Diciamo che va

Ok. Si può iniziare un intervento del blog con un semplice ok? 👌🏼

Non lo so, ma diciamo che è il modo migliore per identificare un periodo che non è bello, non è brutto, non è in salita, non è in discesa, ma è di puro e semplice stallo. E a volte uno stallo è più ok di qualsiasi altra situazione.

Vacanze? A Roma. Non si è fatto un granché, ma diciamo pure che è stato a causa del gran caldo che ha fatto, non si poteva minimamente uscire, non si respirava, credo di aver perso tanti di quei liquidi quest’anno che nemmeno in una fornace. Eppure la mia cellulite rimane lì. La ritenzione idrica non esiste secondo me, quello è un Marchio di fuoco del demonio (in cui personalmente non credo) che per dimostrarmi la sua esistenza mi punisce in siffatto modo. 🤔

La parola di queste vacanze è quindi stata desolazione ☠️. Son partiti tutti, tranne noi e quelli sopra di noi, ai quali ieri ho pure dato dei coglioni mentre la figlia saliva con il cane, ma la mia frase era (mentre uscivo in reggiseno nel pianerottolo) ” Ma chi vuoi che mi veda, in questo palazzo ci siamo noi e questi coglioni di sopra”, nel senso che eravamo due famiglie di coglioni, ma adesso probabilmente la loro ottica sarà che io mi diverta a insultarli gratuitamente. Invece no, io no, non lo dico mai, in tanti in questo palazzo lo dicono e lo ribadiscono (anche in quello accanto a dire il vero). O anche si a volte, ma sempre bonariamente, tranne quando fanno casino in orari improponibili e nei giorni festivi, quando fanno strisciare sedie ai bambini, quando gli fanno fare avanti indietro con nemmeno so cosa alle 15 del pomeriggio di domenica, quando alla stessa ora gli fanno suonare la pianola, li si, lì reputo dei veri coglioni, ma in generale più che altro non è che mi interessi di loro granché. Siamo vicini, non amici. Quindi niente, per me non esisterebbero se non facessero in modo di farsi sentire più spesso di quello che dovrebbero. Ma vabbe. Ieri comunque non era inteso in senso offensivo. 😑

Il caldo di questa estate è stato torrido, e mi pare pure ovvio, che ti pareva che quest’anno che siamo stati a Roma poteva fare in estate normale? No, picchi di inferno per giorni e giorni.

Desolazione dicevo. In città sembravamo nel Sahara, talmente caldo che si soffriva di miraggi. Che ne so, un chiosco di limonate ghiacciate nel breve tragitto tra casa nostra e il supermercato, che già a metà strada eri completamente disidratato. Un girone dantesco insomma quello dei “rimasti a morire in città durante l’estate”. Ma lo abbiamo eroicamente affrontato. Si, barricandoci in casa e non uscendo per niente.

Oh ragazzi, comunque il caldo da alla testa, ma davvero. Siccome siamo stati a casa ho avuto parecchio tempo per lavorare, ho letto cose inimmaginabili. Le persone sclerano, eh si che nemmeno io ero troppo dritta, le bambine chiuse in casa con noi, una specie di panorama post apocalittico con le ragazzine con la bava alla bocca che volevano uscire ad ogni ora per giocare/andare in bici/sui pattini/e andiamo al parco con 40 gradi all’ombra. Quando Porzia la portavamo giù faceva pipì e cacca in un lampo e correva tutto il tragitto perché l’asfalto era bollente, tanto che abbiamo smesso di portarla giù e via di traversine.

Per fortuna almeno mio suocero è partito, altrimenti sarebbe stato modello Highlanders, ne rimarrà solo uno! Ed io parto avvantaggiata, la spada la ho 😜

Tra una cosa ed un’altra comunque siamo sopravvissuti, almeno fino ad oggi. Il caldo dovrebbe scendere definitivamente adesso è riposizionarsi su standard normali per il periodo. Speriamo. Ho le piante del balcone Tutte morte.

Ma ne ho sentito di morti a causa del caldo. Animali tantissimi, vecchietti. Ha fatto strage. Tranne di quelli che odio io, quelli tutti vivi.

Speriamo nel gran freddo allora. 😜

Il giardino fiorito. 

Immaginavo da piccola che la mia età adulta si sarebbe divisa tra lavoro, famiglia, animali e giardino. 

Si. Ho sempre desiderato un giardino enorme, come quello di casa dei miei genitori, senza essere pianellatonpero però, al limite solo qualcosa al centro in modo da poter mettere su un piano fermo un tavolino con sedie ed ombrellone, in estate ovviamente. 💚

Le cose però non sempre vanno come ci si aspetta da piccoli no? Ed infatti non ho giardino, non sono in Sardegna e quel tavolino con sedie ed ombrellone rimarrà solo nei miei sogni di bambina. Però le Piante in casa non mancano. E infatti cerco sempre di mantenere il mio balcone il più verde possibile. Ma con risultati scarsi perché ho un balcone esposto costantemente al sole dalla mattina alla sera, ottimo per la biancheria da asciugare, meno per le mie piante. 🌱🌴🌷🌸🌻🌼

Dentro casa invece ho cane e gatti che credono che le mie piante siano insalata, quindi sono costretta a tenere tutto in alto⬆️. 

Cerco nei vasi grandi di coltivare fagiolini e piccoli ortaggi, ma i gatti anche li arrivano e devastano, quindi ho deciso che mi darò alla coltivazione di basilico, l’unica cosa che non mangiano, al massimo mi metterò a vendere pesto alla genovese 😂😂😂😂😂

Comunque, da oggi ci mettiamo di nuovo a risistemare il balcone, porco Culo, ma lo posso avere anche io il mio piccolo angolo di foresta pluviale? 😉

Accetto consigli sul come fare e dal dove cominciare ❤️❤️😊

Uno degli assassini delle mie piante 🔫

Riflessioni profonde

Sono una mamma, e come tutte le mamme i pensieri più profondi mi vengono quando sono in piena notte, ma non solo in Piena notte, ma in un posto molto speciale, in bagno.

Ahahahahahahahah, direte voi, o che schifo anche, ma niente sorrisini e niente nausee per favore. In bagno io mi ci rinchiudo senza la necessità di doverlo realmente utilizzare.

Che ne so, quando ero ragazzina mi chiudevo nella mia stanza, luogo inviolabile (credevo io), dove poter scrivere nel mio diario segreto le mille cose che nessuno poteva sapere (tranne mia mamma che me li leggeva di nascosto, cioè, lei pensava fosse di nascosto, la verità era che molte pagine erano volutamente pilotate verso cazzate di un buonismo nauseante solo per farle leggere qualcosa per cui poi non dovesse starmi con il fiato sul collo).  Da ragazza più grande il bagno era io mio miglior amico perché dentro ci trovavo specchio enorme e trucchi. Tanti trucchi, e profumi e creme e tutto il necessario per imbellettarsi, e già utilizzavo la Yves Rocher, ovvio, io figlia d’arte di una consigliera di bellezza storica. 

Anche da adulta e da mamma il bagno ha tenuto il suo fascino. Mi ci nascondo. Abbasso la tavoletta e diventa la mia poltrona. Ci scrivo i meglio interventi e ci lavoro meglio che sul divano. È un ufficio, non è un bagno. Questo a causa dell’influenza malefica di Happy Days nella mia vita e di quel sociopatico di Fonzie. Quando corro a chiudermi dentro a chiave mi giro verso il corridoio ed esclamo un sonoro “Aaaaayyyyyyy” con i pollici verso il cielo. Mi manca il giubbotto in pelle nero e siamo li. 


L’orario invece è un problema. Scrivo la notte fonda perché aspetto il silenzio. Peccato che con il silenzio arrivi anche il sonno e di solito mi ritrovo a scrivere una pletora di cose orrorifiche. O senza senso. O entrambe. 

Comunque vorrei aprire un fan club della toilette. Un club per sole mamme che capiscono a fondo il problema e sanno che quello è l’unico posto dove i figli, una volta cresciuti un pochino, non ci possono seguire. L’unica barriera posta tra noi e loro che non ci faccia sentire in colpa. 

A proposito di colpe poi, i figli sono così bravi a fartici sentire. Grandi o piccoli non cambia, loro ne sono capici anche quando ancora non hanno il dono della parola. Quando poi cominciano a parlare è la fine. Per qualsiasi cosa una vita di rimpianti. E loro pare siano lì a puntare le loro ditina sporche e appiccicose contro di te sempre. 

Si lo so, ci sono tra di voi persone che credono che no, i vostri figli no, e che no, voi rimpianti mai. Dai su. Non diciamoci cazzate almeno tra di noi. Le mamme perfette non esistono. Non aprite bocca, ho detto che non esistono ed è così. Mamme perfette di figli perfetti. Una storiella che ci raccontano ma che non esiste, un pochino come quella del principe azzurro. Che da ragazzina ti fai crescere i capelli che sembri Rapunzel per poter calare la tua lunga treccia al ragazzo che per te scalerà la torre, ed invece ti ritrovi con un incipiente calvizie femminile che ti crea un buco al centro della testa e stai con Catozzo dalla maglia unta di olio (non olio motore perché magari fa il meccanico, no proprio olio da cucina perché Catozzo è un maiale di prima categoria che mangia con le mani e si sbroda che bimbo allo svezzamento spostati). Ecco. Le mamme perfette di figli perfetti uguali. 

Io mamma perfetta? Mai. Ma proprio no grazie. Ma sai che due palle? Se fossi una mamma perfetta di figli perfetti in una famiglia perfetta dalla casa perfetta ma sai che noia? Cosa avrei da scrivere? E di cosa mi potrei mai lamentare? Ma quando mai poi, mi riesce così bene cazzo lamentarmi! Non potrei mai smettere. Ma ci pensate se domani la mia vita fosse solo rose e fiori e zero problemi e figlie ubbidienti e soldi senza fare un cazzo e casa perfetta e sempre pulita e colf che fa tutto e marito con il quale non discuti mai e suocero che non c’è più (in casa dico) e vicinato simpatico e la gente che ti sorride dal mattino presto e il caffè sempre alla giusta temperatura … e la gente che si fa i cazzi suoi e tutti che attraversano con il verde e le persone che non corrono in macchina e niente doppie file e tutti educati … e tutti magri… e niente smog e il mare vicino a casa e la montagna a pochi passi … 
Vabbè smetto o ci faccio la bocca vah.

Mio padre

Ricordo che mio padre mi diceva che non dovevo mai badare a quello che gli altri dicevano di me, che l’unica cosa che andava bene era il mio risveglio la mattina. Se la mattina mi svegliavo e mi potevo guardare in faccia allo specchio, allora stavo facendo tutto per il verso giusto, diversamente da sola avrei capito che c’erano delle cose che non andavano, che qualcosa era da cambiare.

Sono anni che non mi guardò più allo specchio, ma non per il motivo che diceva lui, le gravidanze mi hanno cambiata, il mio viso non è più quello sorridente di una volta, comincio a vedere le rughe di espressione e sono un’espressione triste, ma non per quello che io ho fatto, ma per le persone che ho scelto di avere vicino durante il corso dei miei anni. 

Amici sbagliati, fidanzati e mariti sbagliati. Per carità. Sempre errori fatti in buona fede, ma errori che, anche se io mi sono sempre comportata bene, hanno pesato sulla quantità e sulla qualità dei miei sorrisi. Il mio viso assomiglia sempre di più a quello di mia nonna paterna, una vita pesante, una vita che l’ha cambiata nel profondo ed un’espressione sempre grave, pochi sorrisi e ancora meno spontanei e davvero felici. Non ricordo una sua risata. E oltretutto ho milioni di rimpianti anche con lei.

Credo che mio padre ne sarebbe dispiaciutissimo per questo.

Ogni tanto ricado nella nostalgia di un abbraccio che non potrà più esserci e che quando si poteva fare non è stato dato. Nella nostalgia di un viso che dovrò osservare per il resto della mia vita immutato in una fotografia, senza mai cambiare angolazione. Nella nostalgia di una voce che qualche volta sento nei sogni, ma mai accompagnato alla vista, so che è lì, sento la sua voce, ma non riesco a vederlo. Nella nostalgia di eventi felici passati, che non potranno più esserci. 

È una sensazione che toglie il fiato, qualcosa che non si può superare, non è possibile, sopratutto non come lo ho vissuto io. Traumatico, incontrollato, veloce ma per la sua evoluzione forse troppo lento. 2 settimane che hanno cambiato la mia vita per sempre. E da lì, poi, il declino. E ferite che non si rimargineranno mai. Si rimarginano ma sanguinano e si riaprono con una facilità impressionante, un girone dei dannati. 

Appena mi hanno detto che la avrei superata ho subito capito che fosse una cazzata, non si supera, o magari riesci a tollerarlo se la tua vita prende una buona piega, ma poi per me ci sono stati anni di merda. E no, non la ho superata anzi, vivo con il dolore lacerante che si acutizza quando poi ci sono di nuovo dei momenti no, dei momenti tristi, dei momenti difficili. E non sono d’aiuto. Mai. 

Mi portano a pensare che forse avrei potuto, che forse avrei dovuto, che magari potevo dire.

Tutti momenti passati, tutti momenti morti. Fantasmi che mi perseguitano.

Ed io rimango così. Ferma. Che respiro poco e con difficoltà. Non è l’umidità. È proprio la morsa in petto. 

Tredici.

Ne sentivo parlare spesso. La serie rivelazione di Netflix. Francesco la aveva messa in lista da un pochino per vederla insieme. Quindi, siccome c’era il libro, me lo sono comprata, anzi, me lo sono fatta come regalo da parte di amici che per il compleanno mi danno sempre un buono per la libreria (anche questa volta il vostro regalo si è trasformato in un libro fantastico), lui e una penna da collezione che adoro e della quale escono sempre fuori nuovo soggetti.

Dicevo.

Preferisco sempre partire dal libro se ne ho la possibilità o se sono a conoscenza dell’esistenza di un libro dal quale un film o una serie che mi interessano sono stati tratti. Così è stato anche questa volta. Ho aperto la copertina del libro, comprato martedì scorso, solo due giorni fa. Sabato se non sbaglio. No, non sbaglio. Ho letto le prime pagine e mi sono fermata quando è finito. In qualche ora me lo sono letteralmente divorata. 

Bellissimo.

Qualcuno penserà che i drammi adolescenziali non sono poi un granché, ma io penso che ogni ragazzino e ogni ragazzina dalla seconda media in poi dovrebbe leggere questo libro obbligatoriamente, perché, pur essendo una storia di fantasia, è la pura e nuda realtà. È una valanga che può arrivare addosso ad ogni ragazzo e ad ogni ragazza. Dubito che mai al giorno d’oggi ci si potrebbe veder recapitare delle audiocassette, ma tutto il resto è davvero troppo plausibile.

TROPPO.

L’effetto farfalla narrato nel libro si scaglia con violenza sulle teste dei protagonisti, ed è qualcosa che potrebbe accadere ad ogni adolescente, sopratutto ai giorni nostri.

La sera stessa ho pregato Francesco di cominciare a vedere la serie, 13 episodi. Credevo non potessero durare più di una mezz’ora ad esipsodio e invece durano tutti quasi un’ora, perché la storia è stata, diciamo, ampliata un bel pochino. Nella serie entrano in ballo personaggi che nel libro hanno sempre e solo avuto un ruolo marginale, non per le azioni, quelle no, ma i personaggi in se non sono mai stati approfonditi. Nella serie invece si sono sbizzarriti.

Che cagata direte voi, e invece no, se è possibile i personaggi che prendono la parola e vita nella serie rendono il tutto più agghiacciante e ancora più realistico. Perché, non so voi se mai lo guarderete, ma io ci ho visto ragazze che già quando io andavo alle superiori esistevano, e ho avuto una morsa allo stomaco perché ad oggi quei ragazzi, quel tipo di ragazzi, sono sicuramente peggiorati.

La serie la farei vedere agli adulti, a quei genitori che credono che difendere i figli sia sempre la cosa migliore, senza dare loro un insegnamento essenziale nella vita.

OGNI COMPORTAMENTO HA DELLE RIPERCUSSIONI CHE DOBBIAMO ESSERE PRONTI A PAGARE. Sempre.

Tra domenica notte e ieri notte con Fra ci siamo visti 12 episodi. Oggi vedremo l’ultimo. E so già che finirò di guardarlo con la stessa ansia con cui ho finito il libro.

Lo consiglio vivamente, un Libro che fa male, ma veramente educativo, io ci farei fare qualche lezione sopra dagli insegnanti. 🤔

Lavorando.

Diciamo che il lavoro va bene.

Diciamo che la vita a tratti da uno schiaffo e in altri una carezza.

Diciamo che i miei giochi preferiti sono fermi lì e non si muovono.

Diciamo che ho abbandonato un pochino tutto.

Diciamo che fa veramente caldo.

Diciamo che vorrei fuggire e rifugiarmi in Germania nella foresta nera (si chiama così?). Così, al fresco. 

In questi giorni mi sono soffermata a pesare la qualità della mia vita, sopratutto quando una persona, sotto un mio post, mi ha scritto che sono sempre arrabbiata 😡. E che devo fare? Non posso darle torto. Scrivo solo quando ci sono cose da dire e le cose da dire mi vengono quando le palle mi sono girate talmente tanto che mi hanno letteralmente fatto prendere il volo. Non è colpa mia. 😇

Intendiamoci, io non sono sicuramente una dal carattere facile, ci mancherebbe, non me la racconto proprio una storiella del genere. Ma amo vivere in pace, amo la tranquillità tra le mura di casa, amo le risate delle mie figlie e dei bambini in generale (tranne in mezzo alla notte e quando non hai a casa bambini cit.), amo uscire e andare al parco, far correre il mio cane, portare le mie figlie in bici, al bioparco, al parco acquatico, vedere famiglie felici, chiacchierare con le persone (questo un pochino meno). Non è che auspico all’ estinzione del genere umano (non sempre almeno). 🤔

Il problema mio e della società è che la società è diventata uno schifo. Mi arrabbio appena metto piede fuori casa, per questo poi a fine giornata sono inviperita, e si, lo so che probabilmente non arriverò ai 60 perché mi verrà un ictus o qualcosa del genere, ma non ho paura di morire, non sono cattolica e non credo nel paradiso ma sono abbastanza tranquilla perché so di aver dato il meglio nella mia vita, sempre, e anche con chi non lo meritava affatto il mio meglio. La morte fa parte della vita quindi si, probabilmente il mio nervoso e la mia ansia mi faranno schioppare qualche vena prima o poi, ma tranquilli, moriremo tutti 😂.

Tornando a bomba però, dicevo, mi innervosisco da appena esco di casa. Ed è una cosa che mi succede da quando ho lasciato la Sardegna. Probabilmente quando mi dicono che una piccola città è più facile da gestire e palle varie hanno anche ragione, ma non è solo la gestione della città il problema. Il problema è proprio la gente. 😶

Qui regna il caos, ed io sono una persona che non riesce a vivere nel caos, nel disordine mentale della gente, nel non rispetto delle regole. Non ci riesco. Non attraverso con il rosso e ho insegnato alle mie figlie a non farlo. Invece qui siamo le uniche a stare ferme al semforo. “Ma che cazzata” starete pensando, e invece no. Non è vero. Vedo mamme attraversare in diagonale gli incroci più terribili con i bambini per mano, corrono per cercare il momento in cui la strada è libera. Con i bambini ripeto. Con dei bambini per cui le regole sono talmente importanti che non si può insegnare loro che “Vabbè fanculo al semaforo non passa nessuno adesso”. Sono gli stessi bambini che adesso tiri per mano, ma un giorno andranno da soli a scuola, non staranno attenti, attraverseranno a cazzo e quando verranno investiti si dirà “Ma poverini” e magari la mamma darà la colpa all’ automobilista. Eh no stronza. La colpa è la tua, che se tu per prima avessi insegnato a tuo figlio un minimo di rispetto per una regola così piccola adesso non sarebbe stato investito. Che poi i ragazzini si trasformano in perfetto stronzi è un altro discorso, ma minimo l’insegnamento glielo devi dare. 😒

Cacca, cacca di cane ovunque. Ho il cane ed esco con i sacchetti, io e pochi altri stronzi, per il resto dobbiamo schivare le cacche dei cani altrui. La cosa più assurda? Riescono a far fare la acca ai propri cani sui muri. Dico io, ma come fanno? Sono cani circensi? Metri di muri cagati dai cani. Ma si può? 💩 

Prendiamo la macchina? Lo slalom tra chi cammina in mezzo alla strada, occhio ai pedoni che attraversano in ogni dove, le strisce sono un optional, la gente si butta sotto, i marciapiedi vuoti (a parte la cacca) e tutti che camminano allegramente in mezzo alla strada, ma dico, dove vi credete, in una sagra di paese? Non è che in via Boccea ti puoi fare i vasconi avanti e indietro come in una paesino di montagna, sali su quel cazzo di marciapiede. Gli automobilisti dovrebbero avere la licenza di falciare chi non attraversa sulle strisce e non cammina sul marciapiede. ☠️ Ah, e non attraversa con il verde, ovviamente.

Macchine selvagge, passano contromano e te le ritrovi davanti mentre tu cammini nella tua corsia, nemmeno si scusano. Chi guida lo scooter passa completamente contromano, ti devi spostare tu perché loro per superare le macchine sono nell’altra corsia. Io per fargli dispetto non lascio mai lo spazio e cammino filo alla linea di demarcazione a sinistra. Vuoi superare, dai facciamo un frontale, io sono in macchina, la peggio la hai tu, e mi paghi pure i danni. 😡

In terra trovi di tutto, bottiglie, assorbenti, panini e pezzi di pizza, frutta mezza mangiata, noccioli, (cacca), materassi, frigoriferi, mobili completi, pc, e non diamo la colpa all’ama per cortesia, ci sono le isole ecologiche per certe cose, non è colpa dell’ama se tu  la butti accanto al cassonetto, è colpa tua coglione, e hai voglia a fare le foto dementi con il titolo “Raggi perdonami”, non la ha buttata la Raggi la dispensa accanto al cassonetto, la ha buttata un coglionissimo cittadino. 🤷🏻‍♀️

È facile prendersela con chi amministra male, dare la colpa al politico di turno che non fa nulla. Si certamente, la città viene amministrata di merda da anni, sarà anche un casino da rimettere in piedi una città così grande, ma si dovrebbero prima di tutto rieducare i cittadini. Perché la cacca del cane non la lascia l’amministrazione comunale, la lascia il cittadino. Rieducazione stile arancia meccanica, ecco cosa ci vorrebbe. Sicuramente la città continuerebbe ad essere amministrata male, ma sarebbe comunque più vivibile. E fatevelo cazzo un esame di coscienza. 💆🏻

Per non arrabbiarmi dovrei non uscire mai di casa, ma non mi è possibile purtroppo. Ho due bambine e un cane, ho un gruppo di lavoro che seguo ed ora comincio ad avere ragazze anche sul territorio, quindi devo per forza uscire di casa 🏡 con Frafra amavamo fare le passeggiate mano nella mano e quello lo abbiamo abolito, tornavamo a casa idrofobi. 👫

Quindi fatemi un favore enorme, prima di buttare una cartaccia, di non raccogliere la cacca del vostro cane, di scaricare un tavolino dove non dovete, di mangiare la frutta e buttarne il nocciolo sul marciapiede, di camminare in mezzo alla strada, parcheggiare in seconda fila, camminare in contromano, attraversare con il rosso o non sulle strisce. Prima di fare gli stronzi ineducati incivili cafoni teste di cazzo, pensate che poi mi costringete a scrivere sempre incazzata e piantatela, pensate che la vostra maleducazione ricade sugli altri in un modo o in un altro. E i vecchi, cazzo, attraversate con il verde che mie figlie vi guardano alienate. Dovreste essere l’esempio per le nuove generazioni brutti stronzi. 👴🏻👵🏻

Diario di bordo di metà mese di maggio.

Eccola qui, scostante come al solito, sempre incapace di mantenere gli impegni e di stare, come si suol dire, sul 👉🏼pezzo👈🏼.

Io nemmeno so che cosa significa stare sul pezzo, o meglio, so cosa significa, ma non mi interessa starci🤔.

Per stare sul pezzo devi sempre avere qualcosa da dire🗣, anche quando non hai nulla da condividere, ed io invece sono una così, io preferisco stare zitta🤐 se non ho niente da dire, e da quando ho iniziato a fare la capogruppo devo dire che oramai ci penso anche due volte ad intervenire, sotto qualsiasi post capiti. A volte scrivo lunghe risposte intelligenti, pungenti, nel mio modo tipico da presa per il culo mentre ti apro gli occhi alla verità e ti faccio anche rimanere male, poi finito di scrivere mi fermo, e mi chiedo se ne vale la pena di perder tempo. La risposta ultimamente è quasi sempre “No”. E cancello.


Queste ultime settimane sono state un pochino un reboot delle piaghe d’Egitto. Non era ambientato in Egitto, ma sempre piaghe erano, e ne ho parlato anche nel mio precedente intervento, anzi no, in quello prima ancora🤔. Nell’ultimo ero in depressione, sotto benzodeazepine e volevo tentare il suicidio☠️, ma ogni tanto va così, sono gli strascichi della mia vita nella stessa casa con mio suocero, ogni tanto al suicidio una ci pensa per forza🤐.

Pare comunque che l’allergia una pausetta se la sia presa, che la bronchite asmatica abbia deciso di allontanarsi (mi mancherai, ma ci vediamo in autunno 🍂), che gli starnuti, la tosse, il naso che cola e tutti gli annessi e connessi si siano o si stiano stancando di me, e piano piano mi stiano abbandonando. Molto lentamente però, che mica abbiamo fretta noi. 😝

Maria studia, Ilaria studia (ma ultimamente sta a casa per vezzo, che lei ancora se lo può permettere in prima elementare, e in generale siamo tutti abbastanza stanchi a dire la pura verità.

Speriamo in una ripresa definitiva, nella fine della scuola, nelle vacanze meritate ed in un’estate decente. 🙏🏼

Quando sai che così non è.

Capita a volte, quando meno te lo aspetti, che il tuo cervello faccia brutti scherzi.

Vuoi una cosa, la hai sempre voluta, ma chissà perché il tuo cervello ti fa credere che ci siano soluzioni per te che vanno meglio.

Ma non è così. Poi te ne  rendi conto. Non è ma così. Anzi. Ma di solito è troppo tardi e i giochi sono fatti.

Che ne so. Ti piace un parco naturalistico ma il tuo cervello, nel più bello che stai ammirando la nascita di un fenicottero, ti dice che se corri all’altro capo del mondo ci sarà un parco migliore di questo. Corri, nessuno ti segue e tu ci vai da sola, e poi quando arrivi lì ti rendi conto che il parco è bello, davvero, è pure migliore, ma tu volevi vedere quel piccolo fenicottero che veniva fuori dal suo uovo. Era con quel fenicottero che volevi rimanere. Ed invece adesso sei in un altro parco, con altri animali bellissimi, ma il fenicottero ti manca da toglierti il fiato, perché volevi vedere, davvero, volevi vedere come sarebbe andata a finire. Volevi vedere se il piccolo fenicottero avrebbe fatto tutto da solo, se si sarebbe liberato da quel guscio, se si sarebbe messo in piedi senza l’aiuto di mamma fenicottero. Invece sei in un bellissimo parco, ma quell’unico fenicottero in tutto il mondo che avresti voluto vedere, quel fenicottero che volevi seguire, non c’è. E non puoi tornare indietro perché sai che quel fenicottero oramai è andato via.

Rendo l’idea.

Ecco. 

Cosa succede quando …

– Quando arriva il tuo quarantesimo compleanno e hai accanto solo il tuo piccolo nucleo famigliare e tua mamma.

Beh, succede che quando spegni la tua candelina, nella mente vedi anche i visi di tutte quelle persone che avresti voluto avere vicino in una data che dovrebbe essere almeno un briciolo importante, e invece siete solo in 5, certo magari quelli più importanti, ma di gradi di importanza ce ne sono tanti, ed alcuni differiscono da altri solo per una briciola.


– Quando tua figlia parte per il campo scuola e ti chiama in lacrime perché è stata accusata di essere bugiarda solo perché ha riportato qualcosa che probabilmente le insegnanti non volevano che riportasse.

Beh, succede che avresti voglia di arrivare fino in Toscana, fosse pure a piedi, con la katana in mano, a spiegare a queste insegnanti che punire o rimproverare un bambino perché ha detto alla mamma cosa succede in gita anche se le insegnanti avevano detto di non farlo è proprio di dubbia morale, e sopratutto, ma chi cazzo sei tu per cercare di obbligare mai figlia a tenere le cose nascoste! 

Passategli la mia Katana di Hello Kitty


– Quando vedi il tuo nome al 32esimo posto tra più di 2200 capogruppo come fatturato di gruppo.

E che succede. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è giusto, che alle tue ragazze sta passando tutto il tuo entusiasmo, tutto l’amore per questo lavoro, che quello che hai fatto non è solo arraffazzonato, distratto, incasinato, buttato la, iniziato, messo in pausa, continuato e mai concluso come di solito sono le mille cose che inizi. No. Succede che ti rendi conto che quello che stai facendo è assolutamente il tuo lavoro. Che ci sei nata, che ti piace, che magari non saresti mai potuta stare sotto un capo che ti rompesse i coglioni o nello stesso ufficio con dei colleghi che odi, che ti serviva un lavoro dove sei tua gestirti, dove sei tua scegliere per chi lavorare e con chi. E finalmente hai la riprova che le capogruppo non hanno delle Consigliere che lavorano per loro, ma che sei tu che lavori per far guadagnare le tue Consigliere, e quando il tuo gruppo fattura tanto, significa che di Consigliere che si sono messe dei soldi in tasca ce ne sono diverse, e li sei davvero felice. Davvero tanto.

#Yves Rocher, il mio mondo, il mio lavoro, il mio futuro.


–  Qua Tua figlia parte per il campo scuola e tu fai programmi hard con il tuo compagno, stili un programma di ginnastica dimagrante, bagni rilassanti, passeggiate stimolanti (tanto in casa c’è tua mamma che ti può tenere la piccola).

E che succede … succede che invece ti viene un herpes labiale che ti infiamma il nervo del trigemino, ti arriva in concomitanza anche un mal di testa che spostati Jack Skeleton che la zucca 🎃 mi si sta spaccando in due, il ciclo per tutto lo stress si anticipa di qualche giorno, piove a dirotto, hai pure mal di denti. Finalmente allora hai la prova che Dio davvero non esiste, nel caso invece esistesse sai con certezza che tu gli stai sul cazzo e ti riprometti di non rimproverare più Frafra quando bestemmierà di gusto. 


E comunque mi manca Maria, ecco.

Momenti

Diciamo che la vita va avanti.

Diciamo anche che ho compiuto 40 anni, si diciamolo va. 


Diciamo che probabilmente ho il vizio di prendermi più impegni di quanti non riesca a portarne a termine, non dimentichiamolo.

Diciamo anche che in casa non è possibile minimamente riuscire a fare anche la metà delle cose che vorrei fare, a causa di intromissioni esterne di figlie e di adulti che non dovrebbero proprio mettere bocca nelle cose.

Diciamo che lavorare non viene più semplice (ne a me ne a Fra), non per le ragazze, ma proprio per il clima interno, non al mio gruppo, ma nella mia vita. Loro no, loro sono favolose, le rompicoglioni le ho sfanculate, ma sfracassavano le gonadi a me, non alle ragazze.

Insomma, il periodo non è dei migliori, come lo guardi lo guardi, il 2017 poteva pure rimanersene dove stava. 

Già, chissà perché poi ci si aspetta sempre grandi cose dai nuovi anni, dal prossimo farò un conto delle sfighe e delle cose che possono andare male, magari riuscirò a sorprendermi in positivo Questa volta.

Però vabbè. Alla fine si deve continuare ad andare avanti, anche se quando chiudo gli occhi ogni tanto evado. Non dalle persone, almeno non da tutte, ma dai posti. 

Mi ricordo quando avevo la buona abitudine di andare nel mio posto speciale ogni notte, quando chiudevo gli occhi 👀. Quel mio posticino solo mio, nascosto nel profondo dei miei pensieri. Quella radura nel bosco, con quel bellissimo altare in pietra, pieno di muschio, quel laghetto con i due cigni, i pesci, e le persone care tutte li, quelle che non posso più abbracciare quando i miei occhi sono aperti. Tante cose da fare in quella radura, anche il solo sdraiarmi sull’erba e decidere di dormire li, così, rendeva il mio riposo  migliore, non mi svegliavo mai stanca. 🤔

Ecco, una vecchia abitudine da riprendere, nel modo più assoluto. 💪🏼