a far fare la acca ai propri cani sui muri. Dico io, ma come fanno? Sono cani circensi? Metri di muri cagati dai cani. Ma si può? 💩 

Prendiamo la macchina? Lo slalom tra chi cammina in mezzo alla strada, occhio ai pedoni che attraversano in ogni dove, le strisce sono un optional, la gente si butta sotto, i marciapiedi vuoti (a parte la cacca) e tutti che camminano allegramente in mezzo alla strada, ma dico, dove vi credete, in una sagra di paese? Non è che in via Boccea ti puoi fare i vasconi avanti e indietro come in una paesino di montagna, sali su quel cazzo di marciapiede. Gli automobilisti dovrebbero avere la licenza di falciare chi non attraversa sulle strisce e non cammina sul marciapiede. ☠️ Ah, e non attraversa con il verde, ovviamente.

Macchine selvagge, passano contromano e te le ritrovi davanti mentre tu cammini nella tua corsia, nemmeno si scusano. Chi guida lo scooter passa completamente contromano, ti devi spostare tu perché loro per superare le macchine sono nell’altra corsia. Io per fargli dispetto non lascio mai lo spazio e cammino filo alla linea di demarcazione a sinistra. Vuoi superare, dai facciamo un frontale, io sono in macchina, la peggio la hai tu, e mi paghi pure i danni. 😡

In terra trovi di tutto, bottiglie, assorbenti, panini e pezzi di pizza, frutta mezza mangiata, noccioli, (cacca), materassi, frigoriferi, mobili completi, pc, e non diamo la colpa all’ama per cortesia, ci sono le isole ecologiche per certe cose, non è colpa dell’ama se tu  la butti accanto al cassonetto, è colpa tua coglione, e hai voglia a fare le foto dementi con il titolo “Raggi perdonami”, non la ha buttata la Raggi la dispensa accanto al cassonetto, la ha buttata un coglionissimo cittadino. 🤷🏻‍♀️

È facile prendersela con chi amministra male, dare la colpa al politico di turno che non fa nulla. Si certamente, la città viene amministrata di merda da anni, sarà anche un casino da rimettere in piedi una città così grande, ma si dovrebbero prima di tutto rieducare i cittadini. Perché la cacca del cane non la lascia l’amministrazione comunale, la lascia il cittadino. Rieducazione stile arancia meccanica, ecco cosa ci vorrebbe. Sicuramente la città continuerebbe ad essere amministrata male, ma sarebbe comunque più vivibile. E fatevelo cazzo un esame di coscienza. 💆🏻

Per non arrabbiarmi dovrei non uscire mai di casa, ma non mi è possibile purtroppo. Ho due bambine e un cane, ho un gruppo di lavoro che seguo ed ora comincio ad avere ragazze anche sul territorio, quindi devo per forza uscire di casa 🏡 con Frafra amavamo fare le passeggiate mano nella mano e quello lo abbiamo abolito, tornavamo a casa idrofobi. 👫

Quindi fatemi un favore enorme, prima di buttare una cartaccia, di non raccogliere la cacca del vostro cane, di scaricare un tavolino dove non dovete, di mangiare la frutta e buttarne il nocciolo sul marciapiede, di camminare in mezzo alla strada, parcheggiare in seconda fila, camminare in contromano, attraversare con il rosso o non sulle strisce. Prima di fare gli stronzi ineducati incivili cafoni teste di cazzo, pensate che poi mi costringete a scrivere sempre incazzata e piantatela, pensate che la vostra maleducazione ricade sugli altri in un modo o in un altro. E i vecchi, cazzo, attraversate con il verde che mie figlie vi guardano alienate. Dovreste essere l’esempio per le nuove generazioni brutti stronzi. 👴🏻👵🏻

Diario di bordo di metà mese di maggio.

Eccola qui, scostante come al solito, sempre incapace di mantenere gli impegni e di stare, come si suol dire, sul 👉🏼pezzo👈🏼.

Io nemmeno so che cosa significa stare sul pezzo, o meglio, so cosa significa, ma non mi interessa starci🤔.

Per stare sul pezzo devi sempre avere qualcosa da dire🗣, anche quando non hai nulla da condividere, ed io invece sono una così, io preferisco stare zitta🤐 se non ho niente da dire, e da quando ho iniziato a fare la capogruppo devo dire che oramai ci penso anche due volte ad intervenire, sotto qualsiasi post capiti. A volte scrivo lunghe risposte intelligenti, pungenti, nel mio modo tipico da presa per il culo mentre ti apro gli occhi alla verità e ti faccio anche rimanere male, poi finito di scrivere mi fermo, e mi chiedo se ne vale la pena di perder tempo. La risposta ultimamente è quasi sempre “No”. E cancello.


Queste ultime settimane sono state un pochino un reboot delle piaghe d’Egitto. Non era ambientato in Egitto, ma sempre piaghe erano, e ne ho parlato anche nel mio precedente intervento, anzi no, in quello prima ancora🤔. Nell’ultimo ero in depressione, sotto benzodeazepine e volevo tentare il suicidio☠️, ma ogni tanto va così, sono gli strascichi della mia vita nella stessa casa con mio suocero, ogni tanto al suicidio una ci pensa per forza🤐.

Pare comunque che l’allergia una pausetta se la sia presa, che la bronchite asmatica abbia deciso di allontanarsi (mi mancherai, ma ci vediamo in autunno 🍂), che gli starnuti, la tosse, il naso che cola e tutti gli annessi e connessi si siano o si stiano stancando di me, e piano piano mi stiano abbandonando. Molto lentamente però, che mica abbiamo fretta noi. 😝

Maria studia, Ilaria studia (ma ultimamente sta a casa per vezzo, che lei ancora se lo può permettere in prima elementare, e in generale siamo tutti abbastanza stanchi a dire la pura verità.

Speriamo in una ripresa definitiva, nella fine della scuola, nelle vacanze meritate ed in un’estate decente. 🙏🏼

Quando sai che così non è.

Capita a volte, quando meno te lo aspetti, che il tuo cervello faccia brutti scherzi.

Vuoi una cosa, la hai sempre voluta, ma chissà perché il tuo cervello ti fa credere che ci siano soluzioni per te che vanno meglio.

Ma non è così. Poi te ne  rendi conto. Non è ma così. Anzi. Ma di solito è troppo tardi e i giochi sono fatti.

Che ne so. Ti piace un parco naturalistico ma il tuo cervello, nel più bello che stai ammirando la nascita di un fenicottero, ti dice che se corri all’altro capo del mondo ci sarà un parco migliore di questo. Corri, nessuno ti segue e tu ci vai da sola, e poi quando arrivi lì ti rendi conto che il parco è bello, davvero, è pure migliore, ma tu volevi vedere quel piccolo fenicottero che veniva fuori dal suo uovo. Era con quel fenicottero che volevi rimanere. Ed invece adesso sei in un altro parco, con altri animali bellissimi, ma il fenicottero ti manca da toglierti il fiato, perché volevi vedere, davvero, volevi vedere come sarebbe andata a finire. Volevi vedere se il piccolo fenicottero avrebbe fatto tutto da solo, se si sarebbe liberato da quel guscio, se si sarebbe messo in piedi senza l’aiuto di mamma fenicottero. Invece sei in un bellissimo parco, ma quell’unico fenicottero in tutto il mondo che avresti voluto vedere, quel fenicottero che volevi seguire, non c’è. E non puoi tornare indietro perché sai che quel fenicottero oramai è andato via.

Rendo l’idea.

Ecco. 

Cosa succede quando …

– Quando arriva il tuo quarantesimo compleanno e hai accanto solo il tuo piccolo nucleo famigliare e tua mamma.

Beh, succede che quando spegni la tua candelina, nella mente vedi anche i visi di tutte quelle persone che avresti voluto avere vicino in una data che dovrebbe essere almeno un briciolo importante, e invece siete solo in 5, certo magari quelli più importanti, ma di gradi di importanza ce ne sono tanti, ed alcuni differiscono da altri solo per una briciola.


– Quando tua figlia parte per il campo scuola e ti chiama in lacrime perché è stata accusata di essere bugiarda solo perché ha riportato qualcosa che probabilmente le insegnanti non volevano che riportasse.

Beh, succede che avresti voglia di arrivare fino in Toscana, fosse pure a piedi, con la katana in mano, a spiegare a queste insegnanti che punire o rimproverare un bambino perché ha detto alla mamma cosa succede in gita anche se le insegnanti avevano detto di non farlo è proprio di dubbia morale, e sopratutto, ma chi cazzo sei tu per cercare di obbligare mai figlia a tenere le cose nascoste! 

Passategli la mia Katana di Hello Kitty


– Quando vedi il tuo nome al 32esimo posto tra più di 2200 capogruppo come fatturato di gruppo.

E che succede. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è giusto, che alle tue ragazze sta passando tutto il tuo entusiasmo, tutto l’amore per questo lavoro, che quello che hai fatto non è solo arraffazzonato, distratto, incasinato, buttato la, iniziato, messo in pausa, continuato e mai concluso come di solito sono le mille cose che inizi. No. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è assolutamente il tuo lavoro. Che ci sei nata, che ti piace, che magari non saresti mai potuta stare sotto un capo che ti rompesse i coglioni o nello stesso ufficio con dei colleghi che odi, che ti serviva un lavoro dove sei tua gestirti, dove sei tua scegliere per chi lavorare e con chi. E finalmente hai la riprova che le capogruppo non hanno delle Consigliere che lavorano per loro, ma che sei tu che lavori per far guadagnare le tue Consigliere, e quando il tuo gruppo fattura tanto, significa che di Consigliere che si sono messe dei soldi in tasca ce ne sono diverse, e li sei davvero felice. Davvero tanto.

#Yves Rocher, il mio mondo, il mio lavoro, il mio futuro.


–  Qua Tua figlia parte per il campo scuola e tu fai programmi hard con il tuo compagno, stili un programma di ginnastica dimagrante, bagni rilassanti, passeggiate stimolanti (tanto in casa c’è tua mamma che ti può tenere la piccola).

E che succede … succede che invece ti viene un herpes labiale che ti infiamma il nervo del trigemino, ti arriva in concomitanza anche un mal di testa che spostati Jack Skeleton che la zucca 🎃 mi si sta spaccando in due, il ciclo per tutto lo stress si anticipa di qualche giorno, piove a dirotto, hai pure mal di denti. Finalmente allora hai la prova che Dio davvero non esiste, nel caso invece esistesse sai con certezza che tu gli stai sul cazzo e ti riprometti di non rimproverare più Frafra quando bestemmierà di gusto. 


E comunque mi manca Maria, ecco.

Momenti

Diciamo che la vita va avanti.

Diciamo anche che ho compiuto 40 anni, si diciamolo va. 


Diciamo che probabilmente ho il vizio di prendermi più impegni di quanti non riesca a portarne a termine, non dimentichiamolo.

Diciamo anche che in casa non è possibile minimamente riuscire a fare anche la metà delle cose che vorrei fare, a causa di intromissioni esterne di figlie e di adulti che non dovrebbero proprio mettere bocca nelle cose.

Diciamo che lavorare non viene più semplice (ne a me ne a Fra), non per le ragazze, ma proprio per il clima interno, non al mio gruppo, ma nella mia vita. Loro no, loro sono favolose, le rompicoglioni le ho sfanculate, ma sfracassavano le gonadi a me, non alle ragazze.

Insomma, il periodo non è dei migliori, come lo guardi lo guardi, il 2017 poteva pure rimanersene dove stava. 

Già, chissà perché poi ci si aspetta sempre grandi cose dai nuovi anni, dal prossimo farò un conto delle sfighe e delle cose che possono andare male, magari riuscirò a sorprendermi in positivo Questa volta.

Però vabbè. Alla fine si deve continuare ad andare avanti, anche se quando chiudo gli occhi ogni tanto evado. Non dalle persone, almeno non da tutte, ma dai posti. 

Mi ricordo quando avevo la buona abitudine di andare nel mio posto speciale ogni notte, quando chiudevo gli occhi 👀. Quel mio posticino solo mio, nascosto nel profondo dei miei pensieri. Quella radura nel bosco, con quel bellissimo altare in pietra, pieno di muschio, quel laghetto con i due cigni, i pesci, e le persone care tutte li, quelle che non posso più abbracciare quando i miei occhi sono aperti. Tante cose da fare in quella radura, anche il solo sdraiarmi sull’erba e decidere di dormire li, così, rendeva il mio riposo  migliore, non mi svegliavo mai stanca. 🤔

Ecco, una vecchia abitudine da riprendere, nel modo più assoluto. 💪🏼

E rieccomi qui

Si lo so, vi chiedete se ho preparato la mia lista di buoni propositi. Si. In effetti si, il giorno stesso che ho pubblicato lo scorso intervento, solo mi sono dimenticata di pubblicarla qui 🙄

Perché? Beh ovvio, immagino che voi non vediate l’ora di leggere i miei sproloqui e di farvi gli affari miei, io d’altronde sono passata dal diario segreto al diario pubblico (che poi nemmeno è vero, io il mio diario segreto lo ho sempre e ci metto tutto ciò che non è lecito raccontare), ma ho avuto DAVVERO un paio di settimane da incubo.

In primis Ilaria che stava male 


e chi mi conosce sa che, essendo io un soggetto ansioso, anche una semplice influenza per me significa visioni di morte 💀 e di dolore 😖 .

Poi ci sono stata io, mal di testa che sembrava mi stessero aprendo il cranio in due e dolori agli occhi tanto forti da evitare la luce del sole come la peste (e ovviamente l’idea che si insinuava nel cervello che fosse un tumore nascosto chissà dove). Se state pensando che io sia ipocondriaca vi dico subito di no, altrimenti passerei la vita tra medicinali e medici, la verità è che io invece i medicinali li fuggo come la peste e i medici pure. 


Insomma, ieri è passato il mal di testa ed ecco che oggi sono qui a scrivere sul mio iPadDino (si, gli ho dato un nome), pigiando su questa tastierina che io adoro e trovo comodissima (non meno della tastiera meccanica wirlessssss che mi ha regalato il mio amore per Natale, rosa confetto, poteva essere diversamente?) Ma a voi non ve ne frega nulla delle mie preferenze Aitech lo capisco. Quindi andiamo oltre.

La mia lista di buoni propositi? Ok subito.


Eccola qui, da notare la punta del mio piedino. Inutile dirvi che appena stilata la lista almeno la metà dei miei buoni propositi sono andati a farsi benedire. Non ho contato fino a 10 e Ho litigato con Fra partendo di petto come faccio io e individuando il nemico nella persona che ho di fronte, di pazienza ne ho avuta poca, ho detto una sfilza di parolacce che nemmeno in un camionista molesto e per chiudere in bellezza avevo un barattolo con la nocciolata. Si appunto. Avevo. Ovviamente il mio spirito non ne ha giovato e quindi anche la spiritualità che volevo recuperare è finita qualche gradino più giù nel baratro. In meno di mezz’ora stavo per blastare la mia lista, perché poi si sa, l’odio sale e ci passano pure le persone che non hanno fatto nulla, chi c’è nei paraggi. E qui oltre alle figlie avevo anche la mamma. Quindi levavo pure la parte della parentela tutto in un colpo. Un record. Davvero. E li avevo appena scritti! Passata la tempesta mi sono fatta i complimenti da sola. Se lo avessi organizzato un fallimento quasi totale di una lista di buoni propositi nel giro di un’ora e mezzo non sarebbe stato così preciso. Vabbè dai. Io sono un diesel, i migliori non si vedono mai alla partenza ma all’arrivo (seeeeeeee 🙄).

Detto questo diciamo che non ci sono stati solo aspetti negatici in questo gennaio, benché debba ammettere che questo 2017 ha già messo a dura prova la mia proverbiale pazienza (inesistente). Che poi sarebbe semplice no, basterebbe passare almeno un gennaio decente che già farebbe la differenza. 

Ma dicevamo. Non tutto è andato poi malaccio. Qualcosa è andata pure bene 😝


Ed eccola qui la nostra buona notizia. Questa è Porzia ( e guai a chi avrà qualcosa da dire), ha il nome del mio pucciosissimo e amato personaggio di animal crossing (che porco culo non riesco mai ad avere poi). 

Si, i colori non tornano, ma quando devi prendere un cagnotto non è che stai a guardare le sottigliezze.

La nostra piccola principessina arriverà a casa entro metà febbraio, con vaccini, microchip, sverminata e spulciata. Insomma, con il servizio completo (o quasi). Ed io sono felicissima, erano anni che sognavo di riavere un cagnotto in casa onestamente, mi mancava davvero tantissimo 😍😍😍

E questo è quanto per ora. 

In effetti avrei anche qualche altra cosa da scrivere, magari sul lavoro, magari sulle stronze che mi capitano a tiro, ma diventerei la solita lamentosa, che già ci ho dato dentro fino ad ora 😅

Ciauz 😘😘 

Si ritorna alla normalità.

Ed eccoci finalmente.

Pensare che sono finite le feste, non so a voi, ma a me da una sensazione di liberazione😏. Aspetto sempre le feste per riposarmi, ma mi rendo poi conto che in effetti sono i giorni in cui mi riposo meno, come se fosse un week end infinito😱. Che ne so. Un sabato ed una domenica (giornate in cui non ci si riposa mai), che durano un eternità (ed io lo vedo un attimino come un nuovo girone dell’inferno tipo🤔). 

Queste vacanze, poi, non è che siano andate, insomma, nel migliore dei modi.

Stellina ⭐️, per esempio, è morta proprio l’ultimo giorno di scuola delle bambine💔. Quindi già dal primo giorno di vacanza avevamo tutti un giramento di palle indescrivibile, che spostati Hulk quando t’incazzi che noi siamo peggio pure senza diventare verdi. Ah, un attenzione particolare va a chi, senza farsi i cazzi propri, ha detto alle mie figlie che non esiste un paradiso per gli animali, facendole piombare nella disperazione più cupa Perché gli animali muoiono e basta 😡. Mi chiedo sempre Perché queste cazzo di persone talmente credenti da guardarmi dall’alto in basso perché io non lo sono, si prendano la licenza di venire da noi, nella nostra sfera famigliare, a rompere il cazzo a noi e alle nostre figlie. Per fortuna la stima che potevano provare le mie figlie per queste persone sono riuscita a distruggerla già da diverso tempo semplicemente spiegando chi effettivamente e cosa effettivamente fossero queste merde 💩. Per il resto sono sicura che, credere o non credere a parte, Paradiso o non paradiso a parte, chi fa del male, anche solo con le parole, ai bambini, non si meriti nessun paradiso, e siccome io credo nella reincarnazione, beh, posso solo immaginare in cosa si potranno reincarnare 💩😼. 

Dovevamo aspettarcele quindi delle vacanze è un po’ così.

All’insegna dei malumori, delle incomprensioni, della poca voglia di festeggiare. Ci si è ripreso un attimo alla fine, ma comunque aleggia sempre quel velo di nervosismo che non è proprio palpabile, ma si sente. O almeno io lo sento perché lo provo ferocemente. A giorni potrei ammazzare un leone della savana semplicemente con uno sguardo. Ora qualcuno penserà “vabbè, ma che ti ha fatto un leone” e che ne so io, mi è venuto in mente lui 🦁 …

L’unica cosa che, malumori, nervosismi, liti, discussioni, giramenti di palle 🏐, odio per l’umanità a parte, è stata degna di nota, sono state Come al solito le bambine 👧🏻👧🏻. Che se non ci fossero loro a volte credo che davvero non varrebbe la pena andare avanti in un mondo che sembra sempre remarti contro. Anche se a volte sarebbero le prime che ucciderei nella lunga lista di persone che mi fanno impazzire 👉🏼👈🏼, non posso davvero immaginare come sarebbe senza di loro (senza sveglia per la scuola, senza appuntamenti con le amichette, senza liti per il bagno, senza liti tra loro, senza liti tra tutti noi, senza liti tra me e Fra per loro, senza pranzi e cene da incubo, senza urla prima di andare a letto, senza urla la mattina-pomeriggio-sera, senza casino in camera-bagno-cucina-salone-corridoio-balcone-armadi-dispensa-qualsiasi buco di casa, senza 30mila piatti da lavare in più, senza non sapere cosa cucinare, senza dover immancabilmente cucinare 4 cose differenti a pasto … ma senza baci 😘 , senza abbracci 🤗 , senza risate che nascono dal cuore ❤️, senza la loro gioia negli occhi, senza il loro imbarazzo perché siamo troppo grandi per i loro discorsi da giovanissime, senza mille peluche, senza la buonanotte, senza le loro coccole, senza gli abbracci di gruppo, senza le lacrime che passano solo con un abbraccio e un bacio, senza le confidenze, senza la loro voglia di vivere, senza gli occhi che luccicano a Natale quando si aprono i pacchetti, senza la voglia di acquistare sempre qualcosa per loro, senza il loro indiscusso e indiscutibile amore incondizionato, che nasce solo perché siamo noi, perché sanno che ci siamo). No, non lo posso proprio immaginare 🙂🙃.


Ma vabbe dai su. Troppo miele non è da me e già mi sento con un attimo di nausea 🤢

Cosa si fa di solito i primi giorni dell’anno 🤔? Oh perfetto‼️. Si fa la lista dei buoni propositi 📝! Ovvio, quei buoni propositi che ogni anno riportiamo dall’anno precedente cambiando solo la data perché con tutto quello che capita ogni giorno ce ne dimentichiamo del tutto e allora si innesca un loop infinito dal quale non se ne esce nemmeno cercando il miracolo a Lourdes (che già per il numero estremamente ridotto di miracoli avvenuti e riconosciuti, praticamente inesistente, sarebbe inutile da principio pagarsi il viaggio). Io come ogni anno ripropongo i miei, che ovviamente 🙄 non sono stati portati a termine (sembrano la lunga lista delle così dette promesse da marinaio). Calando un velo pietoso sullo storico “Voglio perdere i kg in più”( che ripropongo ogni anno con un aggravante di qualche kg), tralasciando il mio classico “lavorerò sul mio carattere per diventare più calma e paziente”( che di solito scrivo pulendo ed affilando la mia katana), e trattenendo le risate sul solito “Mi metterò d’impegno per seguire il metodo Fly Lady” (che poi immancabilmente seguo a singhiozzi perche vaffanculo non ne ho voglia), mi auguro che quest’anno io riesca a depennare davvero qualcosa, magari pure in fretta. Per questo motivo ho deciso di darmi dei compiti facili facili, che andranno ad aggiungersi ai vari tormentoni annuali.

Ora vado di la a stilare la lista. Vi tengo aggiornati. (Fare un copia e incolla non dovrebbe richiedere troppo tempo). 😜😅

Resoconto delle feste 🎈 

Che dire. Ho cambiato il nome del mio blog in “Una mamma in volo”, ma continuo a pensare che “Diario di bordo di una sfigata cronica” continui ad essere più azzeccato. Le feste. Ogni anno mi metto a qui a fare un resoconto delle mie feste. Diciamo che di solito non erano pessime. Certo, passare le vacanze lontani dalla propria famiglia non è mai una passeggiata, ma di solito non è che vadano poi così malaccio. 🎄🎄

Tranne quest’anno. E infatti me lo dovevo pure aspettare che il colpo di scure sarebbe arrivato prima o poi no? 🤔

Che poi alla fine eravamo anche ben disposti alle feste, anche se non è che si sentisse più di tanto che stava arrivando Natale. Forse perché non c’è freddo? Che ne so, di sicuro però non c’era “aria natalizia” nemmeno per le strade.

Poi però, tra la morte di Stellina, la voglia praticamente sotto i piedi di festeggiare, la poca voglia di compagnia, le incomprensioni, il nervoso, l’apatia, il lavoro che non sempre da belle notizie e pare ti voglia remare contro (e togli pure il pare, ti rema proprio contro), il sentirsi soli nonostante tante persone intorno … insomma, sono state veramente feste di merda. 💩💩💩

Aspetta con ansia che tutti sti giorni finiscano. Aspetto che mi torni la voglia, per tutto. Ammiro le persone che amano il Natale è che si preparano a questo evento già da quando finisce ferragosto, ammiro chi da settembre fa il conto alla rovescia già da due settimane, a me il Natale porta solo alla memoria momenti belli che non torneranno più, e da quest’anno mi porteranno altri tristi ricordi e la consapevolezza che nella vita non si può contare su nessuno. Mai. In nessun momento. 😑 Si è sempre, irrimediabilmente , soli. 

Sono negativa? Si lo sono. Sono pesante, con i kg in più che mi ritrovo sfido a farmi essere diversamente. Sono esagerata? Si sicuramente, non lo metto mica in dubbio, ma io le cose le vedo così. 😒

Aspetterò il 2017 per stilare l’ennesima lista di promesse per il nuovo anno che non manterrò è che nessuno mi aiuterà a mantenere. Sperando che qualcosa cambi. Almeno un pochino. O se un pochino non è possibile sono anche disposta ad una completa trasformazione della mia vita, ad un cambiamento radicale. Sempre meglio di così.

Arrivederci

Io lo odio il Natale, oramai da diversi anni. Non fosse per le bambine e per Fra che, anche se non ci crede, ci tiene all’atmosfera, io non vorrei nemmeno la casa addobbata a festa. Non so se la cosa è nata con la morte di mio padre e dal non avere qualcosa da festeggiare, fatto sta che il Natale mi sta sul culo, che ci posso fare … una scusa per fare dei regali, per vedere le bambine scartare ed essere contente. 

Adesso ho un motivo in più per odiare questo periodo. Non solo la mia cagnolina è morta di buon 24 dicembre a 17 anni di età, ieri è morta anche la nostra gatta, la nostra Stellina. Operata ora di pranzo per endometriosi, morta per complicanze la sera sul tardi. 

È che dire? Che dire. Bah.

Sono quelle cose che non ti aspetti, che ti prendono come un senso di vertigine, ti assalgono come una crisi di panico. Non importa quante lacrime ti scendono, il pugno forte in pancia ti becca lo stesso. La porti ieri mattina nel suo trasportino ad operare per farla stare meglio, la passi a trovare ancora mezza addormentata e dolorante nel primo pomeriggio, e l’indomani mattina torni a casa con un trasportino vuoto. 

VUOTO

E vuoto non c’è solo quel trasportino. Vuote ci sono stante cose. Ci sono i suoi cuscini, c’è il suo posto nel divano che avevi involto nella plastica per farla continuare a salire, c’è il vuoto di un piattino in meno per il loro pasto, c’è il vuoto nel cuore di due bambine e di due adulti, e ognuno lo esprime a modo suo. 

8 anni. Sarebbe stato il nono Natale. Il nono capodanno di botti che a lei “checcazzomenefregachetantoiostodentroalchiuso” e dormiva lo stesso, 8 anni pieni di nessun miagolio tranne in momenti che ti facevano anche sobbalzare perché lei proprio non si sentiva mai, non c’era. La gatta più silenziosa del mondo, la più mite, la più impacciata, la più paurosa. Rimaneva impigliata nelle tende perché non ritraeva le unghie, perdeva dalla bocca le crocchette quando mangiava. Le crocchette, il suo vizio di levarle ad una ad una dalla ciotola e di posarle in terra, prima i mangiarle. 8 anni acciambellata sul cuscino della sua cuccia, dove passava la maggior parte del suo tempo.

E se non ci piangi su come le persone si aspettano passi pure per quella a cui non gliene frega un cazzo.

Vaffanculo.